PRESIDENTE. La parola al consigliere Morelli.
MORELLI. Non per dispiacerti, Matteini, ma io sono eletto a Firenze, quindi ho tutti i titoli per parlare con metalità regionale. Infatti questo attacco riassume brevemente la logica con cui vengono visti questi problemi, perché qui le squadre sembrano schierate a seconda del luogo di nascita, e allora i fiorentini sono di Firenze … No, io invece non abito a Firenze, sono eletto a Firenze, però abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere l’esattezza della scelta pisana e sosteniamo egualmente l’assoluta necessità che l’aeroporto di Peretola non rimanga nello stato di abbandono nel quale è.
Diciamo che nella scelta del decreto ministeriale quello che offende e turba e, al di là della sostanza, che potrebbe non essere del tutto infondata la tesi di chi oggi, il Vice-sindaco, sostiene che in fin dei conti cambia poco, il fatto che non siano state rispettate le parole date, che è sempre grave e particolarmente lo è se questa cosa investe responsabilità di altissimo livello quali quelle ministeriali, e poi che della vicenda siano stati, con attenzione degna di miglior causa, tenuti regolarmente all’oscuro tutti gli organismi della programmazione locale e regionale.
Quindi non condivido asolutamente l’intervento di coloro che hanno detto che bisogna di nuovo per l’ennesima volta rivedere le scelte di quesro setore. Secondo noi le scelte nel loro complesso del sistema aereopotuale, sono giuste e gli anni che già sono passati da quando queste scelte furono fatte hanno dimmostrato che c’è la possibilità lungo queste linee di percorrere fruttuosamente la via dello sviluppo del sistema aeroportuale toscano. Pisa, al di là delle difficoltà che ora richiamava il collega Benelli, statutarie, amministrative e giuridiche, da un punto di vista dei traffici ha largamente potenziato le sue attività, tant’è che oggi la Toscana non si può dire certo che sia isolata, come erroneamente è stato detto, dai punti aeroportuali, perché faccio presente che Pisa è una delle pochissime città italiane che ha collegamenti diretti con tantissimi punti nevralgici dell’Europa e anche con gli Stati Uniti. Quindi, appunto, non trattiamo la questione in chiave campanilistica:
Pisa si è potenziata, però tutto questo non vuol dire, non limita assolutamente il fatto che il terzo livello di Peretola è una scelta non solo già effettuata, ma soprattutto necessaria per completare la maglia del sistema aeroportuale non solo toscano ma anche dell’Italia centrale.
Credo che chi .tutte le volte che succedono degli episodi chiaramente negativi come questo del decreto, cerca di rimettere in discussione l’assetto complessivo delle scelte di questo sistema, in realtà non lavora per accelerare e potenziare il sistema che la Regione e i vari organismi hanno a suo tempo indicato, ma al contrario cerca nuovamente di ripercorrere strade di divisione e di contrapposizione assurde,· assolutamente indegne di una .(Interruzione)…Banchelli, io, per dire la verità, siccome presumo che quando si parla si dicano delle cose con attenzione e mi fa piacere, mi sembra …(Interruzione)…No, Banchelli, siccome sono stato molto attento agli intervenuti, io ho colto in un intervento o due, fatti con dovizia di particolari, cioè con prudenza nei particolari, però un accenno nettissimo a rimettere in discussione tutto…(Interruzione)….Ho piacere di sbagliarmi, perché se mi sbaglio vuol dire che invece non c’è questa tendenza….(Interruzione) ….Allora temo di averla, cioè io ho piacere di sbagliarmi, ma temo di aver colto in alcuni interventi di nuovo un voler rimettere in discussione tutto, che a mio parere è pericolosissimo , e per il sistema aeroportuale e per Peretola.
La questione di Peretola a me sembra che sia molto legata al fatto che non c’è una dichiarata ufficiale spinta, al di là della superficie, anche per la scelta necessarissima del terzo livello, perché a ogni pie’ sospinto rispuntano altre tendenze, altre scelte, che a noi sembra sono poi usate in qualche modo come occasione per fare anche provvedimenti di altra natura, che servono veramente a ribloccare tutto e a sconvolgere le scelte che a noi sembrano giuste.
In conclusione, io credo che sia giusta la proposta di chi – prima l’ha fatto anche il collega Passigli, mi pare, o altri – insiste nel dire che, accanto al ricorso del Comune, dovrebbe essere da parte della Regione attivata ogni possibile linea di tipo amministrativo e politico per arrivare a bloccare tutti gli effetti del provvedimento, il quale come ho detto prima non è detto c~e · di per sé sia negativo sul piano della scelta concreta ma è chiaramente pegativo sul- – piano dell’assoluta disinformazione e sul piano, del metodo usato nell’arrivarci e del mettere tutti di fronte ai fatti compiuti: e questo in una cosa così importante, soprattutto – con una regione come la nostra che vive largamente basandosi su certi tipi di esportazione e certi tipi di turismo. Ecco, non si può assolutamente accettare che oggi come oggi, 1984, tutta questa congerie di grandi provvedimenti di infrastrutture vengano assunti indipendentemente da quelle che sono le linee e che sono i desideridella regione.
Nel complesso, concludendo, io trovo che la comunicazione fatta in apertura dal Presidente sia, valutandola complessivamente, al di là di alcuni accenni su quanto ha fatto e ha detto il Vice-sindaco facendo da una parte il ricorso e dall’altra dicendo che in fin dei conti da cosa non è molto importante, una comunicazione equilibrata, che risponde alle logiche che io prima difendevo, che vedono l’aeroporto più importante su Pisa e su Firenze la necessità di un terzo livello che sia veramente tale e cioè che non sia un libro dei sogni come ormai purtroppo da anni non possiamo non considerrlo, perché sempre si prometono le cose e reolgamente non si fanno. Di stamani è la notizia del Presidente della Società che dice ceh è stto fatto un significativo stanziamento per arrivare a far passare il libro dei sogni alla realtà concreta. Speriamo sia così e invitiamo tutti a voler proseguire su questa strada della concretezza senza rivoler aprire dibattiti e divisioni che sicuramene non aumenterebbero il grado di concretezza ma, anzi, allontanerebbero sempre più la soluzine dei problemi veri,

