Il Coordinatore FDL
Ai Costituenti della
FEDERAZIONE DEI LIBERALI
Loro Indirizzi
Cari amici, la diversità di opinioni sulle prospettive dei liberali e della Federazione, che c’erano e ci sono soprattutto per quanto concerne il rapporto con Forza Italia, non possono che essere trattate nel più ampio organismo oggi esistente, il Congresso; è a quella sede che rimando una mia approfondita valutazione al riguardo .
C’è poi la questione della sospensione delle dimissioni . All’aspetto strumentale ho già fatto cenno nei giorni scorsi . Vorrei in più osservare che l’amico Alfredo Biondi non è nuovo ad una certa pendolarità delle dimissioni e degli approcci congressuali. Come ormai accade da più di un anno, è arduo inserire un Suo comportamento ( in questo caso la Sua lettera di lunedì scorso) in un quadro di coerenza complessiva .
La cosa ebbe inizio con le dimissioni dal PLI nell’aprile 1993 seguite da velenosissime e ripetute accuse, politiche e non, nei confronti dell’insieme del mondo liberale . Una cinquantina di giorni dopo, decise di rientrare nel PLI – e nessuno eccepì l’assoluta irritualità della nuova adesione che le regole di allora non avrebbero consentito come automatica – al fine dichiarato di eleggere nuovo segretario l’on. Costa che si candidò all’insegna dell’indimenciata promessa dei duecentomila iscritti e dei due milioni di voti . Ma pochi giorni dopo, nel mese di giugno, Tu e Costa, cooptando altre persone dentro e fuori il PLI, deste vita all’Unione di Centro, dichiarando fin da subito che doveva essere un superamento del PLI .
Infatti Costa – nonostante del PLI fosse ormai il Segretario – impiegò tutte le Sue energie nell’estate e nell’autunno, per rinviare il Congresso Nazionale ( in origine convocato per maggio ’93, poi fatto slittare a metà luglio, poi spostato a metà settembre, quindi i primi di ottobre ) e in parallelo per accelerare la dissoluzione del PLI , a Suo espresso giudizio movimento non più presentabile . L’unico Biondi dette pieno sostegno a questa linea, anche dopo e nonostante la Sua elezione a Presidente del PLI contestualmente alle dimissioni di Costa e alla convocazione del Congresso del PLI, questa volta per metà dicembre. Di conseguenza, favorì in tutti i modi l’ulteriore slittamento del Congresso, teorizzando anche l’opportunità di rimandarlo ancora. Poche settimane dopo, il Presidente del PLI rassegnò le dimissioni , frenando di nuovo il Congresso che venne ancora slittato a gennaio ( battendo le teorizzazioni del nostro che sosteneva il rinvio a dopo le elezioni politiche ed europee ) , per poi ritirarle ad anno nuovo contemporaneamente all’affermarsi della volontà dei liberali di spezzare la spirale dei rinvii e di ritrovarsi in Congresso .
Nata la Federazione dei Liberali e nominato Presidente a febbraio, l’amico Biondi si è di nuovo dimesso ad aprile e nelle settimane successive ha maturato ancora una volta il parere che un Congresso già fissato ( quello di oggi ) deve essere rinviato . Mi permetto di osservare che l’esperienza ha dimostrato che la politica del rinvio serve solo da paravento da operazioni politiche di certo gratificanti per chi le attua ma sulla cui efficacia sotto il profilo dell’ azione e dell’identità liberali sono necessari molti distinguo .
Come Vi ho scritto nella mia del 4 luglio, mi auguro che ciascuno di Voi voglia manifestare il proprio avviso intervenendo di persona al Congresso. Le questioni da decidere sono importanti e farlo in prima persona è uno strumento essenziale per i liberali che non vogliono rinunciare a battersi .

