“Il discorso di Occhetto sull’elezione diretta del Presidente del Consiglio, mostra che l’evoluzione del PCI in materia di riforme istituzionali sembra fortunatamente più rapida di quella politico- culturale. Pochi giorni dopo aver proposto un nuovo sistema elettorale molto contorto e molto conservatore dei privilegi partitici nella scelta delle persone, l’idea di un voto di popolo per Palazzo Chigi è forse un pò sconnessa.
Resta peraltro la ferma intenzione dei liberali di favorire il ricambio politico ed istituzionale . Una delle precondizioni politiche per l’alternativa di governo, sta ora maturando con la nascita del PdS in una prospettiva di superamento di un’ideologia sconfitta dalla storia . Ma anche quando il nuovo PdS facesse seguire alla svolta sui principi comportamenti politici coerenti chiari e visibili, per realizzare l’alternativa di governo saranno necessarie due altre condizioni: la rigenerazione della politica come scelta di idee programma e la riforma istituzionale. Il passo d’avvio su questa strada sono la riforma elettorale in senso uninominale a doppio turno e l’elezione diretta dei capi degli esecutivi, nazionali e locali. Un passo che soddisfa ambedue le condizioni, perché riconoscere al cittadino il potere di scegliere direttamente chi governa e fa le leggi, rende più efficienti le istituzioni e insieme restituisce credibilità alla politica.”
” Un ricambio così profondo non si può cucinare solo nelle cucine del palazzo o ridursi agli anatemi antipartito. Per questo, per non far soffocare la politica dalla partitica, i liberali puntano a coinvolgere l’opinione pubblica in questo forte ricambio propositivo . Dal prossimo gennaio i liberali promuoveranno una raccolta di firme per una proposta di legge popolare di modifica dei rami alti delle istituzioni e del sistema elettorale. ”

