PRESIDENTE. Svolgiamo ora la interrogazione n. 180 iscritta al punto 26 nel testo seguente:
Il sottoscritto consigliere regionale Raffaello Morelli,
presa visione della deliberazione n. 3341 del 23-3-1981, con la quale la Giunta ha diffidato i laboratori di analisi a chiudere tutti i punti di prelievo decentrati e non autorizzati ed a non accettare campioni prelevati o raccolti al di fuori delle mura dei laboratori stessi;
tenuto conto delle esigenze di prelevanti esterni che si manifestano in molte zone ad alta concentrazione industriale anche in attuazione di quanto disposto dal D. P. R. 303, dallo statuto dei lavoratori e dai contratti aziendali;
·considerata la necessità di allargamento del controllo medico e non del suo restringimento come, invece, la delibera tende ad attuare, in palese contrasto con la legge 833 e con i principi più volte enunciati in materia di tuela della salute da parte di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale;
interroga
la Giunta regionale per conoscere:
a) se non ritenga opportuno rivedere la propria precedente decisione, almeno per la parte relativa ad un previsto regime transitorio;
b) se la diffida riguarda i soli laboratori privati oppure, come sembra, anche quelli delle strutture pubbliche;
c) se non ritenga necessario ed urgente stabilire termini perentori e brevi per il rilascio delle autorizzazioni che dovessero venire richieste dai singoli laboratori, dopo gli accertamenti di validità richiesti dalla legge;
d) se 110n ritenga opportuno provvedere a creare una mappa di laboratori pubblici e privati riferiti alla popolazione residente ed occasiona/e, onde determinare le effettive esigenze delle singole zone;
e) per quali ragioni non si sia provveduto a determinare quanto richiesto ai punti precedenti, prima di emanare una delibera che può, nella sua legittimità, arrecare un danno maggiore di quanto eventualmente vuole evitare.
PRESIDENTE. Risponde alla interrogazione l’assessore Vestri…………..
PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. lo desidererei rilevare che, mentre ci troviamo concordi e soddisfatti per l’annunzio, qui espresso dall’assessore, del fatto che la Giunta ha finalmente dato corso alla preparazione del disegno di legge in materia, proprio per la presenza di questo disegno di legge non vediamo perché si è provveduto prima a fare le diffide e a non stabilire tutta una serie di cose che elencavamo nella nostra interrogazione, cioè i termini di rilascio delle autorizzazioni qualora richieste, la mappa dei laboratori pubblici e privati riferiti alla popolazione residente e occasionale, tutte cose che a nostro parere dovevano presiedere alla scelta che poi si va a fare in campo legislativo.
lo interpreto la risposta in questo modo: che effettivamente si voleva con questa delibera del marzo scorso evitare errori però che, come talvolta in altri casi è successo, questa finalità che pure può essere condivisibile si è voluta raggiungere con provvedimento che, come si suoi dire, butta via l’acqua sporca ma anche il bambino, nel senso che ci sembra che poteva essere, prima di arrivare a questa diffida, stabilita tutta una serie di normative che non portassero a una diminuzione del controllo medico generale stante l’indubbia rilevante necessità di prelevanti esterni.
Quindi, concludendo, diciamo pure che la prospettiva sia quella giusta – ora si tratterà di vedere cosa dispone la legge – ma è evidente che a questa prospettiva anche giusta si è arrivati con una certa tortuosità e cioè rovesciando i termini, partendo dalla diffida prima di avere fatto l’inquadramento generale, dal momento che, a noi sembra, bisognava partire dall’inquadramento generale per evitare, come è successo in questi mesi, non solo un contenzioso ma un’effettiva diminuzione della possibilità di controlli, soprattutto in tante zone che invece ne necessitano altamente. Quindi vogliamo sperare che per il futuro si segua una via più razionale, partendo da quello che si vuoI fare, e su questa base stabilire le eventuali diffide.
Pertanto mi dichiaro soddisfatto per la parte della prospettiva e insoddisfatto per le procedure con cui si è arrivati a dare le diffide.

