Mozione gruppo DC su possibilità crisi della Giunta

PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.

MORELLI. Noi, affrontando il dibattito sulla mozione presentata dalla Democrazia Cristiana, desideriamo attenerci brevemente a due dati di fatto: che non c’è più una maggioranza politica che guida questa Regione in termini di lavori po­litici, non di legittimità istituzionale, e che d’altra parte non si è ancora concluso il confronto che dovrà portare, come auspicato già nel dibattito sul bilancio, alla nuova maggioranza. Perché non ci sia più maggioranza politica in questo Consi­glio non c’è necessità che si ripeta, perché i moti­vi di fondo che ci portano a formulare questa constatazione – per noi di constatazione si tratta – furono già a lungo espressi e motivati nell’in­tervento sul Bilancio e sul Piano regionale di svi­luppo e che partono dalla considerazione che or­mai le Giunte di sinistra hanno fatto il loro tempo e che non c’è una sufficiente concordanza di pro­spettive strategiche, di accordi programmatici e di specifiche indicazioni per il territorio toscano che consentano in nessun modo di poter afferma­re che abbiamo di fronte a noi una maggioranza politica che voglia vivere come tale e che si pro­ponga di vivere a lungo come tale. Del resto, quanto è avvenuto dopo quel dibattito, gli aperti contrasti fra Partito Comunista e Partito Sociali­sta e, ancor di più, gli aperti contrasti all’interno del Partito Socialista, tra il Presidente della Giun­ta e il partito, sulle motivazioni politiche di pro­spettiva e, ancor più, sui giudizi a valere sull’ope­rato della Giunta che ancor ora venivano richiamati perfino dall’altro partner della Giunta stessa, il Segretario regionale del Partito Comunista nel suo intervento, tutto questo sta a dimostrare, al di là di ogni dubbio, che questa è una Giunta che deve essere rivista nelle sue modalità costitutive per l’interesse stesso della nostra Regione che senza dubbio ha necessità di forze di governo.

Questo comportamento della Giunta risponde ad una precisa responsabilità istituzionale, della qua­le diamo atto, ma che non ci sentiamo di citare come fatto di particolare merito del quale do­vremmo essere grati. D’altra parte, il secondo da­to di fatto che richiamavo all’inizio, e che cioè non ci sia più una maggioranza politica, come ci sembra evidente e ci sembra assolutamente fuor di luogo volerlo negare, non significa assoluta­mente che si sia concluso il processo di confronto politico e di aggregazioni politiche che consenta­no di poter arrivare alla definizione di nuovi as­setti politici e di incarichi di Giunta.

Come già di­cemmo in occasione del dibattito sul Bilancio e sul Programma regionale di sviluppo, il fatto che si ritenga, almeno da parte nostra, superata, finita l’epoca delle Giunte di sinistra, non significa af­fatto che non sia ancora legittima, vivace e viva tutta la problematica delle alleanze di sinistra, più o meno aperte ad altri apporti. E quindi il fatto che non si siano ancora maturate queste condi­zioni è il motivo di fondo per cui, arrivate abba­stanza improvvise se non del tutto impreviste le elezioni anticipate, si è di fatto raggiunta una sor­ta di sospensione dei giudizi per attendere questo mese e mezzo e anche, con questo mese e mezzo, quelli che saranno gli indirizzi degli elettori a li­vello politico. È chiarissimo che i piani istituzio­nali sono diversi, che queste elezioni non interes­sano il piano regionale. Però è anche altrettanto chiaro che, siccome la crisi di questa Regione non è stata solo una crisi, che pure essa a nostro avviso c’è, di scarsa capacità di gestire e di diri­gere i programmi a fondamento della Giunta in carica, ma è stata anche, e noi pensiamo soprat­tutto, crisi politica di rapporti fra le componenti di questa Giunta, allora è chiaro che se è così an­che gli indirizzi che saranno espressi a livello po­litico a fine giugno avranno una capacità molto importante di indirizzare a loro volta anche le so­luzioni che potranno essere adottate in questa Regione.

A noi sembra che, se sono veri questi due dati di fatto, e cioè che non c’è più una vera e propria maggioranza politica ma che anche non si è con­cluso il confronto per una nuova maggioranza, siamo in una situazione in cui le forze politiche mantengono e devono ancora esprimere il loro giudizio sull’oggi e sul domani. Il nostro giudizio sull’oggi è che, come abbiamo già espresso sul Bilancio e sul Programma, questa Giunta non è adeguata a governare la Toscana, ma da questo non ci sembra di dover meccanicamente derivare il fatto che quindi dovrebbe immediatamente dare le dimissioni in questa sede sospendendo i lavori del Consiglio e arrivando ad una nuova maggio­ranza che oggi nei fatti, e io credo quotidiana­mente si stia a dimostrare, non è ancora matura. Noi, in altre parole, non pensiamo che la manca­ta fiducia nella Giunta autorizzi a dire che ci sia il vuoto istituzionale e politico alla testa del go­verno toscano.

Noi non condividiamo l’operato e gli indirizzi di questo governo e lo riteniamo so­stanzialmente esaurito, ma il fatto che questo Go­verno continui a operare, sia pure per poco più che l’ordinaria amministrazione, è un altro dato di fatto che non ci sentiamo di dover continuati­vamente auspicare venga superato per andare verso il nulla, perché veramente ad oggi non ve­diamo come facilmente si possa ricomporre una maggioranza diversa.

In altre parole, a noi non interessa drammatizzare ulteriormente questo pe­riodo e questi rapporti che ci sembrano già abba­stanza tesi. Non crediamo che la soluzione otti­male per questa Regione sia una Giunta di tipo rosso scarlatto, che sia rappresentata da un mo­nocolore comunista o un monocolore comunista con un appoggio risecatissimo, riteniamo che i nuovi assetti politici debbano essere sempre in una chiave di capacità equilibrata di governare la Regione, sia pure con nuove metodologie. E quin­di auspichiamo che si arrivi in termini brevi a questi chiarimenti, ma siamo piuttosto perplessi sul fatto che ci si possa arrivare durante questa campagna elettorale, a meno che a ciò non spin­gano particolari urgenze, quali le dimissioni del Presidente della Giunta, anche se pur in quel ca­so pensiamo che non sarà facilissimo mutare gli assetti politici esistenti in questa Regione durante la campagna elettorale. Ragion per la quale noi sicuramente confermiamo la nostra opposizione a questa Giunta, ma abbiamo alcuni dubbi sull’opportunità che si arivi a considerarla non solo politicamente esauritasi, ma anche non legittimata a governare per questo periodo di ordinaria amministrazione o poco più e che sia preferibile invece andarre ad una crisi immediata. Noi su questo abbiamo delle riserve che abbiamo già manifestato anche sulla stampa e con documenti ufficiali del partito e che desideriamo confermare in questa sede.

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