PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprencere il dibattito sulla comunicazione svolta queta mattina dal Presidente Bartolini relativamente alla nomina delle Presidenze delle Camere di Commercio.Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. La comunicazione del Presidente Bartolini rappresenta una positiva novità dell’iter della nomina dei Presidenti delle Camere di Commercio perché è la prima volta, come è noto, che della questione si parla in termini così aperti, anche se non è la prima volta dopo il D.P.R. 616 che questi argomenti sono sul tappeto del dibattito politico toscano. Il fatto che se ne parli è positivo, come cercherò di chiarire, non tanto perché non si pensi che le Camere di Commercio debbano essere ridotte al puro rango di enti elettivi, o comunque coincidenti con quelli che sono i luoghi normali della democrazia, cioè Consigli, Assemblee, Parlamenti, quanto perché, a nostro parere, è un modo senza dubbio positivo di iniziare a sciogliere quel nodo che stretto nel ’44 non si è ancora oggi disciolto, e cioè il nodo di ricondurre le Camere di Commercio ad un più diretto e stretto rapporto con la realtà operativa ed economica delle varie province cui le stesse Camere di Commercio presiedono.
Quindi il fatto che si discuta è già per noi un momento assai positivo. E vorrei dire che non casualmente noi ci troviamo come partito ad avere un Ministro dell’Industria, nel momento stesso in cui presentiamo un progetto di riforma – è di questi giorni – con il quale prevediamo appunto di spogliare il Ministero dell’Industria di certe competenze in merito alla nomina delle Presidenze delle Camere di Commercio e delle Giunte, per affidarle, secondo una normativa che dovrà essere stabilita secondo il nostro progetto, per legge delega dal Governo, comunque dovrà essere affidata ai diretti interessati, cioè alle categorie interessate, nel rispetto di alcune connessioni con gli Enti locali e gli Enti generalmente politici preposti. Resta il fatto che non può essere ritenuto privo di significato che non si predica, come è stato per anni da parte di molte forze politiche predicato, il ruolo più democratico delle Camere di Commercio, noi cerchiamo di realizzare i principi nei quali crediamo e quindi contemporaneamente di avviare un più aperto dibattito per arrivare alla nomina dei nuovi Presidenti delle Camere di Commercio, ma al tempo stesso di riconfermare con un atto politico concreto, qual è la presentazione di un disegno di legge, la nostra precisa scelta a favore di un diverso modo di intendere la presidenza e la direzione attraverso la Giunta di questi importantissimi organismi; cioè noi, in altre parole, siamo convinti che dopo ormai quasi 40 anni, perché il decreto se non vado errato è dell’autunno del ’44, fine settembre ’44, sia giunto il momento di dire con chiarezza che se le Camere di Commercio devono avere un ruolo, questo ruolo devono averlo separato in buona misura da quelli che sono i giuochi strettamente propri di altri organi istituzionali, anche importantissimi, parlo ovviamente del Ministero dell’Industria o le Regioni, e che pertanto bisogna mutare profondamente il sistema dell’elezione di questi organi. Non a caso su questo punto noi abbiamo da tempo presentato un disegno di legge, da quattro o cinque anni, per la riforma proprio delle strutture anche della Camera di Commercio, il 28 o il 29 di febbraio, 7 giorni fa, un disegno di legge che, nell’ambito più ampio dei criteri di nomina degli enti pubbici, prevede espressamente questa riconduzione della nomina delle Giunte e delle Presidenze deJle Camere di Commercio ad un esercizio democratico da parte delle categorie con la partecipazione anche degli Enti locali.
Tutto questo era necessario premettere per calare questa discussione dal livello delle questioni di principio, oppure dei desideri ottitnali, che è un livello importante ma è un livello di tendenza, sul piano invece delle cose da fare. E’ chiaro che la nostra intenzione non possa realizzarsi brevemente, altrimenti, non sarebbero passati 40 anni con questo decreto senza fare nulla, ci sono dei precisi interessi in giuoco, ci sono delle volontà da parte di tutti, perché qui nessuna forza politica, nemmeno quelle di opposizione, possono chiamarsi fuori da questo disegno. Questa riforma, che è a nostro parere imprescindibile, non è una riforma che nel periodo della solidarietà nazionale, quando si sarebbe voluto e potuto fare quello che si voleva, non si è fatta, perché cambiare queste cose a parole è facile, nei fatti è molto più complesso, e passare invece a segnare una linea di indirizzo di massima da una parte, ma dall’altra a cercare di dare un segno di governabilità nei limiti e nei modi possibili è possibile.
Noi non crediamo che sia un segno di governabilità nei limiti e nei modi possibili cominciare ad esempio a proseguire nei vecchi sistemi delle proroghe. Ci sono dei casi che vanno al di là del ridicolo, dei casi in cui si celebrano le nozze d’argento o cose di questo genere. È impensabile che un organismo vivo quale dovrebbe essere la Camera di Commercio, se vuole avere un senso possa vedere una stessa persona alla sua direzione per così lungo periodo.
Quindi il fatto che si sia scelto da parte del Ministro la linea di affrontare questo problema in concreto, con una certa rapidità e nei limiti almeno del possibile fino ad oggi nell’ambito e rispettando un certo discorso complessivo, in modo da non affrontare le casistiche città per città, ma almeno presentare un qualche pacchetto, anche accogliendo i desideri e le indicazioni già emerse dalla Giunta regionale nella persona del suo Presidente, ma anche per rispondere alla necessità di avviare più rapidamente il processo di rinnovo di questi organi, è un qualcosa che a nostro parere va valutato in modo sostanzialmente positivo. Credo che si possa senza alcun dubbio dire che il tipo di persone indicate dal_Ministro sono tutte persone che, al di là delle singole e diverse qualificazioni professionali, rispondono a un’ampia messe di indicazioni pervenute dalle diverse categorie. Ci sono alcuni casi in cui queste indicazioni di professionalità son più marcate e altre meno, però complessivamente non si può certo dire che sono state presentate al Presidente della Giunta, per l’intesa delle candidature, persone che non siano capaci di svolgere questo tipo di compito, almeno così risulta dalle indicazioni e dalle informazioni che per conoscenza diretta o indiretta in via politica si possano avere.
C’è sollevata nella comunicazione del Presidente Bartolini la questione che l’intesa viene chiesta su un singolo nome e che questi nomi in fin dei conti erano già ampiamente il dominio pubblico. Ora, io capisco che da un punto di vista di stretto diritto questa obiezione tiene (nel senso di diritto politico, non di diritto giuridico) e che l’intesa, in quanto tale, potrebbe essere richiesta per più ampie rose di nomi. Ma
allora trovo una contraddizione, poi, che si lamenti in qualche modo il fatto che questi nominativi siano stati già conosciuti, come dice Bartolini, in tutte le sedi, perché credo che, proprio l’esigenza di approfondire e dibattere le tematiche al fondo della scelta delle Presidenze delle Camere di Commercio, comporti necessariamente l’esigenza di confronti, quelli fra le categorie sono i primi e naturali alla base di tutto il processo, e per ciò stesso comporti anche l’esigenza di qualche preventiva consapevolezza circa gli indirizzi che si vanno a scegliere.
Il processo democratico credo debba essere sempre un processo che precede alle scelte, non alle lottizzazioni intese anche nel senso migliore possibile, cioè nel riconoscimento delle posizioni di tutti, e quindi è chiaro che nella prima fase, scelte delle terne da parte delle categorie, indicazioni e inoltro al Ministro, esame e poi indirizzo da parte del Ministro e richiesta del- 1 ‘intesa al Presidente della Regione, non credo che ci sia una «diminutio» del ruolo regionale del fatto che responsabilmente un Ministro si sottoponga al giudizio, perché di giudizio in qualche modo si tratta, dello stesso Presidente della Regione, nel sottolineare quali sarebbero le indicazioni che il Ministro vorrebbe fare e che si richiede di avallare, di intendere, diciamo così, da parte del Presidente della Regione.
Ora, su questo criterio io credo che non si possa oggettivamente, e mi sembra d’aver colto che da parte del Presidente della Giunta non c’è questo intendimento, non si possa troppo forzare la mano nel ritenere questi due rilievi che Bartolini qualifica come considerazioni negative, come considerazioni assolutamente negative e tali da precludere il proseguire della procedura dell’intesa, tant’è che, a quanto è dato di intendere, il Presidente della Giunta tende piuttosto a sottolineare l’esigenza comunque di attivare un processo di consultazione diffusa anche ai livelli locali, e su questo punto mi permetto di richiamare il fatto che questa corretta intesa si può raggiungere veramente e pienamente solo restituendo, come dicevo all’inizio, il potere di elezione alle Camere e quindi in altra sede, non in questa. Noi pensiamo che in questa sede invece il problema sia quello di vedere se questo equilibrio, nell’ottica complessiva di governo e di rinnovamento e di attivazione nuova delle Presidenze delle Camere di Commercio, sia quello ottimale raggiungibile.
Noi diciamo che da una parte si possono sempre migliorare le cose, dall’altra non si può pensare di continuare, con la motivazione del miglioramento, al rinvio, cioè di continuare nella pratica del rinvio. Stamani ad esempio ci sono state lunghe obiezioni da parte del collega Carpi circa le indicazioni che sono emerse nel caso della Camera di Commercio di Siena, obiezioni che possono anche avere un fondamento soprattutto per il fatto che sono indicazioni, quelle delle categorie, piuttosto datate, piuttosto vecchie. Ma noi crediamo che debbano essere valutate complessivamente nell’ ambito generale di persone che, comunque, non sembrano indegne certo di ricoprire questo incarico, e comunque, anche tenendo la considerazione complessiva di non procedere a nessun tipo di nomina che in qualche modo suoni restrizione o monopolio o su una categoria o su un tipo di ambiente o su un solo partito.
È noto, basta leggere j giornali, che in un’altra situazione, cioè nella situazione della Camera di Commercio di Livorno, ci sono state anche qua delle reiterate prese di posizione da parte dei partiti della cosiddetta area laica, le quali, a prescindere dalla persona del candidato sul quale il Ministro chiede l’intesa, segnalano in quel caso che non si è proceduto alla stessa logica del rinnovamento seguita nelle altre tre candidature e che si potrebbe vedere di andare a Presidenze di tipo più breve, soprattutto nel segno di un equilibrio complessivo, nella distribuzione degli incarichi di quella città, che veda una più equa ripartizione fra tutte le diverse …(Interruzione dall’aula)….I comunisti a Livorno credo che non abbiano bisogno della difesa della mamma o di chicchessia perché sono già credo abbastanza forti e rappresentati, e soprattutto potenti, anche nel settore economico, che hanno forse la maggior associazione imprenditoriale della città … (Interruzione dall’aula)…Sì, ma quella è un’associazione di tipo monopolistico, che appunto si governa con regole monopolistiche, quindi per conto suo.
Anche queste vicende devono rientrare in quest’ottica a cui accennavo prima, nell’ottica cioè che si possono sempre migliorare le distribuzioni e le individuazioni, e noi siamo sempre disponibili, ma si deve rimanere nell’ottica dell’ efficacia, dell’efficienza, del rinnovamento come capacità di fare meglio, non di non fare.
Noi saremmo d’accordo in qualsiasi situazione se si potesse ampliare anche il numero delle Camere di Commercio interessate al rinnovo della Presidenza, perché ve ne sono altre quattro che in Toscana attendono il rinnovo, e noi auspichiamo anche in questa sede che si proceda rapidamente. Quindi non saremmo assolutamente contrari a ipotesi che vedessero l’ampliamento, anche se non l’accoglimento totale, perché spesso il tutto è nemico del meglio. Anche se non si arriverà subito alle otto, però arriviamo anche oltre le quattro, ma tutto questo sempre nell’ottica del decidere e del fare, anche perché noi qui sottolineiamo un fatto che per noi è importantissimo: che non si deve più ragionare secondo il principio per cui, se uno è nominato oggi, per una decina d’anni non se ne parla più. Questa è proprio una tendenza e un’abitudine da sbarbare nel nostro Paese, da togliere di mezzo.
Allora è chiaro che anche il problema delle nomine deve essere in questo senso più sdrammattizzato, cioè noi pensiamo che sia meglio rapidamente arrivare alla nomina anche negli altri quattro posti. Siamo convinti che se fosse possibile allargare ed essere pronti anche in altre province, questa soluzione più ampia ci vedrebbe, se adeguata, pienamente soddisfatti; possiamo valutare le singole esigenze delle province, purché tutto questo venga fatto responsabilmente dalle forze economiche e dalle forze politiche in tempi stretti, perché il parametro tempo non è certo l’unico parametro nelle vicende economiche e politiche, però è anch’esso un parametro fondamentale, e nel caso delle Camere di Commercio, è un pararne-tro che per troppi anni è stato trascurato arrivando a dei limiti veramente inaccettabili.
Noi pensiamo che l’iter conoscitivo per arrivare all’intesa, messo in moto dal Presidente Bartolini, anche se a nostro parere, come ho cercato di illustrare, non è perfetto (nel senso che non si tratta di ricondurre alle Camere di Commercio un fatto di tipo democratico elettivo), questo no, però preso viceversa sotto l’aspetto della necessità di verificare la più completa aderenza dei nominativi e degli equilibri raggiunti alla realtà economica di base, sotto questo aspetto possiamo ritenere che sia un atteggiamento quantomeno comprensibile, sempre naturalmente che anche qua non si finisca – ma io credo che dalla relazione del Presidente questo pericolo sia assolutamente respinto – per rimandare all’infinito le cose. Allora sarebbe inutile criticare i Ministeri o le situazioni perché non decidono mai e poi, una volta che l’Ente Regionale chiamato a esecitare, come ho detto, per la prima volta nel senso formale a questo livello il suo compito, lo esercitasse in modo tale da bloccare l’iter delle questioni. È chiaro che se nel frattempo, cioè mentre questo iter prosegue, si dovessero identificare e individuare delle distribuzioni o degli ampliamento e delle situazioni complessivamente ancora migliorative, potremmo prenderle tutti in considerazione, però sempre tenendo presente il fatto che queste vicende devono essere stabilite.
Non credo che sarebbe giusto ripartire da zero, perché il voler continuativamente rimettere in discussione tutti i vari equilibri, alla luce della non perfetta soddisfazione di questo o di quel gruppo, mi sembrerebbe un qualcosa di non corretto proprio dal punto di vista della funzionalità. Ritengo che il discorso degli ampliamenti o delle rivisitazioni, potrebbe aver solo un senso nel caso che veramente rappresentassero degli equilibri migliori e più ampi di quelli già attualmente proposti, che a nostro parere, come ho detto, non saranno a giudizio di questa o di quella città o gruppo del tutto perfetti, ma sicuramente sono accettabili, perché si tratta in molti casi di persone di capacità comprobata e in tre su quattro di persone addirittura nuove, per segnare concretamente questa capacità di rinnovamento.
Come idee di fondo, di aver espresso con suffiiciente chiarezza di affrontare il problema sia sotto il profilo dei principi,sia nel caso specifico delle quattro intese chieste dal Ministro al Presidente della Regioine. Naturalmente non abbiamo ancora stabilitocome si conlcluderò questa comunicazione. Nel caso ci dovessero essere degli sviluppi ulteriori, doopo la conclusione del Presidente o delle proposte operative. diversificate alla fine del dibattito, mi riservo di intervenire ulteriormente nella fattispecie qualora essa venga proposta.
(omissis)
PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Morelli.
MORELLI. Presidente e Colleghi, nessun può togliere il diritto d un collega di presentare una mozione, me una volta stabilito che la discussine sulla comunicazione è chiusa e cìè una mozione, quando si voterà la mozioneallora farò le mie considerazioni.

