Altri climi, altri avversari.

 

Scritto per la rubrica Testimonianze della rivista NON CREDO n, 30

 

Un vezzo autolesionista dei laici italiani è non aggiornarsi quanto dovrebbero. Durante il lungo papato di Giovanni Paolo II hanno tenuto banco i movimenti ecclesiali  e le correlate presenze  cattoliche nella scuola, nei luoghi di lavoro, nella politica. Oggi restano singoli grandi appuntamenti annuali, ma, un decennio dopo la scomparsa di Wojtyla, la presenza capillare dei cattolici organizzati non è più supportata dalla Chiesa in quanto tale. Ne consegue che il confronto tra le istanze laiche e quelle religiose assume una dimensione diversa. Sarebbe urgente che i laici se ne rendessero conto e promuovessero la diversità senza tenere la testa rivolta all’indietro.

 

 

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