Controdeduzioni Piano Sanitario 84-86

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli. Prego.

MORELLI. Per dire che noi abbiamo avuto modo di fare una vibrata opposizione a molte norme nel corso del dibattito sulla legge in ge­nerale e poi successivamente quando si è tratta­to di affrontare il primo raund dei motivi di rinvio del Governo e quindi le controdeduzioni.

A noi sembra, come è già stato sottolineato ampiamente dai due colleghi che mi hanno pre­ceduto, che quanto viene oggi fatto in que­st’Aula dimostra di nuovo una certa miopia nel trattare alcuni argomenti da parte della Giunta. In questa occasione non vogliamo far preva­lere i mofivi nostri nel dire che non avevamo quantomeno del tutto torto, se non ragione, su alcuni passaggi rispetto agli altri motivi che riteniamo di dover pure considerare, e cioè quelli principali, di dotare la Toscana di un piano regionale, e questo fatto di dotare la Toscana di un piano regionale sanitario è indi­pendente dal fatto che poi la maggioranza è tale e quindi passerà lo stesso. Anche noi vogliamo esprimere e sottolineare fortemente questa esi­genza di dotare di un piano regionale sanitario la Toscana e anche, quasi polemicamente, i ritardi cui le incertezze della Giunta e i metodi adottati dalla Giunta nel trattare – e questo non è una specificità del caso sanitario perché questo è il metodo usato costantemente e a nostro parere gravemente negativo – nel tratare le controdeduzioni e le modalità e certi passaggi della legge a livello non di responsabi­’ tà politiche governative, ma a livello di tratta­. e oserei dire quasi sotterranee e sottobanco.

Tutto questo sistema che non è giusto né sotto il profilo del metodo, né sotto il profilo dei tem­i, perché appunto ha portato a dei ritardi, ha senza dubbio una grossa fetta di responsabilità nel fatto che, come ha puntualmente articolato consigiiere Pezzati, questo piano non si chiame­rà certamente 84-86, ma neppure forse 85-86 . E quindi, per tutte queste ragioni, noi dovremmo dire, come abbiamo più volte detto, che nonostante i buoni intendimenti, com’è noto di buone intenzioni è lastricata la via dell ‘inferno – anche in questo caso non si è svilup­pata molto la situazione in senso positivo. Però, come ho detto, qui non conviene a nessu­no, pur denunciando il metodo delle trattative, pur denunciando alcuni articoli che, come ave­vamo detto anche con una serie di emendamen­ti, continuano ad essere per noi non coerenti e corretti nell’insieme del nostro ordinamento, però riteniamo che non convenga a nessuno giocare a continuare a rinviare questa approva­zione.

Del resto noi in questo siamo coerenti, cre­diamo che tutti i progetti e i piani siano tanto più importanti quanto più processuali, cioè sog­getti a continua revisione. Non votiamo a favo­re, ma ci asteniamo su queste controdeduzioni, appunto per sottolineare la nostra volontà che questo piano venga tn qualche modo varato e poi saranno i fatti a dire se le preoccupazioni esternate da molte forze sociali e anche da noi a proposito di alcune norme fossero fondate. In noi resta l’impegno di, per quanto ci concerne, dare giudizi, vigilare e caso mai promuovere quelle modifiche che la realtà dei fatti si incari­cherà di dimostrare necessarie per il migliora­mento dell’assistenza sanitaria nella nostra Re­gione.

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