Assestamento bilancio anno 1981 – voto

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.

MORELLI. Noi avevamo già fatto le conside­razioni che sono a fondamento della nostra deci­sione relativa al provvedimento che è in votazio­ne, le avevamo già fatte ieri nel corso dell’inter­vento.

Se aggiungiamo queste parole è perché pensia­mo che alcuni interventi della maggioranza e, se si vuole, anche dei colleghi che con noi fanno parte dell’opposizione richiedano, non ulteriori delucidazioni, ma alcune puntualizzazioni, che non aggiungono nulla all’idea ma speriamo che ancor più la chiariscano.

Noi pensiamo, e l’abbiamo detto ieri, che que­sto nostro atteggiamento sulla legge di assesta­mento del bilancio vada interpretato come un esempio concreto di come noi intendiamo fare politica sulla linea che chiamavo di neocontrat­tualismo. Con ciò noi non vogliamo aprire di­scorsi relativi al problema della nuova maggio­ranza, perché questo sarebbe sbagliato, come non pretendiamo di dire, al contrario, la Giunta regio­nale ha improvvisamente aderito in tutte le sue componenti e in primo luogo il Partito Comuni­sta al Governo di cui facciamo parte, presieduto dall’on. Spadolini.

Noi abbiamo detto e ripetiamo che il provvedi­mennto presentato in questa sede, pur  nella sua paticolarità e limitazione derivante dalla su stessa natura, è un provvedimento che manifesta la volontà  di percorrere seriamente, nei modi ancora da verifìcare nelle cose più grandi e più  importanti, però di percorrere seriamente la strada del contenimento del deficit pubblico e della spesa pubblica. Noi ben sappiamo che, come si suol dire, una rondine non  fa primavera, però non si dà una primavera nella quale non siano arrivate prima le rondini. E allora pensiamo che bene o male questo atteggiamento di serietà in questa occasione vada colto per quello che è,  e cioè per la dimostrazione che si sta prendendo atto di un modo di fare politica per at­ti concreti. Noi contestiamo, come linea generale di partito, che questo risponda alla logica seguita, come diceva iei sera Quercini, dal Partito Comunista nella sua evoluzione, anzi, diciamo esattamenete al contrario che le cose miglioreranno nella misura in cui il Partito Comunista dirnenticherà certe parole d’ordine prive di contenuti per sempre più accostarsi a questo realismo del fattibile, delle riforme possibili in una democrazia di tipo occidentale.

Rispetto al dibattito di ieri pomeriggio, abbia­mo il conforto di vedere che le notizie che ieri sea ci erano state tramite anche il Presidente Leone, e che stamani sono state confermate dai giornali, dimostano come su questa linea di maggi concretezza,. del chiedere responsabilmente il fattibile facendosi carico dei propri com­piti di Stato e di ordinamento, trova rispondenza poi negli atti di governo e si vede che tutte le questioni relative alla finanza locale, relative alle Commsssioni di Rapporto fra Stato e Regioni che verranno istituite in via definitiva, relative anche alla trattativa immportantissima, ma nella stessa logica di metodo di blocco di certe indicizzazioni autmatiche, ivi compresa anche quella evidente­mente dell’equo canone, dimostrino come per  questa strada del confronto concreto, e noi chia­miamo contattuale sulle cose che si possono fare indipendentemente  dai disegni globali, si possono realmente fare dei passi in avanti in concreto, che  per noi è l’unico modo per avviare a soluzione i problemi che ormai stanno andando in cancrena del nostro Paese.

Sotto questo profilo a noi non fa eccessivo pe­so il fatto, come ci è stato fatto rilevare ieri nel conversare in quest’ Aula da alcuni colleghi demo­cristiani, che in fin dei conti questo tipo di ragio­namento non è stato neppure abbastanza apprez­zato da parte di alcune forze della maggioranza, perchè il nostro fine non è certo quello di farci apprezzare o crearsi benemerenze per trattative o atteggiamenti di tipo democristiano che sono estranei alla nostra tradizione e alla nostra prati­ca. Il nostro fìse è quello, viceversa, di dare degli indirizzi e di praticare i passi che possono essere praticati.

È stato detto: ma noi tra i navigatori che fan­no la rotta e i segnalatori che sbandierano, noi preferiamo i navigatori che fanno la rotta. Questa è una dichiarazione che onestamente ci sembra poco evangelica, nel senso che tutti sono utili e nessuno poi finisce per essere indispensabi­le. Le coste della nostra Toscana sono piene di relitti di navi i cui navigatori, non avendo seguito le indicazioni dei segnalatori si sono andati a in­frangere sugli scogli.

Il punto vero è quello di capire che ognuno ha i propri ruoli e che il timone è guidato non solo da chi ha in mano la ruota, ma anche da chi ha le carte e traccia l’indirizzo. Noi presumiamo non di tracciare l’indirizzo, ma di collaborare a dare le indicazioni, e abbiamo detto ieri, e qui riconfer­miamo, che l’accettare dei provvedimenti da par­te di una opposizione quale noi siamo, provvedi­menti di una maggioranza, nella misura in cui questi provvedimenti sono, a nostro parere, nella loro particolarità correnti e rispondenti a una lo­gica complessiva migliore, anche se noi contestia­mo la logica poi finale e di fondo della maggio­ranza, è un segnale concreto per evitare la parali­si delle istituzioni in un Paese come il nostro, nel quale non c’è la possibilità come in altri Paesi di democrazia occidentale o si vota bianco o nero e chi vince governa; da noi si va avanti per coali­zione e quindi questo problema del fare volta a volta il fattibile e il possibile è un problema fondamentale al quale noi attribuimo grande importanza, appunto il neocontrattualismo. Quindi i nostro vot vuol essere non un segno di dispnibilità ad una maggioranza ma un segno di comportamento concreto sulla linea del molto rigore e del nessun pregiudizio, una linea di molto rigore che deve essere praticata nell’attuazione delle scelte fatte senza clientelismi o parassitismi , e d una linea di nessun pregiudizio nel momento di compiere queste scelte senza pregiudizi ideologici.

E’ questo il motivo per cui noi confermiamo, da forza di opposizione, il nostro assenso allo specifico povvedimento di ssestmento e di vaiazione del bilancio.

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