Francesco Forte è un valente economista e vale la pena di leggerlo anche quando cerca di difendere le posizioni (civilmente) indifendibili del Governatore della Banca d’Italia in carica. Il troppo zelo gli ha però giocato un brutto scherzo, inducendolo a scrivere che “ non avrebbero titolo a chiedere le dimissioni di Fazio, coloro che, al vertice di Fiat o nell’ambiente bancario, hanno un interesse attuale alle decisioni in una faccenda così delicata”. Il riferimento è alla decisione che il Governatore della Banca d’Italia ha facoltà di assumere sull’importante questione del convertendo Fiat a metà settembre. Ora questa facoltà non è stata attribuita ad personam bensì al ruolo esercitato per cui resterebbe immutata in capo anche all’eventuale successore. E neppure c’è il pericolo che l’avvicendamento faccia venir meno nel Governatore quelle qualità che una volta erano abituali. Dunque non si vede perché il vertice Fiat non dovrebbe esprimere il proprio pensiero sulla posizione dell’attuale Governatore.

