della altrettanto conseguente decisione del direttore del giornale ( al fine, come egli stesso ha scritto, di ottenere un prodotto almeno decente) di ridurre drasticamente il numero. delle pagine nonché di sospendere i servizi e le cronache provinciali;
tenuto presente che questo progressivo ridursi della diffusione della «Nazione» costituisce per varie aree della Toscana un effettivo diminuire delle possibilità di informazione e fa sorgere qualche preoccupata perplessità circa i livello di occupazione dell’azienda,
interpella
il Presidente della Giunta per sapere quale atteggiamento. intenda prendere per sollecitare un incontro tra le parti in un momento in cui la vertenza viene condotta anche con metodi di dubbia legittimità, incontro che appare particolarmente opportuno sia in considerazione di interventi consimili effettuati per altri settori, sia per la natura non di mera merce che rivestono organi di informazione quali i quotidiani, già ostacolati nella diffusione da leggi corporative
Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. Telegraficamente, per dire che avevamo presentato questa interpellanza stante il fatto che da più giorni, per non dire settimane, si andava manifestando un progressivo deterioramente della qualità del quotidiano «La Nazione» a seguito di scioperi articolati da parte dei tipografi, da un lato, e, dall’altro, dal rifiuto della proprietà di trattare con gli uni e con gli altri. Ci era sembrato che questo fatto fosse particolarmente meritevole di attenzione e di un intervento che non fosse solo, come in genere non è, questione di tipo diplomatico formale, ma un intervento sostanziale, non solo perché l’azienda de «La Nazione» ha una rilevanza oltre che economica anche di occupazione non trascurabile, ma anche perché la particolare «merce» trattata da questa azienda, cioè l’informazione, è tale da destare tutte le nostre, e crediamo di tutti gli spiriti democratici, \reoccupazioni per un impoverimento in questo settore.
È chiaro che una diminuzione di capacità produttive e quindi di capacità di informazione di questo quotidiano è oggettivamente un impoverimento reale, a prescindere dalla qualità e dalla capacità degli altri quotidiani locali e regionali presenti nella zona e delle altre forme di informazione tramite altri supporti, tipo audiovisivi ad esempio.
Del resto la preoccupazione che a noi premeva sottolineare è anche legata al fatto, come del resto si dice nell’interpellanza, che a questa situazione si giungeva con un sottofondo di punti non del tutto chiari, che vanno dal minimo sforzo di agitazione come conseguenza di danno possibile sul prodotto, e non mi stanco di ripetere su un prodotto che non è una qualsiasi merce ma si tratta di un prodotto di informazione che attiene al modo stesso di essere democratico e civile, e dell’altro anche sul fatto che, a un progressivo impoverimento di questo prodotto aziendale, poteva far riscontro una sorta di campo progressivamente lasciato libero per via surrettizia a altri tipi di imprese che noi, fedeli ai nostri principi, auspichiamo al massimo che si possano anche manifestare, ma che in tal caso vorremmo che si manifestassero apertamente e con forze loro e non approfittando delle disgrazie altrui, magari disgrazie addirittura un pochino forzate.
Ecco, perciò noi avevamo interpellato il Presidente della Giunta per sapere quale atteggiamen-to e soprattutto quale tipo di iniziativa, sulla linea degli interventi che già in altre occasioni aveva attuato, potesse ora intendere di prendere. La risposta è già nei fatti pubblicata dai giornali, ma, appunto, attendo dalla risposta in aula del Presidente qualche altra notizia che possa suffragare l’impegno di una più positiva soluzione di questa vicenda nei prossimi giorni.

