———–PRESIDENTE. Colleghi,ffinché i Colleghi ne tengano contonel prosieguo della discussione, comunico che a proposito di questo agomento è stata presentata una proposta di ordine del giorno a firma dei colleghi Morelli, Innaco, Matulli. Ne do lettura:
Il Consiglio regionale,
presi in esame i verbali delle riunioni del gruppo promotore del Comitato «Gli Uffizi Quattro secoli di una Gatleria». a partire dalla prima dell’aprile 1981, nonché i programmi e le manifestazioni ancora da effettuare e di quelle già effettuate;
constatato che tutte le attività si sono fino ad oggi svolte senza che fosse avvenuta la costituzione legale dello stesso Comitato da parte degli Enti promotori, pur essendosi i partecipanti alle e
riunioni impegnati a nome degli Enti di provenienza per importi assai consistenti e pur avendo il gruppo promotore assunto tutte le decisioni circa le scelte finanziarie, in entrata e in uscita, gli indirizzi artistico-culturali delle manifestazioni;
rilevato che la bozza di Statuto proposta dal gruppo promotore quale testo per la costituzione ufficiale del Comitato «Gli Uffizi» non era affatto rispondente alle esigenze di una struttura culturale di questo tipo e che ciò ha costretto la V Commissione a riformularne integralmente il testo e le strutture previste;
conferma il proprio vivo apprezzamento per un’iniziativa di così ampio rilievo sotto l’aspetto della ricerca culturale e dell’impegno per una fruizione del patrimonio artistico sempre più ampia ed approfondita;
esprime rammarico per la mancata tempestiva costituzione del Comitato nelle forme di legge che potesse consentire la corretta definizione dei rapporti con gli Enti promotori e le necessarie forme di controllo sull’operato dei rappresentanti degli enti pubblici;
impegna la Giunta a volersi attenere puntualmente, nella futura formazione di comitati di questa specie, a quegli obblighi procedurali che, evitando l ‘intervento a cose già fatte, consentono agli organi della Regione statutariamente competenti di inquadrare programmaticamente i poblemi nell’ambito delle leggi 11 e 12 senza doover ricorrere a provvedimenti episodici di sanatoria.
Sullo stesso agoment è stato presentato un momneto fa un altro ordine del giorno a firma dei colleghi Marchetti, Ribelli e Manetti………………… Ha la parola il Consigliere Matulli………
PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. Non devo aggiungere molto a quanto ha già fatto cenno il collega Matulli con il quale abbiamo presentato la mozione oltre anche al collega Innaco, in quanto il tono abbastanza duro del collega può apparire, a chi non conosca la vicenda, un momento di forzatura oratoria. Ma per chi invece la conosce è una moderata espressione di quello che è avvenuto in questo caso, che è tanto più incredibile quanto più la materia in nessun modo faceva pensare o dava spazio a necessità di procedure strane, sotterranee o segrete. È appunto il fatto che nonostante questo gruppo promotore si sia riunito nell’aprile del 1981 e poi si sia perso per strada il collegamento con i rispettivi enti di appartenenza delle persone fisiche partecipanti a questo gruppo promotore, il fatto appunto che si sia perso il filo del rapporto, è quello che ci preoccupa di più, perchè se in un’iniziativa indiscutibile come questa, in un’iniziativa soprattutto caratterizzata dalla volontà di fare ricerca culturale e di allargare, come diciamo nel nostro documento, la fruibilità del patrimonio artistico dalla collettività, si è trovata la maniera, io credo, di passare sopra a qualsiasi canone di corretta organizzazione di una presenza istituzionale; ecco, allora ci vien fatto di domandarci che cosa potrebbe succedere” nel caso invece di una materia non scottante, tranquilla e importante e ci si trovasse di fronte a una questione controversa, economicamente discutibile e con possibilità di incidenza che va molto al di là dell’aspetto culturale.
Ecco, ci domandiamo che cosa potrebbe in questo secondo caso avvenire e cioè quale livello di non rispetto delle norme corrette di comportamento potrebbe essere raggiunto, perché, senza annoiare i colleghi del Consiglio, ma qua se si va a vedere, lo Statuto, ad esempio, era disponibile sin dalla prima seduta dell’aprile ’81 e nessuno ne ha mai saputo nulla. Fin dalla prima seduta o quasi erano disponibili gli elenchi dei ricercatori, i bilanci, le scelte, i comitati di segreteria, i comitati … tutto, e tutto è stato portato avanti secondo le scelte delle sette, otto, nove persone che hanno seguito i lavori del gruppo promotore. Questo ci sembra profondamente scorretto e getta anche delle luci di incomprensione su dei cambiamenti che si presume debbano essere intervenuti nel pensiero e nelle intenzioni del Comitato, del gruppo promotore del Comitato, durante l’arco di questo anno, perché anche se rimane fondato il dubbio sollevato dal collega Matulli circa l’eventuale ammontare della notula dell’estensore del progetto originario di Statuto, ma noi non pensiamo che la persona che materialmente ha esteso questo testo fosse tanto incapace da confondere le intenzioni del gruppo promotore iniziale circa la natura del Comitato, natura del Comitato che questo estensore aveva delineato come Comitato non straordinario, eccezionale, ma come organo normale di collaborazione fra questi enti pubblici e il Ministero, con regolari bilanci annuali, con la previsione di durata pluriennale e con tutta una serie di strutture che facevano pensare, fanno pensare che il gruppo ritenesse di dover costituire un qualche cosa di stabile. Ecco, poi questa idea misteriosamente com’è sorta, misteriosamente per il Consiglio, misteriosamente deve essere sparita perché improvvisamente poi invece si scopre che quando la V Commissione cominciava a incalzare per chiedere spiegazioni e si è apprestata come poi ha fatto a modificare la natura di questo Comitato, ma ben 16 mesi dopo, si è scoperto che da parte della segreteria del gruppo promotore si è sempre detto: «va bene, cambiate!», Ma allora quali intenzioni veramente si stavano perseguendo e veramente si volevano perseguire?
Ecco, è tutta questa congerie di situazioni che ci ha preoccupato e ci preoccupa. Sono stati cambiati due o tre volte i comitati d’onore, i vari organi, inserendo, elevando persone, tutto questo con una gestione che definire privatistica è poco, perché il privato almeno fa sul suo, qui invece siamo di fronte a persone che fanno come se fosse loro ma non è loro e si nascondono dietro lo schermo dell’ente pubblico al quale poi chiedono anche non una indifferente contribuzione che si aggira sui 350-400 milioni, sperando come noi tutti speriamo, e i primi esempi conforterebbero questa ipotesi, che la vendita dei biglietti vada bene.
Allora tutto ciò ci ha indotto a presentare questo documento perché questo caso sia veramente il primo e l’ultimo, cioè da qui in avanti, quando alcuni esponenti regionali cominciano a intessere le fila di accordi per manifestazioni di questa importanza, si ricordino anche nel rispetto formale dello Statuto nostro di far partecipi di queste iniziative un po’ tutti, a più ampio raggio, perché noi riteniamo che il non farlo non solo costituirebbe come in questo è costituito una sostanziale violazione dello spirito se non della lettera dello Statuto, ma prima ancora aprirebbe la strada ad una pratica di gestione delle cose istituzionali che si sa da dove parte e non si sa mai dove arriva, perché già abbiamo avuto occasione di notare in altri episodi e in altre situazioni – ricordiamo ad esempio la famosa vicenda della roulotte dei medicinali dell’Humanitas – il non rispetto di certe regole istituzionali può sempre far aprire la porta ad atteggiamenti di scorrettezza, che in questo caso fortunatamente non si sono assolutamente manifestati, ma questo va a merito della singola partecipazione del gruppo promotore che essendo composto da persone responsabili chiaramente non hanno oltre trascinato, però noi che siamo preoccupati come credo dovremmo esser tutti, degli aspetti istituzionali, riteniamo che queste cose non possono passare sotto silenzio, e sotto questo aspetto comprendiamo anche lo sforzo fatto da parte della maggioranza di manifestare queste esigenze, sia pure con maggior timidezza e più attenzione nei termini, ma sostanzialmente confermando la tesi a fondamento dell’o.d.g. Morelli, Innaco, Matulli e cioè che questo episodio va a gettare un’immeritata ombra su un’iniziativa che invece di per sé è estremamente valida.
Quindi noi vogliamo sperare che questa sia una discussione unica nel senso più pieno della parola e cioè che non abbiano più a ripetersi nel futuro episodi di questo genere in questo o in altri settori.
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