Far fare alla RAI quello che deve

Raffaello Morelli, dell’Esecutivo del PLI, ha dichiarato che:
“Se la privatizzazione della RAI può essere un sogno dei liberisti per il domani, definire la funzione del servizio pubblico in un sistema misto è un problema urgente per l’oggi.
Solo ai nostalgici del monopolio sta bene ridurre questa funzione a far concorrenza alla TV commerciale in uno sforzo quasi spasmodico di audience e di status. E finchè continuerà questo snaturamento, continueranno anche in RAI la lottizzazione e la necessità di risorse sempre più crescenti che per altro non ci sono più, come ha finalmente segnalato il Collegio dei Sindaci. Se si vuol mantenere il pluralismo del sistema misto, la funzione del servizio pubblico non può essere diversa da quella della TV privata e commerciale.
Deve essere una funzione di equilibrio e di garanzia nell’informazione e nello sviluppo culturale, una funzione di pubblicazioni delle iniziative pubbliche anche per rendere consapevoli del loro costo. Ora che la Presidenza del Consiglio si è decisa dopo sei mesi a mettere in moto l’attuazione dei criteri per il tetto pubblicitario RAI, fissati dalla Commissione di Vigilanza, i nodi verranno al pettine e bisognerà appunto pensare a come scioglierli. Iniziando a dire che dal servizio pubblico si deve pretendere una qualità superiore che non può convivere con gli spots. E dunque bisogna pensare per tempo a forme di finanziamento pubblico adeguate all’essenzialità della funzione informativa ed insieme pensare ad una sorta di Auditel non solo dell’audience dei vari programmi TV ma anche del loro gradimento da parte degli spettatori”.

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