PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. Credo che l’epilogo di questo dibattito, che, dicevo ieri, fa seguito a una lunga «covata» della legge in varie sedi, deve essere oggetto di rammarico, perché dopo aver lungamente elaborato tutte queste tematiche non si riesce a capire, almeno personalmente, perché, arrivati neppure in dirittura di arrivo ma a pochi metri dal traguardo, ci si è intestati nel non voler apportare al testo della legge e al raccordo con lo Statuto quei miglioramenti tecnici che diversi, e anche gli stessi uffici legislativi del Consiglio regionale, avevano indicato.
Questa è una cosa, appunto, che ci lascia con un rammarico perché l’iniziativa …(Interruzione dall’aula) Parlo delle questioni tecniche che son state rilevate dagli uffici anche del Consiglio a tutti i livelli e che attengono al criterio generale di dare degli indirizzi con la legge a una Società di diritto privato, che attengono a varie questioni che porranno comunque degli ostacoli e certamente saranno fonte prima o poi di grosse questioni. Basti dire, ad esempio, il pericolo che si corre con il varare lo Statuto come allegato alla legge, quando è notorio che in sede di atti costitutivi e di successive delibere di omologazione in sede di Tribunale possono essere necessari anche dei piccoli aggiustamenti. Cioè si è tenuto negli ultimi dieci metri, diciamo, un atteggiamento rigido su questioni che oltretutto non sembrano oggettivamente essenziali dal punto di vista della scelta politica e che invece peggiorano di molto la qualità della legge, fino ad arrivare alle cose che sono state sollevate da Matteini. Anche nell’art. 4 della legge, ad esempio, ci sono dei testi che oggettivamente non si capisce bene che cosa vogliono dire.
Ho detto rammarico perché noi questa iniziativa ..(Interruzione dall’aula) No, Bartolini, si legge: «in concomitanza con la gestione diretta del personale da parte della SO.GE.SE.». Ripeto, è una questione che può avere almeno due o tre interpretazioni diverse. Come l’altro articolo, quello dei probenti, quando si cita «probenti per legge», anche qui non si capisce bene che cosa voglia dire. Può essere indotta la spiegazione che si dice all’art. 3 dello Statuto, cioè quello delle attività diverse da quelle iniziali. Ma, insomma, dico, rispetto ad un’iniziativa che era stata anche condotta con molta disponibilità nelle questioni essenziali, c’è stata poi nell’arrivo, sulla questione dei testi, una rigidità che, a nostro parere, da un punto di vista tecnico di testo della legge, non ci consente di arrivare al voto favorevole che invece avremmo dato per quanto atteneva al merito.
Quindi noi ci asteniamo, con il richiamo preciso al fatto che, visto che si dibattono le cose e che ci sono dei pareri degli uffici legislativi sulla tecnica – sto parlando sul modo di fare queste leggi-, io non vedo perché questi pareri ripetutamente espressi non potevano essere in qualche modo accolti, poiché l’accoglimento non avrebbe cambiato la natura del senso delle scelte politiche fatte, ma avrebbe dato a queste scelte una veste giuridica più coerente e compiuta.

