Su istituzione Provincia di Prato

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.

MORELLI. Noi siamo stati fra coloro che hanno sollecitato la proposta di legge che oggi stiamo discutendo perché siamo fra quelli che non diamo un assenso entusiastico e immediato non appena una qualche zona fa domanda di assurgere alla dignità di Provincia e quindi ab­biamo coerentemente sostenuto che la creazione di nuove Province debba sempre rispondere ad un sostanziale atto di programmazione, per il quale ci è sembrato che una decisione da parte regionale che sappia discernere i casi di accetta­zione di queste richieste da invece quelli che devono essere respinti, fosse una decisione si­gnificativa per poter consentire, a livello parla­mentare, di distinguere le Province che dovran­no essere presto fatte tali, da quelle che invece per il momento almeno resteranno a livello di aspirazione, quei Comuni, quelle zone, quei gruppi di Comuni che resteranno con l’aspira­zione di diventare Provincia.

Quindi abbiamo insistito su questa strada proprio perché siamo convinti che sia la strada forse più rapida per arrivare a soddisfare delle esigenze che nel caso di Prato a noi sembrano essere concrete.

Non bisogna dimenticare che alcuni anni fa, più di un decennio all’incirca, fu già percorsa, anzi si tentò già di percorrere la strada, che sembrava quella più piana, dello sdoppiamento di molte funzioni burocratico-amministrative, separandole rispetto all’unicità e all’accorpa­mento che queste funzioni hanno in testa alle direzioni provinciali dello Stato in Firenze, però già allora si dovette, ahimé, constatare che il distaccare, il separare l’unicità, all’interno del­l’unicità dell’assetto provinciale, le varie re­sponsabilità delle direzioni periferiche dello Stato, è un’impresa veramente di Sisifo, perché è difficilissimo poi vincere le resistenze palesi, perché si sono manifestate nei fatti, di tutta una serie di strutture burocratiche al fine di giunge­re appunto a questa separazione di servizi fra una larga parte della Provincia attuale di Firen­ze e quella parte della Provincia attuale di Fi­renze che è intorno a Prato e che dovrebbe essere poi il nucleo della futura Provincia Pra­tese. E siccome ci sembra oggettivamente un dato di fatto che questi 8 Comuni della Provin­cia di Firenze abbiano una specificità economi-

ca tale da meritare una distinzione e quindi l’elevazione al rango di Provincia, dopo tutti questi anni siamo arrivati alla conclusione che la richiesta di passare direttamente allo status di Provincia, saltando l’altra strada della separa­zione delle strutture burocratico-ministeriali dello Stato, che pure si è tentato senza esito di percorrere, fosse la strada migliore, e quindi noi siamo per votare favorevolmente in questo senso e abbiamo, come dicevo all’inizio, anche insistito per la presentazione di questo disegno di legge regionale come strumento operativo per poter dare al Parlamento una serie di scelte, di indicazione da parte delle Regioni su quali devono essere le Province da deliberare subito.

Ha detto un collega che questo agomento della Provincia di Prato non deve far dimenti­care che sulla legge comunale e provinciale in generale, cioè sulla sua riforma, si sta da tempo combattendo una battaglia importante. Il Go­·verno per la prima volta da moltissimi decenni ha presentato un suo progetto di legge che è in discussione, fervono in giro per l’Italia anche degli importantissimi dibattiti sulle modifiche e sull’evolversi di questo disegno di legge che provocherà anche notevoli novità, si sperano le autonomie più segnate, le aree metropolitane, le municipalità, quindi disegno di legge di asso­luta rilevanza, però crediamo che, proprio perché questo disegno di legge ha un’assoluta rilevanza, le possibilità concrete che esso diven­ga da disegno legge nel breve volgere dei prossi­mi mesi siano molto basse per non dire nulle, e questo perché noi italiani abbiamo il difetto di discutere discutere e non arrivare presto a deci­sioni, ma comunque è un fatto nazionale in cui veramente chi è senza peccato dovrebbe scaglia­re la prima pietra.

Ma nel caso specifico della situazione di Pra­to la questione è diversa, nel senso che si tratta di un’esigenza che si radica nella realtà socio­economica di questi posti, e pertanto ci è sem­brato inutile ripercorrere la strada delle lunghis­sime discussioni al riguardo, perché i problemi stanno sul tappeto, come si suol dire, e quindi si tratta solo di scegliere se dare soluzione di un tipo o di dame un’altra. Non si può cioè far legare la decisione sul caso della Provincia di

Prato, a nostro avviso, alla, senza dubbio più significativa e importante, ma proprio per que­sto certamente più difficile, discussione sulla riforma delle autonomie locali.

Pertanto a noi sembra che questo disegno di legge sia un atto di programmazione concreto della Regione, che attiene al suo ordinamento interno. Rileviamo anche che, a livello di Com­missione, è stata apportata una modifica signi­ficativa a quello che era l’art. 4 del progetto di legge presentato dalla Giunta, che a nostro pa­rere erroneamente prevedeva la gestione della fase di transizione, nel caso la Provincia venga istruita, da parte dell’Associazione Intercomu­nale. Noi abbiamo dichiarato che questo secon­do noi era un errore perché non si può, presen­tando una legge di questo genere con lo specifi­co obiettivo di renderla quanto più possibile accoglibile da parte della Camera, proporre un istituto quale quello dell’Associazione Interco­munale chè viceversa, a livello generale e com­plessivo del Paese, non trova riscontro, e quindi troviamo positivo che sia intervenuto un cam­biamento da parte della Commissione. Il poco interessato Presidente della stessa non me ne vorrà se gli dico che non mi sembra una delle escogitazioni tecnico-operative più brillanti quella di prevedere una gestione da parte di un Comitato genericamente nominato di ammini­stratori comunali, comunque senza dubbio è comunque un qualche cosa che può provocare minori reazioni di rigetto rispetto al demandare questo compito all’Associazione Intercomuna­le.

In conseguenza noi voteremo questa legge.

Contiamo che questo possa servire a far proce­dere rapidamente la promozione di Prato a Provincia e riteniamo che, con uri minimo di buona volontà e qualora venga anche seguito l’accorgimento proposto da alcuni colleghi, di seguire questa legge a livello parlamentare, cosa che noi faremo per quanto ci riguarda, non sia neppure assolutamente impossibile che si arrivi ad una decisione prima delle prossime ammini­strative. Certo bisognerà che soprattutto le for­ze maggiori, sempre il Presidente della I” ne dovrà dare atto, ci vorrebbe un interessamento forse un pochino più vivo e attento di quanto almeno non sia. dimostrato nel corso del dibattito per l’andamento dello stesso.

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