Esposto al Difensore Civico della Toscana

Spett.le Difensore Civico della Regione Toscana

Dott. Sandro Vannini

Via Cavour n. 18

50129 Firenze

MAIL: difensorecivico@consiglio.regione.toscana.it

Oggetto: Esposto circa le disfunzioni poste in essere dal Comune di Livorno in relazione alla predisposizione del referendum propositivo richiesto dal Comitato “Oltre l’Inceneritore” il 10 aprile 2019.

La presente per esporre in via di fatto e diritto quanto è accaduto prima, e soprattutto durante la predisposizione e la raccolta delle firme di cui all’oggetto, con preghiera, qualora si ravvisassero gli estremi di diffuse disfunzioni, ritardi ed abusi subiti da questo Comitato, di intervenire  per correggere tali distorsioni (compreso, nell’eventualità si  rilevino reati, l’esercitare in via d’obbligo  l’informazione dell’autorità giudiziaria) e, in specie, per evitare che analoghe distorsioni si ripetano in futuro qualora si presentino di nuove richieste di referendum propositivo.

FATTO.

A seguito dell’inserimento nello Statuto del Comune di Livorno dell’istituto del referendum propositivo votato dal Consiglio Comunale all’unanimità a fine febbraio 2019, ai sensi del nuovo art. 67 dello Statuto del Comune di Livorno e del nuovo disposto del relativo Regolamento per la Disciplina dei Referendum Comunali, il Comitato OLTRE l’INCENERITORE  ha richiesto in data 10 aprile 2019 ,  con protocollo n. 2019055687  del Comune, un referendum propositivo su un quesito formulato nella richiesta medesima. L’art. 67 comma 2, stabilisce che “la proposta è sottoposta al giudizio di ammissibilità del Collegio di Garanzia di cui all’ art. 55 dello Statuto che, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della proposta, decide in ordine all’ammissibilità del quesito e ne dà comunicazione al Sindaco. Questi provvede a sua volta a darne comunicazione al Comitato Promotore.” Con una sequela di speciose motivazioni del Segretario Generale dell’epoca , in seguito proseguite anche dal Segretario Generale successivo – subentrato alla fine del mese di agosto 2019 – è subito iniziato  un atteggiamento dilatorio fatto di interpretazioni contrarie ai disposti statutari (arrivando a far ripetere al Collegio di Garanzia più volte la stessa delibera sul medesimo argomento) al fine manifesto di non consentire lo svolgersi della procedura  dell’innovativo referendum propositivo, atteggiamento più volte reiteratosi al punto che il Sindaco ha potuto effettuare la notifica dell’ammissibilità del quesito di cui sopra solo in data 26 aprile 2021, ben 756 (settecento cinquantasei) giorni dalla richiesta, data nella quale, come prescritto dall’art.12, comma 2 del Regolamento degli istituti di partecipazione dei cittadini, sono stati consegnati anche i moduli predisposti dal Comune per la raccolta delle firme di cui all’art. 67, comma 3, dello Statuto (all.0). Il Sindaco ha fatto scattare una foto ufficiale della cerimonia di detta notifica.

Pochi giorni dopo, ricevuta una lettera da parte del Segretario Generale (all.1) il Comitato constatava la difformità dei moduli di raccolta ad esso consegnati. Infatti l’art. 5, comma2 del Regolamento per la Disciplina dei Referendum Comunali stabilisce che “i moduli di raccolta delle firme sono preventivamente vidimati dal Segretario Generale e numerati per facilitarne l’ordinamento e il successivo riscontro delle firme”. Così il Comitato rispose (all.2) contestando che della preventiva numerazione non esisteva nessuna traccia sui moduli ricevuti (verificabile facilmente esaminando l’all.0). Inoltre, il Comitato rilevava che i moduli consegnati violavano il comma 4 del precedente citato  Regolamento (“file predisposto dai Sistemi Informativi del Comune, contenente gli stessi dati dei moduli, inseriti in una tabella con i seguenti campi: cognome, nome ,data di nascita, residenza, numero del foglio nel quale è contenuta la firma”) non prevedendo né il campo ”residenza” né il campo “numero del foglio nel quale è contenuta la firma”. Di conseguenza, il Comitato eccepiva che i moduli non erano conformi al regolamento. Per di più, sempre in relazione alla lettera del Segretario all.1, nella sua risposta il Comitato rilevava in dettaglio tre difformità relative al file digitale predisposto dagli Uffici e trasmesso congiuntamente. Di conseguenza, anche il file digitale non era conforme al regolamento. Pertanto il Comitato concludeva la rispostainvitando “gentilmente a volerci chiarire quanto prima la Sua proposta per porre rimedio a questo stillicidio di inconvenienti chiaramente ostili”. Contestualmente il Comitato inviava (all.3) una lettera al Sindaco per informarlo e per segnalare che “le difficoltà nel far rispettare le regole sono davvero eccessive”.

Il Segretario Generale replicava (all.4) asserendo che “i moduli possono essere numerati anche successivamente alla raccolta firme, avendo la numerazione il solo scopo di consentire agli uffici competenti alla verifica delle firme il riscontro dei dati contenuti nel file con il foglio sul quale è apposta la firma. I moduli consegnanti sono pertanto conformi al regolamento”.

Il Comitato controreplicava (all.5) che l’asserzione circa la conformità della mancanza di numerazione dei moduli è priva di alcun fondamento rispetto al Regolamento; che è legalmente assodato che una cosa è il Comune di iscrizione ed una cosa diversa è la residenza che oltre il Comune comprende la via, la piazza o quant’altro. Ribadendo quindi le difformità rispetto al regolamento. Di conseguenza chiedeva di individuare una sanatoria per le firme raccolte con i moduli difformi. Il Segretario Generale insisteva una terza volta (all. 6) “si conferma che la raccolta delle firme può essere svolta sui moduli consegnati che sono pienamente conformi alla disciplina regolamentare vigente in materia referendaria”. Di fronte a questo scritto, il Comitato faceva seguire (all.7) la constatazione della reiezione delle richieste fatte. Di conseguenza, asseriva di essere costretto a valutare una eventuale azione legale per tutelare i diritti dei cittadini. Lunedì 17 maggio il Comitato scriveva al Sindaco (all.8) che, “alla luce del tentativo del Segretario Generale di negare l’evidenza, riteniamo concreta la possibilità che spunti  un cittadino che contesti  in giudizio l’intera procedura di raccolta firma al fine di impedire che sia indetto il Referendum Propositivo”. “Per evitare tale eventualità, la soluzione sicura sarebbe ripartire da zero nella procedura di raccolta, muovendo appunto dal prendere atto che i moduli consegnatici insieme alla notifica di ammissibilità da Lei fattaci, non corrispondono al disposto dell’art.12 comma 2 del Regolamento di cui alla delibera n.73 del 16/4/2004, nonché al disposto dell’art.5 del Regolamento per i referendum comunali di cui alla delibera n.71 del 4/4/2019. Tale difformità rende invalida la procedura fin qui seguita”. “Confidiamo Lei assuma tale decisione per riaffermare la priorità del coinvolgere i livornesi”.

Il Comitato ha atteso per  due settimane abbondanti di ricevere un cenno di risposta dal Sindaco a quest’ultima lettera e, non avendolo avuto, il giorno 3 intorno alle ore 9,30 comunicava al Sindaco di chiudere nella giornata la raccolta delle firme di richiesta del Referendum propositivo.

DIRITTO.

Il predetto comportamento tenuto dall’Amministrazione comunale, si è evidentemente posto in contrasto per più versi con l’art. 5 del Regolamento per i referendum comunali di cui alla delibera n. 71 del 4/4/2019, con indiscussi riflessi nell’eccesso e nel travisamento di potere nell’esercizio dell’azione amministrativa, che ricordiamo, ex art. 97 Costituzione che deve svolgersi in modo imparziale. In più trattandosi di esercizio di democrazia diretta finalizzato a rendere edotto il cittadino livornese delle conseguenze negative per la propria vita, derivanti dalle politiche ambientali realizzate nel territorio livornese, si richiama ancor più l’attenzione di questo Difensore Civico, affinchè,

a tutela dei principi di legalità, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione, nonché ai sensi della Legge 241 del 1990 e ss.mm.,

POSSA intervenire prontamente al fine di verificare se,  da parte dei dirigenti del Comune di Livorno  e dell’Amministrazione comunale che non ha esercitato la sua funzione, vi siano stati finora abusi che hanno ostacolato l’esercizio delle procedure democratiche volte a coinvolgere i livornesi avviate su richiesta del Comitato oltre l’inceneritore; e soprattutto al fine di assicurare che abusi analoghi od altri consimili comportamenti distorsivi delle funzioni del Comune di Livorno, non si ripetano nell’eventualità che vengano presentate nuove richieste di referendum propositivo, compromettendone l’effettivo svolgimento.

Livorno,   25  giugno 2021

p.il Comitato (V.Don D.Albertario 3/5 Livorno, mail oltreinceneritore@gmail.com)

firmano i 3 membri del Comitato cui è stata fatta la notifica il 26 aprile 2021

1. Franco Fantappiè

2. Raffaello Morelli

3. Simona Natali

Allegati (i cui fogli sono tutti siglati dai firmatari)

    0- Moduli predisposti dal Comune per la raccolta firme

  1. Lettera 11 maggio del Segretario Generale e annesso file excel per consegna finale
  2. Risposta  13 maggio  del Comitato
  3. Informativa 13 maggio del Comitato al Sindaco
  4. Seconda lettera (13 maggio) del Segretario Generale
  5. Risposta  14 maggio  del Comitato
  6. Terza lettera (14 maggio) del Segretario Generale
  7. Risposta  16 maggio  del Comitato
  8. Lettera del Comitato al Sindaco del 17 maggio
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