PRESIDENTE. Colleghi, alla interrogazione 317 indicata al punto 46 dell’o. d. g., del consigliere Morelli il cui testo è il seguente:
Il sottoscritto consigliere regionale Raffaello Morelli, –
rilevato che in molti Comuni della Toscana si stanno predisponendo, a cura di varie associazioni e comitati, delle forme di festeggiamento e di promozione natalizia imperniate sull’allestimento di fastose luminarie elettriche di intere strade e quartieri;
ricordando che tali luminarie incidono in misura rilevabile sui consumi di elettricità proprio quando l’ENEL sta conducendo, con tutti i mezzi, una campagna capillare per diffondere la consapevolezza della necessità del risparmio di massa sui consumi d’energia elettrica, specie su quelli voluttuari;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere quali azioni intenda intraprendere per invitare la popolazione toscana, cittadini singoli ed associati, a praticare la via del risparmio di elettricità, adottando, per quanto attiene ai festeggiamenti e le attivitàpromozionali
del turismo e del commercio, quelle forme di illuminazione più artigianali che possano risultare di supporto alle attività economiche, consentendo, al tempo stesso, minori consumi in un settore nel quale il nostro paese è fortemente deficitario.
Ha la parola il Vicepresidente Bartolini.
BARTOLINI. Noi abbiamo cercato di fare degli accertamenti su questo che rappresentava concretamente un fenomeno ai fini del risparmio energetico e devo dire che, sia per opinione dei tecnici regionali, sia anche per opinione dell’ENEL, per il periodo in cui queste luminarie si realizzano e anche per la complessità dei consumi, non sembrano essere fenomeno rilevante ai fini del risparmio. Complessivamente si calcola che il consumo di una grande città corrisponda a quella che è la domanda di energia in periodi intensi di una piccola azienda. E d’altra parte proprio il periodo in cui queste si attuano è periodo che incide minimamente sui consumi di picco, sui consumi più alti che son poi quelli che determinano lo spostamente. Per cui non è ritenuto causa di black out questo fenomeno delle luminarie, considerando che la stessa Azienda nazionale ha interesse, quando ha disponibilità, a realizzare il massimo possibile di consumi ai fini anche di una gestione economicamente più valida.
PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. Questi dati sono realistici perché le cose più o meno a livello tecnico sono nei termini cui si riferiva l’assessore, ma il punto che noi vogliamo sollevare, che secondo me è valido e resta validissimo, è che non si può alla televisione vedere continuativamente, soprattutto in quel periodo novembre-dicembre, la reclam per far risparmiare la lampadina che accendi sulle scale, ecc. e poi coltivare questa logica dello spreco, perché spreco resta anche se ci son dei problemi di gestione del magazzino, diciamo così, fra virgolette, dello stok di magazzinaggio da parte dell’ENEL, lo spreco di illuminarie che si presuppone dovrebbero servire a drogare un po’ l’opinione pubblica che dovrebbe accorrere più nelle strade e comunque servire più ai servizi esterni.
Tra l’altro, come si fa cenno, in diverse situazioni credo che sarebbe allora molto più interessante da un punto di vista turistico, ripercorrere delle forme di luminarie più artigianali, meno legate al petrolio e più al bicchierino, alla cera, alle strutture in fil di ferro e al lavoro di mano per far illuminarie di questo tipo che senza dubbio rappresenterebbero un momento di festa e al contempo potrebbero assicurare un più coerente comportamento rispetto agli appelli televisivi. Proprio prima mi stavano interrompendo dicendo che anche noi dovremmo sforzarci di risparmiare al meglio, e infatti per quanto ci riguarda, cerchiamo in continuazione per i corridoi di spengere le luci, anche di questo palazzo. Mi ricordavo il caso di Lucca dove tutte le grosse luminarie che in quella città vengono fatte, guarda caso, non con l’energia elettrica, o almeno la gran parte vengono fatte con sistemi artigianali. Questa interrogazione voleva avere solo lo scopo di segnalare un punto, e cioè che, al di là dei risparmi tecnici che senza dubbio in questo settore sono minimi, però c’è la necessità di comportamenti adeguati là dove è possibile e mi sembra che questa usanza delle luminarie elettriche potrebbe essere opportunamente ricondotta, diminuita e comunque ricondotta a mezzi più confacenti

