A proposito di parole fuori luogo

Sabato 27, nel dare notizia e foto dell’inizio lavori per il collocamento in Porto della statua della Madonna, La Nazione.it conclude con le parole “con buona pace di anticlericali ed atei”. Sono parole stupefacenti.

La Nazione sa bene, per avere pubblicato negli ultimi due anni il dibattito al riguardo, che la sola richiesta formale fatta da credenti e non credenti, anche anticlericali ed atei, è quella della lettera inviata lo scorso marzo da 31 cittadini al Presidente dell’Autorità Portuale. In questa lettera si auspica che, nell’atto del Presidente indispensabile (trattandosi di bene demaniale) per collocare la Statua in Porto, “si valorizzi lʼiniziativa evitandone ogni possibile strumentalizzazione a favore di un solo culto o viceversa di una visione critica antireligiosa”.

Tale auspicio è stato accolto nella dichiarazione dello stesso avv. Gallanti con cui ha annunciato il via libera da parte del Comitato Portuale alla installazione della Statua (e di nuovo la cosa è stata pubblicata da La Nazione). Dopo di allora, su richiesta dei  firmatari della lettera, il Segretario Generale dell’Autorità ha confermato di persona che sarebbe stato esplicitato nel testo del definitivo atto di concessione, il concetto formulato dal Presidente, cioè che il terreno demaniale in Porto sarà concesso  a tutti i culti che chiederanno di utilizzarlo a fini analoghi, ribadendo così che nessun culto è privilegiato. Fino alla mattina di venerdì 26 l’atto definitivo non era stato ancora emanato dall’Autorità.

Per tutto questo le parole conclusive del servizio non sono vere nei fatti e del tutto fuori luogo in chiave culturale, perché  innescano  polemiche contrarie  alla tradizione di tolleranza multireligiosa della città di Livorno.

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