Dibattito su un problema urbanistico a Montepulciano

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Morelli. Ne ha facoltà.

MORELLI. lo sarò breve, ma non tanto perché l’ora induce ad esserlo, quanto perché credo che alla mozione prima e all’illustrazione do­po, fatta dal collega Carpi, non ci sia stata da parte della collega Meiattini una risposta nel me­rito, perché essenzialmente è qui, su questo pun­to, che vorrei fare alcune telegrafiche osservazio­ni. A me sembra che di fronte a delle precise con­statazioni nel merito, non nella procedura, fatte dal collega Carpi, si è risposto da parte della col­lega Meiattini dicendo che la maggioranza del Consiglio comunale di Montepulciano che fa ca­po al Sindaco e al Partito Comunista, aveva ri­spettato la volontà almeno di larga parte di citta­dini, quelli che senza distinzione di opinioni politi­che, di razza, di sesso e di religione, hanno ap­provato l’operato -e la decisione di dare alla CO­RIM, prima, il diritto di superficie e poi il diritto di edificare.

Ma il punto è che la contestazione di fondo, contenuta già nella primitiva interrogazione e poi nella mozione, consiste proprio nel contestare strettamente il merito di questa decisione da parte dell’Amministrazione di Montepulciano, quando a poco a poco, con una serie di passaggi – anche se poi risulta che sono stati fatti certi passi indie­tro per migliorare le situazione – in sostanza la decisione si è trasformata, in modo notevole e si­curamente non tale da essere indifferente rispetto al complesso urbanistico della zona, anche se non facente parte del più geloso e più caratteristico tessuto urbanistico di Montepulciano. In questo modo si è voluto sostanzialmente dare questa possibilità di modifica, andando incontro a delle aspettative di questa Cooperativa, che, senza dubbio, saranno state legittime ma che per il fatto stesso di essere legittime non devono necessaria­mente essere opportune dal punto di vista dei più ampi interessi ambientali della collettività.

Ecco, rispetto a questa obiezione nel merito, io credo onestamente che da parte della collega Meiattini non ci sia stata una confutazione, perché in sostanza ha detto che da un punto di vista di stretto diritto la maggioranza di Monte­pulciano, a quanto risulta, si è mossa in termini non perseguibili da un punto di vista civilistico o penalistico. Ma il punto rispetto al quale dobbia­mo muoverci …(interruzione) Essenzialmente il discorso era questo, cioè che si è andati avanti in termini tali da non configura­re delle censure di tipo giuridico.

Ma a quanto capisco, a quanto conosco della situazione e di Montepulciano, mi sembra che il punto sia un al­tro, e cioè se o meno la Regione deve intervenire adoperando un disposto di legge che gliene dà fa­coltà, per impedire un tipo di opera. Non a caso la legge regionale prevede appunto di riferirsi non solo ad opere private ma anche ad opere pubbli­che. In questo caso è un’opera di tipo privato, quindi è chiaro che si poteva arrivare a situazioni nelle quali le procedure giuridiche erano giuste ma i risultati di queste procedure potevano ugual­mente recare danno al tessuto urbanistico della zona. Allora io credo che rispetto a questo, che è il punto centrale, non sia stato essenzialmente detto nulla di diverso, salvo il dire che in fin dei conti non si tratta delle parti migliori di Monte­pulciano, ma non si è confutato il fatto che anche se non è il centro del santuario di Sant’Agnese, pure è un punto sufficientemente significativo. Anzi, il tipo di argomentazioni qui ricondotto, an­che con tutti i nuovi strascichi relativi al Consi­glio comunale straordinario, fa sempre di più supporre, fondatamente aggiungo, che ci sia or­mai una sorta di punto preso da parte di alcuni ambienti che vedono in questo tentativo da parte della Regione, perfettamente legittimo e oserei di­re obbligato, di vederci chiaro in questa vicenda, quasi come una lesa maestà di quei poteri che poi finiscono sempre per consolidarsi laddove ci sono difficoltà ad effettuare di tanto in tanto qualche mutamento e qualche cambiamento.

Quindi mi sembra, tutto ciò detto, che vi sia la necessità da parte di questo Consiglio di arrivare a dare una svolta nella vicenda, perché proprio se le cose dovessero stare come il consigliere Meiat­tini ha qui asserito, ci sarebbe un interesse ogget­tivo e soggettivo da parte dei sostenitori della concessione del diritto di superficie prima e della concessione concessa alla CORIM di veder legit­timato pienamente ii loro operato, anche a livello di organismi regionali. lo credo che il miglior mo­do di impedire una certa degenerazione di paven­tati intrighi e di questioni di mancata tra­sparenza sia quello, come la collega Meiattini ha sostenuto apertamente, di avere totalmente le carte in regola, di essere pienamente disponibili a concedere ogni possibile procedura a coloro che avversano le decisioni, in modo che l’esame a tut­ti i livelli da parte degli avversari, delle procedure, del merito, delle decisioni adottate, consenta, se è vero sempre quanto ha detto la collega Meiattini, di arrivare a una conclusione di approvazione. Perché veramente se le cose stessero così come è stato detto in risposta all’intervento del consiglie­re Carpi, non si potrebbe che arrivare alla con­clusione che il diritto di superficie prima, poi le concessioni date alla CORIM e l’opera che. la CORIM sta costruendo, sono perfettamente cor­rispondenti agli interessi obiettivi di Montepulcia­no e alla necessità in quella zona di salvaguarda­re le caratteristiche della cittadina che l’hanno fatta scegliere come centro pilota da parte della Regione.

Quindi concludo dicendo che, a mio parere, questa mozione trova materia per essere confer­mata non solo nel testo e nell’illustrazione del consigliere Carpi, ma sicuramente come materia di aggiunta e motivazione indiretta, nell’interven­to contrario della collega Meiattini. Quindi io vor­rei sperare che in una forma o nell’altra – del resto il consigliere Carpi si è espresso chiarissimamente per una disponibilità sostanziale alle procedure e ai modi con cui arrivare a questa maggior atten­zione del Consiglio rispetto a quest’opera – biso­gna che sia necessario da parte del Consiglio ar­rivare o a usare la legge citata, n. 52, o comun­que a far sì che quest’opera, se dovesse esser de­ciso che venga fatta, venga fatta senza più dar adito a tutte le dicerie, i sospetti e gli scontri che chiaramente non testimoniano a favore di una buona gestione della cosa pubblica.

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