In morte di Antonino Bisaglia

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.

MORELLI. La morte di Bisaglia colpisce innanzitutto per il modo con cui si è maturata e che fa, come ricordava or ora il Capogruppo democristiano, por mente alla fragilità della nostra presenza anche terrena, una fragilità che comunque non ha impedito al senatore Bisaglia di esprimere un impegno civile che è stato larga­mente superiore a quanto viceversa si potrebbe cogliere leggendo magari frettolosamente alcuni giornali o gazzette negli ultimi anni. Il senatore Bisaglia è stato l’esponente di un cattolicesimo che non disgiunge le radici religiose da un coe­rente e infaticabile impegno civile nel mondo, che è attento al nuovo senza scadere nel noviti­smo e che ha sempre cercato di coniugare l’eser­cizio del potere, sia a livello della sua Regione dove era esponente di grandissimo spicco, sia a livello nazionale dove pure era esponente di grande spicco, che anche se non incontrastato come si conviene in qualsiasi gruppo democrati­co, ha sempre cercato di collegare l’esercizio del potere alle ragioni più alte della politica e del rinnovamento nei rapporti sociali e negli equilibri fra partiti.

Senza dubbio Bisaglia è stato un protagonista della faticosa ricerca democristiana che va ma-turando da lunghi decenni, per rlnnovare i modi di come esercitare il ruolo di partito numericamente assai rilevante nel nostro Paese e per anni quello che ha espresso le massime cariche dello Stato e che ancora oggi che non le esprime, però gioca un ruolo fondamentale.

Bisaglia ha in questo mondo svolto un ruolo ­che è sempre stato a nostro parere di attenta valutazione delle novità che si andavano presentando e sempre da lui colte nella realtà dei rapporti e di ciò che ogni posizione rappresen­tava, poco indulgendo alle mode temporanee e anzi, avendo del leader il tratto caratteristico, cioè quello di non farsi facilmente sviare dalle linee che egli riteneva più confacenti per il parti­to e quindi anche per il Paese, perché il partito finisce per esercitare sempre un ruolo fonda­mentale, in democrazia, per il Paese.

Noi pensiamo che con la scomparsa di questo leader scompaia un modo corretto, coerente e specifico di intendere la politica da parte di quella generazione che era nata nell’epoca in cui massimamente si manifestava il ruolo diri­gente, talvolta anche di maggioranza assoluta, della Democrazia cristiana, una generazione che però aveva saputo mantenere nell’arco di questi ultimi trent’anni, praticamente gran par­te della nostra democrazia, e aveva sempre sa­puto mantenere una ferma e coerente fedeltà ai valori della democrazia, sapendoli anche legare ad uno sforzo per dare a questa democrazia da una parte basi più ampie e dall’altra obiettivi sempre più ambiziosi ed esaltanti.

Noi rinnoviamo al Gruppo democristiano 1 sensi del nostro cordoglio per una morte che, se si vuole, è avvenuta con tratti privati, come è sempre stata caratterizzatà la vita di Bisaglia, uomo appunto non eccessivamente di spettaco­lo, ma che pur riteniamo sia positiva per il suo partito, ma riteniamo anche per la nostra democrazia.

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