Un incontro da fare per le riforme nel ’90

Raffaello Morelli, dell’Esecutivo PLI, ha dichiarato che ” per i liberali il governo Andreotti e la maggioranza, dopo un semestre complessivamente positivo, nei primi mesi del ’90 devono condurre in porto cinque riforme importanti che ne giustificano l’esistenza. Innanzitutto la riforma della sanità e la privatizzazione di parte dei beni pubblici. Poi altre tre leggi chiave: quella per garantire un’informazione davvero pluralista in un sistema misto senza privilegi pubblici o privati, quella per combattere il traffico di droghe e dissuadere dal loro uso, quella per introdurre l’elezione diretta dei sindaci consentendo ai cittadini non solo di farsi rappresentare ma anche di scegliersi l’amministrazione.”
“Sanità e privatizzazioni – ha sottolineato Morelli – fanno espressamente parte del programma di governo approvato dalle Camere ed è dunque impensabile non siano sostenute con coerenza dalla maggioranza contro le resistenze delle corporazioni degli interessi consolidati. Per la lotta alle droghe, al Senato si è fatto molto ma non è ancora rispettato l’accordo programmatico che esclude ogni precettistica morale, inaccettabile in uno Stato laico e democratico; alla Camera, si dovranno potenziare gli strumenti dissuasivi e rimuovere il reato penale per il piccolo consumatore non spacciatore. Per l’informazione e l’elezione diretta del Sindaco, il programma individua i temi ma non la soluzione in dettaglio. E’ dunque necessario approfondire l’accordo nella maggioranza , tenendo presente che la maggioranza è a cinque non a due.”
” L’incontro collegiale del governo e della maggioranza , chiesto dai liberali e programmato per l’inizio dell’anno – ha concluso Morelli – dovrà servire per coordinare l’azione politica nel periodo invernale e sciogliere eventuali nodi. E’ necessario prepararlo bene, perché governare insieme richiede il concordare gli atti da compiere. Far le bizze tutti i giorni sul governo e sulla maggioranza, non è nello stile dei liberali. E’ necessario prepararlo bene, perché sarebbe preoccupante se qualcuno volesse snobbare questo appuntamento o svuotarlo. I liberali non fanno bizze contro governo in caricaperché non sono nostalgici del precedente né vedovi del conformismo consociativo. Ma è destinato a ricredersi chi per questo ritenesse i liberali remissivi o peggio rinunciatari.”

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