30 settembre 2016
ore 8,15
Caro Giuseppe,
ti ringrazio per avermi trasmesso ieri sera dopocena il testo della lettera del dr. Squinzi e della tua risposta (che pure mi avevi integralmente letto nella telefonata di metà mattina). Peraltro, a maggior ragione alla luce del tuo richiamo all’antica e solida amicizia reciproca, desidero ripeterti le considerazioni fatte al telefono.
Ho sostenuto – lo sai bene – l’impegno di Mario Lupo per rendere possibile l’ingresso tuo e della Fondazione Piccolo al fine di non sciogliere la Fondazione Einaudi come voluto con pervicacia da molti e a mio giudizio non per caso. Ciò perché sono convinto apertamente – lo scrivo da oltre due decenni – della necessità che il nostro paese disponga di una presenza liberale dichiarata e coerente quanto meno a livello politico culturale.
Oggi, dopo qualche mese, i dissensi sorti tra te, la maggioranza del Consiglio di Amministrazione e il vertice dirigenziale di FLE, almeno in apparenza sembrano riguardare aspetti della gestione – anche se di un certo rilievo statutario – e non della linea culturale. Così stando le cose, ora che a seguito dei buoni uffici di Mario Lupo, la Fondazione da te presieduta ha ricevuto una formale promessa di conferimento da parte di Giorgio Squinzi ed una cordata di imprenditori (da te definita linfa nuova che darà nuovo vigore), mi stupirei se non venisse colta l’occasione di rilancio della FLE, utilizzando tutte le energie comprese quelle scientifiche che negli ultimi tempi avete saputo far maturare.
Sono certo che tu, nella qualità di presidente della Fondazione, vorrai dare un contributo forte a questo suo rilancio e quindi tenere un atteggiamento costruttivo. Pertanto ti chiedo con viva insistenza di non compiere atti che rendano più complessa la situazione, e di favorire una moratoria di qualunque atto formale assembleare al di fuori della presa d’atto del sostegno dei nuovi conferenti (cordata Squinzi e le due altre che mi hai detto ti hanno scritto), onde trovare – al massimo in 3 o 4 settimane – un accordo con il solo obbiettivo di irrobustire un’Istituzione molto utile per il Paese.
Per questo leggo con piacere nella tua risposta a Squinzi che l’Assemblea eviterà di assumere decisioni che pregiudichino il prosieguo del rapporto. Ciò non può riferirsi solo ai rapporti con Squinzi. Perché, al di là degli aspetti giuridici, credo converrai che, anche qualora tu riuscissi a far approvare la linea da te fin qui senza incorrere in contenziosi legali, l’abbandono polemico della Fondazione da parte di molti suoi vertici e dei suoi collaboratori apicali, intaccherebbe parecchio la credibilità della tua Presidenza e della stessa Fondazione, mettendo verosimilmente in dubbio i rapporti con i conferenti in ingresso, facendo così regredire lo stato di salute della FLE.

