PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. Parlo solo per ribadire quanto hanno già detto i colleghi Biondi e Carpi. Anche a mio parere questa è una legge che sarebbe bene il Consiglio non facesse sia per motivi’ di legittimità formale, quali quelli testé sottolineati dal collega Carpi, e cioè il fatto che essa fa riferimento a contributi che vanno a incidere sul bilancio ’82, mentre oggi è 1’11 gennaio del 1983, quindi viola le leggi di contabilità regionale, sia per più penetranti motivi politici che sono stati dai due colleghi prima richiamati e che sinteticamente possono essere riassunti dicendo che, in sostanza, questa legge contravviene a dei principi di rapporti politici fra enti, istituzioni, organismi. Inoltre questa legge pone in essere tutta una serie di interconnessioni privatistiche che non sono oggettivamente accettabili non solo da chi sul piano del progetto politico ha in mente un altro progetto, ma anche da tutti coloro che hanno un normale rispetto, indipendentemente dai progetti, di quelli che devono essere i corretti rapporti di uso, di elaborazione, di comportamento all’interno degli enti pubblici.
Per quanto concerne il primo punto, cioè quello del motivo che non deve esser fatta perché muta quelli che sono dei corretti rapporti politici, basta accennare al fatto che questo ente addirittura dà per scontato un tipo di rappresentatività della Conferenza dei Presidenti che viceversa è tutto da discutere e che abbiamo buoni motivi per ritenere andrà in direzione esattamente contraria a quella nella quale sembrava andare nell’estate dell’81, quando questa iniziativa del CINSEDO fu assunta. È certo non accettabile che in questo modo si voglia surrettiziamente portare avanti la tesi che i Presidenti delle Giunte regionali, indipendentemente dai rapporti corretti, dovuti e doverosi e addirittura indispensabili come nel caso della Toscana, possano portare avanti un discorso proprio di tipo conoscitivo, programmatorio, informativo, che è tipico del processo complessivo dei Consigli e non può essere pertinenza esclusiva delle Presidenze delle Giunte. Questo è già un problema molto rilevante e che non investe solo la questione del CINSEDO, ma una tematica molto più ampia. Non andiamo oltre, ma quanto è già stato detto dai colleghi prima e quanto ho accennato ora già dà la misura del fatto che questo non è un provvedimento irrilevante, sul quale si può decidere così, seguendo l’andazzo e forse _ consentitemi di dirlo – anche alcune pressioni da parte di organi regionali e non regionali, pur se addetti a degli atti relativi delle Regioni.
Infine vi sono le interconnessioni privatistiche, perché il pensare di affrontare tutta questa tematica dell’informazione, della documentazione, sostanzialmente della consulenza dell’organizzazione di rapporti, non attraverso quelli che sono i naturali organismi e organizzazioni di un ente pubblico – è inutile ripetere quali essi possono essere ~ ma neppure attraverso innaturali rapporti con gli organismi istituzionalmente deputati al lavoro di ricerca e di consulenza quali sono quelli universitari, il .. pensare tutto questo corrisponde ad una visione del lavoro, del fare politica, del lavorare pubblico che, a nostro parere, è del tutto estranea ai principi di un corretto rapporto democratico e amministrativo. Per cui, ripeto ancora una volta, ci dovrebbe essere una forte attenzione da parte degli organi istituzionalmente deputati al controllo delle leggi regionali su questo punto.
Un punto che non sta solo dietro alla legge, cioè non è solo un momento di ispirazione della stessa, perché trova puntuale rispondenza e, a nostro parere, illegittima rispondenza, non solo neli’art. 2, come già segnalato, perché si riferisce al bilancio ’82 mentre siamo nell’83, ma trova illegittima rispondenza nell’art. 1 che, secondo me, ha una dizione quasi incredibile. Mi meraviglio che in I Commissione questo punto sia passato senza emendamenti. Richiamo l’attenzione dei colleghi perché, a mio parere, è incredibile che la Regione Toscana riconosce la rilevanza, per i propri fini istituzionali, del CINSEOO. Cioè la Regione Toscana, improvvisamente, con una legge ordinaria regionale, modifica lo Statuto regionale, perché stabilisce – questa a mio parere è chiaramente una legge di modifica dello Statuto della Regione Toscana – che il CINSEDO è un organo rilevante ai fini istituzionali propri della Regione stessa.
Questa mi sembra veramente una cosa che non ha bisogno di commenti poiché credo si commenti da sola, anche perché poi l’articolo, sempre nel primo comma dell’art. 1, nella penultima riga, ridà di nuovo a questo organo privato il compito di sostenere le attività svolte nel comune interesse delle Regioni e delle Province; in effetti cioè tutto il disegno che emerge da questa legge è quello che si crea un organismo privato al quale poi vengono affidate delle funzioni pubbliche.
Non c’è bisogno di dire che per parte nostra questa è una metodologia di comportamento che veramente travalica ogni comprensione politica – oserei dire – negli ultimi decenni, per non dire due secoli, perché il pensare seriamente che si possa governare democraticamente e supportare gli enti pubblici affidando a un organismo privato, con rapporti più o meno netti con ambienti delle regioni, delle funzioni rilevanti istituzionalmente è un qualcosa che veramente ci farebbe, se fosse approvato, tornare indietro di non breve tempo. Ragion per cui noi siamo contrari a questa legge se si vota, ma riteniamo che prima ancora il Consiglio dovrebbe riesaminare approfonditamente il tutto, per cui siamo d’accordo con la proposta di chi chiedeva un riesame quanto meno del provvedimento, a meno che – cosa che noi comunque auspicheremmo – il Consiglio non voglia invece bocciarlo direttamente.
Tuttavia, quanto meno si dovrebbe arrivare ad una profonda revisione del testo. Questo può essere al limite ammissibile come un contributo, come ce ne sono tanti, che la Giunta può giudicare per sviluppare certe ricerche, ma certo non può essere accettata in nessun modo la configurazione di rilevanza istituzionale che con questa legge si darebbe ad un organo privato.

