{"id":13600,"date":"2026-09-25T08:02:29","date_gmt":"2026-09-25T06:02:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/?p=13600"},"modified":"2026-09-24T06:58:43","modified_gmt":"2026-09-24T04:58:43","slug":"cronologia-del-liberalismo-416","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/2026\/09\/25\/cronologia-del-liberalismo-416\/","title":{"rendered":"Cronologia del Liberalismo  4,16"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4.16\u00a0 L\u2019Europa arriva al Trattato di Maastricht \u2013 a) fino \u00a0elezioni CEE 1989.<\/strong> In Svezia, a met\u00e0 settembre, si svolsero le prime elezioni dopo la morte di Palme. I Socialdemocratici del Primo Ministro uscente Carlsson vinsero di nuovo con larghezza, seppur perdendo tre eletti, i tre partiti moderati e conservatori ebbero tutti una certa flessione, e la maggior novit\u00e0 fu l\u2019ingresso di Verdi in Parlamento con 20 eletti.<br>Negli Stati Uniti, in un clima di soddisfazione per la crescita economica in atto e di speranza perch\u00e9 il prevalere USA nei confronti dell\u2019URSS era ormai percepibile, il giorno 8 novembre il repubblicano George Bush, vicepresidente uscente, vinse, in squadra con Dan Quayle, le Presidenziali, confermando la minorit\u00e0 dei democratici.<br>In Canad\u00e0 , ove da fine luglio vigeva la prima legge al mondo che sanciva il multiculturalismo, le elezioni novembrine confermarono il Partito Progressista Conservatore del Primo Ministro Brian Mulroney, che aveva impostato la campagna sul libero scambio con gli Stati Uniti<br>Va sottolineato che sempre a novembre, il Consiglio Nazionale Palestinese proclam\u00f2 lo Stato di Palestina e accett\u00f2 le risoluzioni dell&#8217;ONU. Pertanto, in quell\u2019occasione, pur senza esplicitarlo, riconobbe il diritto all&#8217;esistenza di Israele.<br>A met\u00e0 dicembre, in Spagna, vi fu uno sciopero generale che paralizz\u00f2 il Paese. Era contro il piano di occupazione giovanile. Costrinse il Governo Gonz\u00e1lez ad avviare un negoziato che ne rese evidente il distacco dalla base sindacale.<br>In Italia, l\u2019inclinazione di Altissimo a sanare il contrasto nel PLI tra la vecchia e la nuova Democrazia Liberale, si complet\u00f2 al Congresso del dicembre 1988. Una maggior compattezza politica interna era del resto consigliata dal clima attorno al partito fattosi pi\u00f9 ostile. Non per caso, il giorno di apertura del Congresso, Paolo Mieli su La Stampa sostenne che il PLI voleva sempre e comunque restare nei ministeri, lasciando capire che era troppo audace nel criticare la diarchia DC PCI. Pertanto per Altissimo \u2013 cui la destra liberista, con Antonio Martino, rinfacciava l\u2019organigramma piatto del PLI nell\u2019ultimo anno e mezzo \u2013 era utile sommare il suo 45% al 11% del suo vicesegretario Sterpa (meglio facendoci lista comune e garantendosi la maggioranza dei Consiglieri Nazionali) ma anche accordarsi con NDL al 15%. La linea politica confermava la chiara distinzione da Craxi e l\u2019avvicinamento al PRI, in Europa gi\u00e0 nel gruppo ELDR. Poi insisteva nel definire questo avvicinamento utile a mantenere il legame con il PSI sul comune disegno anticonsociativo, e nell\u2019asserire che tale legame veniva reso pi\u00f9 credibile appunto dal riequilibrio interno ai liberali con l\u2019area che, quanto ai comportamenti sul campo, era pi\u00f9 vicina alle spinte al cambiamento, sulle quali il PSI insisteva. Cos\u00ec, in accordo con NDL, al posto di Bozzi scomparso a settembre, Altissimo accett\u00f2 Valitutti quale Presidente PLI, aggiunse come vicesegretari Patuelli (NDL) e De Lorenzo (DL), introdusse nell\u2019esecutivo membri di NDL in settori operativi di rilievo. A sostegno del liberista Antonio Martino rest\u00f2 il gruppo di Biondi e di Costa, quel gruppo di Umanesimo che dopo Genova era stabilmente separato da NDL in termini di proposta politica. Proseguirono piccoli ma non rari segnali di distinzione nei rapporti tra Altissimo e Zanone (che in quel momento ricordava come sulla porta della casa laica doveva esserci la targa liberale).<br>In Belgio, il Governo Martens VIII attu\u00f2 la politica in favore del decentramento. Nell\u2019estate l&#8217;istruzione venne trasferita alle due comunit\u00e0 linguistiche e in seguito il Parlamento approv\u00f2 il programma di autonomia regionale, affrontando anche le storiche tensioni linguistiche.<br>Nell&#8217;autunno il Parlamento francese approv\u00f2 l&#8217;istituzione del Reddito Minimo di Inserimento, voluto dal Primo Ministro Rocard per garantire un\u2019entrata a chi si trova in difficolt\u00e0 economiche.<br>A fine dicembre \u2018988, dopo le elezioni del mese prima, in Israele si form\u00f2 un Governo laburista del Likud,\u00a0 con Primo Ministro Shamir, vice Peres, e una coalizione di unit\u00e0 nazionale comprensiva del Partito Religioso sionista e di tre pi\u00f9 piccoli partiti ultraortodossi. \u00a0<br>Nel gennaio 1989, il Presidente CEE Jacques Delors present\u00f2 un piano (poi approvato sei mesi dopo dal Consiglio Europeo)\u00a0 con un programma\u00a0 in tre tappe per\u00a0 liberalizzare i capitali,\u00a0 creare la Banca Centrale Europea ed introdurre una nuova moneta, l&#8217;ecu. Il piano suscit\u00f2 l\u2019interesse formale della Finlandia.<br>A met\u00e0 febbraio 1989, si tenne in Italia un Congresso DC di particolare rilievo. Si impose una nuova maggioranza con un diverso progetto politico. Elesse nuovo Segretario Forlani al posto di De Mita. Forlani dichiar\u00f2 di ritornare alla tradizione DC mai cedevole alle profferte del PCI e attenta al ruolo del PSI. In sostanza la linea aggiornata del preambolo seguita anni prima e interrotta da De Mita. Di fatto si rilanciava la linea di fermezza sulla centralit\u00e0 del governo DC con i suoi diversi alleati dell\u2019area democratica e laica.<br>In Austria nella primavera 1989, il Governo, superando i dubbi sulla neutralit\u00e0 permanente, consegn\u00f2 al Parlamento un rapporto favorevole ad aderire alla CEE. Qualche settimana dopo, il Parlamento dette mandato al Governo di chiedere l&#8217;adesione ufficiale alla Comunit\u00e0 Economica Europea.<br>I primissimi di maggio, il Governo olandese Lubbers (formato dall&#8217;Appello Cristiano Democratico &#8211; CDA e dai liberali del VVD) cadde dividendosi sul finanziamento del Piano Ambientale, visto che i liberali non vollero abolire alcune deduzioni fiscali sui viaggi dei pendolari. Da qui, la convocazione di elezioni anticipate nel mese di settembre.<br>Pochi giorni dopo, in Italia, in occasione del Congresso del PSI, il Segretario DC Forlani ebbe un incontro con Craxi in un camper in cui fu sancita la nascita dell\u2019alleanza politica cardine per il successivo quadriennio: il CAF, acronimo di Craxi, Andreotti, Forlani. La prima conseguenza fu che Craxi chiuse il Congresso dichiarando terminata l\u2019epoca del governo De Mita. Di fatto il CAF irrobust\u00ec l\u2019accordo di pentapartito ma segn\u00f2 il tramonto dell\u2019ipotesi del polo laico. Infatti divenne ogni giorno pi\u00f9 chiaro che l\u2019obiettivo di Craxi, condiviso in pieno dal PSI, era quello di riuscire a divenire il rappresentante, con il 15% circa di voti, di tutta la sinistra intesa come speranza emotiva e dichiarazioni di principio. Il PSDI era incluso in via fisiologica, mentre il PCI avrebbe dovuto rassegnarsi a prendere atto della realt\u00e0. Il PRI e il PLI erano considerati alleati, seppur non sempre allineati. Nel mirino di Craxi non c\u2019era pi\u00f9 il condividere tra i laici il disegno di riequilibrio verso la DC per attrarre la scelta dei cittadini pi\u00f9 inclini al cambiare.<br>Nelle medesime settimane, in Israele, il Governo propose un piano di pace mediante elezioni amministrative nei territori della Cisgiordania e di Gaza per scegliere dei rappresentanti palestinesi con cui negoziare un autogoverno. Il piano si impantan\u00f2 perch\u00e9 i palestinesi intendevano presentare candidature legate all\u2019OLP e Shamir lo rifiutava. Peraltro il confronto diplomatico proseguiva, soprattutto per spinta degli Stati Uniti.<br>Di nuovo in Italia, sul tema Europa, \u00e8 importante ricordare che a giugno \u2018989, insieme alle Elezioni CEE, si tenne un referendum consultivo, ad\u00a0 oggi l\u2019unico. Una scelta voluta da tutti, tanto che, per indire questo tipo di referendum non previsto in Costituzione fu necessaria una apposita legge costituzionale.<br>Il quesito di quel Referendum era: \u201cRitenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunit\u00e0 europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunit\u00e0?\u201d. I quattro quinti degli aventi diritto andarono alle urne e i Si al quesito raggiunsero il livello 88% dei votanti. Tuttavia, come si potr\u00e0 rilevare nel prosieguo della presente Cronologia, le chiare intenzioni degli italiani emerse nel referendum consultivo, non furono seguite nella sostanza reale delle vicende CEE, anzi furono contraddette.<br>Tornando alle elezioni per il Parlamento CEE, erano divenuti 12 i paesi membri al voto e i deputati da eleggere 84 in pi\u00f9. Un grande successo lo ebbero i socialisti che aumentarono gli eletti di 50 (in tutto 180), poi i Popolari un aumento di 11 (in tutto 121), i Liberali pi\u00f9 18 (in tutto 49), i conservatori moderati meno 17 (in tutto 34), i due gruppi Verdi Arcobaleno pi\u00f9 23 (in tutto 47), i due nuovi gruppi della Sinistra Europea ne ebbero 42, l\u2019Alleanza Democratica Europea, cio\u00e8 gollisti, Fianna Fail e parte di Nuova Democrazia greca, ne prese 20, la Destra ne ebbe 17, la Lega Nord ne ebbe 2. I Non Iscritti furono 12. \u00a0<br>Il dato pi\u00f9 rilevante del nuovo Parlamento CEE fu l\u2019ampia maggioranza relativa dei Socialisti. Nonostante le considerazioni raziocinanti fatte da Dahrendorf al Congresso di Liberal International mesi prima, il risultato del voto testimoniava che una fetta consistente di cittadini preferiva affidarsi alle promesse di giustizia nell\u2019uguaglianza piuttosto che alle conseguenze effettive della politica fatta. Si tratta di una predisposizione non contingente, con cui dovranno sempre fare i conti i liberali, i quali insistono in ogni caso sullo stare ai fatti.<br>Di quelle stesse elezioni CEE, \u00e8 istruttivo esaminare il risultato in Italia dell\u2019intera area dei partiti laici confrontato con quello del 1984 (i votanti erano stati quattro milioni di meno). Ebbene, il PSI guadagn\u00f2 1,2 milioni di voti rispetto a cinque anni prima, l\u2019inedita lista PLI-PRI-Pannella ne perse 1,8 milioni (sommando le singole liste) e la lista PSDI intorno ad altri 300 mila. Nel complesso, l\u2019area del PSI sommata alle liste liberalrepubblicana con Pannella e del PSDI (in pratica il possibile polo laico) perse nel complesso intorno ai 900 mila voti. Un simile dato di fatto prova che Craxi aveva dato eccessiva importanza al guadagnare voti per il PSI senza curare il quadro della proposta politica. Gli elettori avevano colto che nessuno si applicava davvero al progetto laico e cos\u00ec non avevano scelto l\u2019innovativa lista PLI-PRI-Pannella.<br>4.16 b) La caduta del Muro di Berlino &#8211; Insieme alle elezioni CEE, si tennero le politiche in Grecia e nella Repubblica d\u2019Irlanda. In Grecia, con un sistema proporzionale, arriv\u00f2 prima la moderata conservatrice Nuova Democrazia di Konstantinos Mitsotakis (ma con sei seggi meno della maggioranza assoluta) che super\u00f2 il Primo Ministro Andreas Papandreou, sfiancato dallo scandalo bancario. Fu giocoforza ricorrere ad una coalizione anomala tra ND e la lista sinistre e comunisti, con il solo compito di avviare le indagini parlamentari contro Papandreou.<br>Nella Repubblica di Irlanda le elezioni legislative furono volute dal Capo del Governo Haughey, che pensava di raggiungere la maggioranza. Invece la sua lista del Fianna Fail arretr\u00f2 a 77 seggi. Pertanto nelle tre settimane seguenti, per poter formare il Governo, ci fu la grossa novit\u00e0 della coalizione con i Democratici Progressisti, nati nel \u2018985, per iniziativa di Desmond O&#8217;Malley, che facevano parte di Liberal International. \u00a0La loro linea era\u00a0 ridurre la spesa pubblica, tagliare le tasse, promuovere il libero mercato. Erano contro la tradizione confessionale, e sostenevano la politica per legalizzare la contraccezione e il divorzio. Nel Governo con il Fianna Fail, i Democratici Progressisti ebbero il due Ministri, quello dell\u2019Industria e quello dell\u2019Ambiente, e un sottosegretario alla Protezione Ambientale.<br>L\u2019estate del \u2018989 \u2013 a parte l\u2019impatto delle ultime elezioni CEE, nei paesi comunisti geograficamente contigui a quelli occidentali \u2013 si caratterizz\u00f2\u00a0 per i segnali premonitori \u00a0della crisi strutturale della DDR. Inizi\u00f2 l\u2019Ungheria ad aprire le frontiere verso l\u2019Austria, segu\u00ec il diffondersi a partire dalla Sassonia, nella DDR, di manifestazioni che invocavano democrazia, libert\u00e0 di espressione e riforme. Queste manifestazioni divennero sempre pi\u00f9 partecipate.<br>Il 6 settembre si tennero le elezioni anticipate in Olanda. I Cristiano democratici arrivarono primi con gli stessi seggi, mentre il liberale Partito della Libert\u00e0 ne perse altri cinque, e i liberali di D66 aumentarono di tre. Nel nuovo Parlamento, la precedente coalizione di Governo Lubbers avrebbe mantenuto solo un voto di maggioranza.<br>La settimana successiva, a met\u00e0 settembre, le elezioni norvegesi dettero un risultato molto diverso da quello di quattro anni prima. I Laburisti del Primo Ministro scesero da 71 a 63 eletti, i tre partiti dell\u2019opposizione moderata passarono nel complesso da 78 a 62, i Socialisti di Sinistra da 6 a 17 ma la grande sorpresa fu il Partito del Progresso che da 2 eletti arriv\u00f2 a 22. Quest\u2019ultimo aveva fatto una campagna sull\u2019onda del successo di due anni prima alle amministrative e con specifici punti assai aggressivi. Togliere i monopoli pubblici, abbassare le imposte, mettere in riga la burocrazia statale, forte critica allo Stato del benessere sia per l\u2019inefficienza sia per la disponibilit\u00e0 ad accogliere gli stranieri. Anzi, l\u2019intera campagna fu imperniata appunto sul contrasto all\u2019immigrazione. Da un simile risultato elettorale, circa un mese dopo, nacque il Governo Syse, composto dai tre partiti che prima erano l\u2019opposizione, appoggiati dall\u2019esterno dal Partito del Progresso.<br>Nell\u2019autunno del \u2018989, nell\u2019Alta Francia a\u00a0 Creil, si verific\u00f2 il primo forte dibattito a seguito dell&#8217;espulsione da scuola di tre studentesse che rifiutavano di togliersi l&#8217;hijab . Come succeder\u00e0 sovente, e non solo in Francia, il settore degli illiberali (purtroppo non piccolo) intendeva il seguire la propria tradizione religiosa \u2013 in fattispecie nell\u2019abbigliarsi \u2013 quale diritto individuale che prescinde dalle regole pubbliche del convivere, concepite invece apposta per rispettare gli altri diversi. Per questo gruppo di cittadini, la laicit\u00e0 dello Stato non deve prevalere sulle pratiche religiose.<br>Va ricordato che nell&#8217;ottobre 1989, in Francia, il Governo Rocard, intendendo ridurre il deficit, per approvare un importante Piano Economico us\u00f2 in Parlamento l&#8217;articolo della Costituzione che\u00a0 consentiva l\u2019approvazione senza voto parlamentare.<br>In Gran Bretagna, il Governo della Thatcher volle sperimentare un nuovo tipo di imposta, la Poll Tax, l\u2019imposta uguale che ogni suddito doveva pagare nel comune ove risiedeva senza tener conto del proprio reddito e patrimonio. Intanto, nel 1989, introdusse tale imposta nella sola Scozia. La Poll Tax aveva lo scopo di costringere i governi locali a tagliare le spese cos\u00ec da non aver bisogno di alzare la nuova imposta.<br>Il 1\u00b0 ottobre\u00a0 la Danimarca divenne il primo paese al mondo a riconoscere legalmente le unioni civili tra persone di uguale sesso, introducendo le \u201cunioni \u00a0registrate&#8221;.<br>Il 18 ottobre nella DDR, pressato dalle proteste di piazza, si dimise Honecker che non aveva l\u2019appoggio di Gorbacev e che governava da poco meno di un ventennio. La sostituzione non ebbe per\u00f2 effetti concreti. Peraltro, nel giro di due settimane, la protesta si estese a Berlino, dove il 4 novembre si riunirono pi\u00f9 di cinquecentomila cittadini chiedendo la fine del regime comunista. Cinque giorni dopo, il portavoce del Governo DDR annunci\u00f2 in una conferenza stampa radiofonica (il motivo non fu del tutto chiarito) l\u2019apertura dei blocchi sui viaggi all\u2019estero. La notizia dilag\u00f2 fulminea, portando migliaia di berlinesi in massa ai varchi di frontiera e a realizzare la caduta simbolica del Muro di Berlino dopo ventotto anni e tre mesi. Questo clamoroso avvenimento consent\u00ec nell\u2019immediato il riunirsi dello stuolo di famiglie divise dall\u2019abitare nelle due zone Ovest ed Est di Berlino. Contestualmente divenne l\u2019occasione colta da Kohl, sorprendendo anche i quattro grandi, per avviare il processo diplomatico della riunificazione delle due Germanie. E questo evento ebbe ricadute dappertutto nel mondo.<br>In\u00a0 Grecia, nell\u2019ottobre 1989 , si raggiunse un accordo per gestire l\u2019amministrazione ordinaria e la crisi economica con\u00a0 un governo di transizione diretto dall\u2019economista indipendente Zolotas, votato dai tre principali partiti.<br>In Olanda, a seguito delle elezioni di settembre, la coalizione di maggioranza divenne (7 novembre) l\u2019accordo tra i Cristiano Democratici e il Partito del Lavoro , che insediarono il Governo Lubbers III, con il socialista Wim Kok vice e Ministro. Fu un Governo stabile impegnato nel risanamento del debito e nel moderare i salari.<br>In Italia la caduta del Muro di Berlino dette origine ad un nuovo quadro politico. Nel PSI \u2013 ove ormai cominciava a trasparire un certo appannarsi della lucidit\u00e0 di Craxi, sempre pi\u00f9 minato dal\u00a0 diabete \u2013 ci si illuse di poter dare quasi per scontato che sarebbero diminuite fortemente (quanto meno) le forti riserve di Occhetto e dei suoi nei confronti della linea craxiana, e che di conseguenza sarebbe arrivato l\u2019appoggio per il cambiamento voluto dal PSI nella battaglia contro la DC. Nella stessa DC, non esistendo pi\u00f9 il collante dell\u2019anticomunismo internazionale, l\u2019essenziale diveniva rimanere ad ogni costo centrali in Parlamento (a tal fine dividendosi ancor pi\u00f9 sulla gestione interna, tanto che a met\u00e0 febbraio tutta la sinistra DC abbandon\u00f2 gli incarichi di partito che aveva). Nel PLI divenne presto chiaro come per i liberali\u00a0 il nocciolo della linea politica non fosse pi\u00f9 la difesa delle istituzioni da pericoli esterni (come all\u2019epoca della Guerra Fredda) \u00a0ma evitare all\u2019interno il distorto funzionamento delle istituzioni.<br>Una conseguenza emblematica della caduta del Muro di Berlino, fu all\u2019inizio \u00a0dicembre\u00a0\u00a0 l\u2019 incontro a Malta, volutamente in campo neutro, tra Bush e Gorbacev. La conferenza stampa conclusiva segn\u00f2 la\u00a0 fine della Guerra Fredda. Gorbacev disse che iniziava un lungo percorso verso un\u2019era di pace duratura e Bush che gli Stati Uniti avrebbero sostenuto la ristrutturazione interna russa e una duratura cooperazione economica.<br>A met\u00e0 dello stesso mese, il dittatore di Panama Noriega \u2013 che nella primavera precedente aveva annullato le elezioni vinte dall\u2019opposizione, provocando tensioni con gli americani \u2013 dichiar\u00f2 lo stato di ostilit\u00e0 verso gli Stati Uniti e il giorno seguente suoi soldati uccisero un marine disarmato. Una settimana dopo, Bush rispose invadendo Panama, destituendo Noriega , il quale prima si rifugi\u00f2 nella Nunziatura Apostolica e i primi di gennaio si arrese, venendo arrestato ed incriminato per narcotraffico. Tutta l\u2019operazione dur\u00f2 circa un mese.<br>Al fine di poter sfruttare il favorevole andamento economico, Felipe Gonzales, il Primo Ministro socialista spagnolo, sciolse in anticipo il Parlamento e port\u00f2 alle urne nel dicembre \u2018989. Riusc\u00ec nell\u2019operazione, restando il primo partito seppure con la esatta met\u00e0 degli eletti e non pi\u00f9 con la maggioranza assoluta. Di nuovo distanziati furono secondi i moderati , che qualche mese prima si erano rifondati, passando dal postfranchismo al Partito Popolare , ottenendo con il nuovo leader Aznar 2 seggi in pi\u00f9.\u00a0 Il Centro Democratico dell\u2019ex Premier Adolfo Sanchez \u2013 divenuto la primavera precedente Presidente di Liberal International \u2013 rimase all\u2019opposizione ma nei mesi seguenti assunse una linea disponibile nei confronti del Governo.<br>Una grande questione aperta dalla caduta del Muro di Berlino, emerse il 31 gennaio 1990 in un discorso in Baviera del Ministro degli Esteri tedesco, il liberale Genscher. Escluse che la NATO, al fine di rispettare la sicurezza sovietica, si espandesse nel territorio verso est. All\u2019epoca e nei primi tempi successivi, parve una conferma della situazione che andava ribadendosi nei vertici internazionali. Quanto accadde a poco a poco negli anni seguenti, dimostrer\u00e0 che non era davvero cos\u00ec per tutti gli occidentali.<br>In Svezia, fin dall\u2019ultimo semestre dell\u2019anno prima, la robusta inflazione e la crescita fuori controllo delle retribuzioni pubbliche, portarono il Governo Carlsson (governo monocolore di minoranza con l\u2019appoggio esterno della Sinistra comunista) ha presentare un pacchetto di austerit\u00e0 assai incisivo: fermati gli aumenti dei salari, blocco dei prezzi e scioperi vietati per due anni. Non riuscendo a far approvare il pacchetto, il Governo Carlsson si dimise a met\u00e0 febbraio.<br>Gli oppositori non furono per\u00f2 in grado di costruire un\u2019alternativa, Cos\u00ec dopo qualche settimana, Carlsson fu incaricato di varare un nuovo governo e lui var\u00f2 un monocolore socialista di minoranza, stavolta senza l\u2019appoggio esterno della Sinistra comunista. Per fare approvare le leggi finanziarie e i decreti anticrisi, questo secondo governo negozi\u00f2 accordi e il sostegno parlamentare esterno dei liberali del Partito del Popolo (FP).<br>Il Partito Socialista francese tenne il suo Congresso a Rennes nel marzo 1990. Ci furono violente spaccature interne tra i sostenitori di Laurent Fabius e quelli di Lionel Jospin, il quale intendeva unire il rigore economico ai valori di una societ\u00e0 socialista. In pratica, ne usc\u00ec ridotta la capacit\u00e0 di guida socialista, nonostante la notevole popolarit\u00e0 di Mitterrand.<br>Negli stessi giorni, nella Germania Est si svolsero per la prima volta elezioni parlamentari democratiche. Prevalse in modo netto la coalizione di centro destra Alleanza per la Germania, sostenuta dalla CDU della Germania Ovest, che premeva per la rapida unificazione tedesca.<br>In quelle settimane si stava svolgendo a livello internazionale il dibattito sul progetto presentato ad inizio anno dal Segretario di Stato USA, quale sviluppo del piano di pace predisposto dal Governo Shamir nella primavera precedente. In Israele, mentre in Cisgiordania proseguivano episodi di intifada, il confronto sul piano americano port\u00f2 i Laburisti, favorevoli al piano USA a dividersi dal Likud di Peres che erano contrarissimi. Allora Peres riusc\u00ec a fare un accordo segreto con i partiti religiosi, perch\u00e9 votassero una mozione parlamentare che port\u00f2 a sfiduciare il Governo. Cos\u00ec cadde Shamir.<br>Nel medesimo periodo, in Belgio, nella coalizione di governo emersero forti attriti nel dibattito sulla interruzione volontaria di gravidanza, un tema che coinvolse profondamente anche la sensibilit\u00e0 del Re Baldovino. \u00a0\u00a0Il quale, dopo che la legge era stata approvata in Parlamento, il 30 marzo scrisse al Primo Ministro manifestando la sua crisi di coscienza. Tre giorni dopo il Consiglio dei ministri dichiar\u00f2 che il Re era temporaneamente impossibilitato a regnare. Ci\u00f2 consent\u00ec al Governo di promulgare la legge. Dopodich\u00e9, il Parlamento reinsedi\u00f2 sul trono Re Baldovino il 4 aprile.<br>Ancora ad inizio aprile, il Governo Thatcher introdusse in Inghilterra e in Galles la Poll Tax fio ad allora vigente solo in Scozia. Di nuovo scoppiarono polemiche e disordini diffusi.<br>In Italia, i primi di maggio si svolsero le elezioni regionali. In genere seguirono le tendenze dell\u2019ultimo periodo. Crescita del PSI di quasi il 2% (arrivando al 15,3%), stabile la DC, crollo del PCI che perse pi\u00f9 del 6% (rimanendo poco sotto il 24%), calo netto del MSI (-2,6% fino al 3,9%), conferma dei risultati delle Europee per le due liste verdi e per gli Antiproibizionisti, lievi flessioni per PRI, PSDI, DP, PLI. Ci fu peraltro la grande sorpresa della Lega Nord. Guadagn\u00f2 il 4,5% divenendo il quarto partito nazionale con il 5,4%, ma soprattutto arrivando in Lombardia a sfiorare il 19% e superando in volata il PCI.<br>La crescita della Lega era un fatto talmente nuovo, seppure nelle sue forme di proposta rozza, che non se ne colse senso e potenzialit\u00e0. Nella sostanza era l\u2019avvisaglia che gli elettori erano insoddisfatti dei governi, che non si fidavano pi\u00f9 abbastanza dei partiti tradizionali (lo slogan onnicomprensivo della Lega, era \u201cRoma ladrona\u201d) e percepivano lo sbloccarsi della situazione dopo la caduta del muro di Berlino.<br>In Grecia, il periodo di transizione si concluse nel maggio del 1990 con il giuramento del governo di Konstantinos Mitsotakis. Il nuovo esecutivo di centro-destra invert\u00ec le politiche economiche stataliste degli anni ottanta, inaugurando una stagione di apertura al mercato, di tagli alla spesa pubblica e di risanamento del bilancio.<br>Nel mese di giugno, si concluse la crisi israeliana con la nascita di un nuovo Governo Shamir, con una coalizione dei partiti del precedente Governo eccetto i Laburisti e con l\u2019aggiunta del Nuovo Partito Liberale\u00a0 (deputati usciti dal Likud come Israeli Liberal Group, che ad ottobre entr\u00f2 in Liberal International), di due partiti ultranazionalisti, di due indipendenti e di un appoggio esterno. La coalizione del nuovo Governo Shamir aveva la maggioranza assoluta.<br>Nel giugno del 1990, in Canada, con Ii fallimento del patto del Lago Meech (stretto per indurre il Qu\u00e9bec a firmare la Costituzione canadese del 1982) si riapr\u00ec una profonda crisi nazionale che acu\u00ec il separatismo dei cittadini francofoni.<br>In Portogallo, proseguiva il solido Governo socialdemocratico di Cavaco Silva, che nella CEE seguiva una linea di integrazione e che all\u2019interno era impegnato nell\u2019aggiornamento costituzionale (introdotto tra l\u2019altro il referendum) e nel proseguire con ritmi rapidi il realizzare la transizione alla libert\u00e0 di mercato. Il buon successo alle amministrative nelle grandi citt\u00e0 ottenuto nell\u2019inverno precedente dal Partito Socialista, non aveva mutato il quadro nazionale.<br>All\u2019inizio luglio fu fatto un ulteriore passo avanti in vista della riunione delle due Germanie. Divenne vigente il trattato che unific\u00f2 i due sistemi economici dei due Stati. Sostituendo la valuta dell&#8217;Est con il marco della Germania Ovest, con un rapporto fissato in tre valori. Alla pari,\u00a0 per gli\u00a0 stipendi, le pensioni,\u00a0 gli affitti e i depositi bancari fino ad una soglia limite differenziata a salire\u00a0 per i minori, per \u00a0gli adulti e per i pensionati; il rapporto due ad uno, nel caso di risparmi superiori ai limiti stabiliti, ai debiti aziendali e ai mutui; il rapporto tre ad uno, nel caso di denaro acquistato sul mercato nei giorni della riforma monetaria.<br>Sempre in estate, in Canad\u00e0, scoppi\u00f2 un conflitto armato tra la comunit\u00e0 nativa dei Mohawk e la municipalit\u00e0 di Oka nel Qu\u00e9bec, a causa di una disputa territoriale in cui dovettero intervenire polizia e ed esercito. Al tempo stesso, siccome si stava verificando una forte frenata economica, il Governo canadese impose dure misure fiscali e monetarie per frenare l&#8217;inflazione e gestire il deficit pubblico.<br>In Italia, a fine luglio, si stava discutendo in Parlamento la legge di riforma del sistema radiotelevisivo predisposta dal Ministro repubblicano Mamm\u00ec, che dava il via alla trasmissione in diretta di tutte le emittenti private. La sinistra DC, insoddisfatta per gli scarsi risultati derivati dalle dimissioni di qualche mese prima, prese spunto dal complicato percorso parlamentare, sia per utilizzare a proprio favore la forte avversione del mondo RAI, asserragliato a difesa dei suoi privilegi, sia per inserirsi nel nuovo corso del PCI e far sorgere una forte attenzione con la quale ribaltare la posizione del CAF (l\u2019Unit\u00e0 scriveva perfino che quella contro la legge Mamm\u00ec era una battaglia di libert\u00e0).<br>Quando , su spinta di Craxi, venne posta sulla legge Mammi la fiducia tesa a neutralizzare i franchi tiratori della sinistra Dc che era contraria, allora la stessa sinistra DC \u2013 regista il Presidente dimissionario De Mita \u2013 fece dimettere in modo irrevocabile i suoi \u00a0cinque ministri Fracanzani, Mannino, Martinazzoli, Mattarella, Misasi del Governo Andreotti (pi\u00f9 una dozzina di sottosegretari) con l\u2019obiettivo di far cadere il governo, di imbrigliare il pluralismo televisivo e di seminare il conformismo del dominio DC sensibile al PCI.<br>La crisi non ci fu (con il pieno avallo del Presidente Cossiga che diceva di conoscere solo i partiti e non le correnti). Andreotti accett\u00f2 subito le dimissioni, sostitu\u00ec all\u2019istante i cinque ministri dicendone i nomi in Parlamento, ottenne la fiducia e in una settimana fece approvare la legge Mamm\u00ec prima alla Camera a scrutinio segreto e poi in Senato. Un chiaro successo del CAF.<br>In polemica con De Mita, Altissimo scrisse su Repubblica \u201di liberali sono stanchi di una TV di Stato alimentata col denaro dei cittadini e divisa tra i tre partiti maggiori. Per questo il Pli si diceva per il sistema misto pubblico-privato e la sinistra democristiana gli pareva interessata non a una legge d\u2019interesse generale, ma a conservare il suo ruolo predominante nel settore dell\u2019informazione\u201d.<br>4.16 c) La Dichiarazione dei diritti Islamica &#8211; Nel decennio appena trascorso, sull\u2019argomento Dichiarazione dei Diritti dell\u2019Uomo si erano molto intensificate le riflessioni negli ambienti musulmani, in particolare negli ambienti degli Stati. Venne cos\u00ec deciso, in materia, di redigere una nuova dichiarazione redatta a livello pubblico. Di conseguenza, i primi di agosto del 1990 usc\u00ec la Dichiarazione del Cairo. Aveva lo scopo di non riconoscere l\u2019universalit\u00e0 della Dichiarazione ONU del 1948, che giudicava solo un pregiudizio, visto che\u00a0 era stata decisa coinvolgendo solo un quarto della Lega Araba o della Conferenza Islamica. Per di pi\u00f9 tenendo conto come, nella stessa Dichiarazione del Cairo, l\u2019islam rivendichi il merito di essere stato il primo a riconoscere i diritti dell\u2019uomo gi\u00e0 quattordici secoli fa.<br>Le difficolt\u00e0 dei musulmani di accettare i Diritti Universali dell\u2019uomo versione ONU derivano dal diverso fondamento del diritto e non meno dai contrasti nei diritti specifici. Nella versione ONU il fondamento del diritto \u00e8 l\u2019uomo stesso, dotato di prerogative che derivano dal suo essere umano; nel diritto musulmano il fondamento del diritto \u00e8 Dio, nel senso che Dio \u00e8 soggetto ultimo dei diritti, cui corrispondono doveri da parte dell\u2019uomo, e nel senso che la volont\u00e0 di Dio determina diritti e doveri reciproci tra gli uomini.<br>Nella visione islamica, pertanto, la volont\u00e0 di Dio circa l\u2019uomo si esprime nel Corano e nella Sunna, e da queste due fonti principali viene poi ulteriormente specificata nella sharia, il vasto corpus del diritto islamico, legittimato dalla rivelazione, attraverso cui il volere divino trova concreta applicazione nell\u2019ordine sociale. Perci\u00f2 la sharia \u00e8 superiore a qualsiasi legge frutto di iniziativa umana.<br>Si tratta di un punto chiave per la grande maggioranza degli studiosi dell\u2019Islam. La preminenza della Rivelazione divina \u00e8 indiscussa (&#8220;l\u2019islam \u00e8 la religione naturale dell\u2019uomo&#8221;) e implica l\u2019avversione alla ragione e all\u2019individualismo come fonti del diritto. La priorit\u00e0 \u00e8 data ai doveri del musulmano verso Dio, non ai suoi diritti come cittadino e individuo.<br>Il diritto musulmano classico si articola su due fondamentali diseguaglianze, quella tra uomo e donna, e quella tra musulmani e non musulmani. I diritti umani vanno di pari passo con la religione. In base a tali disuguaglianze, la donna musulmana non pu\u00f2 sposare un non musulmano (con tutte le gravi complicazioni di stato civile che potenzialmente si pongono tra i paesi di residenza e quelli di origine), non c\u2019\u00e8 diritto di cambiare religione, n\u00e9 quello di scioperare e di costituire sindacati.<br>Nella convivenza musulmana \u00e8 nettamente prevalente la concezione conservatrice. Si fonda su precise convinzioni. Primo \u00e8 assurdo paragonare la religione islamica, cio\u00e8 un dato sacro e trascendente, e la civilt\u00e0 occidentale, ovvero un dato storico concreto. Secondo la rivendicazione dei diritti umani, che sono uguali rispetto al colore della pelle, alla razza, alla lingua e alla nazionalit\u00e0, ma diversi quanto al sesso e alla religione.<br>Esiste peraltro anche una linea pragmatica. Messa in campo dall\u2019allora presidente egiziano Sadat, si sforza di adattarsi ai problemi della modernit\u00e0, innovando con cautela la tradizione del diritto musulmano classico. La linea pragmatica fu considerata non conforme alla sharia, e perci\u00f2 da subito ostacolata da molti tribunali, con l\u2019appoggio sia dei dottori della Legge tradizionalisti, sia dei movimenti islamisti. Basta questo cenno per far capire che la spinta dei liberali al cambiare le regole del convivere al passar del tempo, cozza ovunque contro la cultura conservatrice che vorrebbe mantenere statiche le modalit\u00e0 del convivere.<br>Va anche segnalato che all\u2019epoca si stava profilando, accanto al mondo di religione islamica, anche il formarsi di una cultura del mondo del nazionalismo arabo che non condivideva l\u2019islamizzarsi istituzionale ed era incline a costruire uno stato di tipo laico.<br><strong>4.16\u00a0 d) La redazione del nuovo Trattato CEE &#8211;<\/strong> In quell\u2019agosto, in Finlandia, il Partito rurale usc\u00ec dalla coalizione di governo a causa di forti disaccordi sulla politica sociale interna. La coalizione del Governo Holkeri (che oltre i conservatori, comprendeva i socialdemocratici, e il Partito Popolare Svedese di Finlandia) rimase in carica disponendo ancora della maggioranza.<br>Nelle medesime settimane, a seguito dell\u2019invasione del Kuwait da parte dell&#8217;Iraq, gli Stati Uniti, con l\u2019assenso dell\u2019ONU, organizzarono una vasta coalizione internazionale cui prese parte anche l\u2019Italia per aiutare la liberazione del paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Svezia c\u2019era da qualche mese \u00a0una robusta recessione economica insieme ad una forte disoccupazione. Alle elezioni legislative del 15 settembre 1991 , il Governo Carlsson sub\u00ec una netta sconfitta\u00a0 (quasi sette punti percentuali e 18 eletti in meno) e venne sostituito da una coalizione di minoranza con a capo\u00a0 Carl Bildt , del Partito Moderato, comprendente \u00a0altri tre partiti , i Popolar Liberali, il Centro e i Democratici Cristiani, in tutto 171 seggi su 349, e con l\u2019appoggio esterno di Nuova Democrazia, un nuovo partito di destra rigido \u00a0che aveva intercettato il malcontento e che assicurava con l\u2019appoggio esterno una netta maggioranza parlamentare. Il nuovo Governo Bildt adott\u00f2 subito una linea di privatizzazioni, di tagli alla spesa , tesa a salvare il sistema bancario anche con riforme del welfare.<br>A met\u00e0 settembre, venne sottoscritto a Mosca il Trattato sullo stato finale della Germania tra le due Germanie e le quattro potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale. L&#8217;accordo restitu\u00ec la piena sovranit\u00e0 alla Germania e ottenne il via libera di Gorbacev per la permanenza tedesca nella NATO.<br>Il 3 di ottobre, la DDR cess\u00f2 formalmente di esistere e i suoi territori vennero incorporati all&#8217;interno della Repubblica Federale Tedesca, segnando la nascita della Germania unita.<br>Quattro giorni dopo le elezioni austriache confermarono il primo posto ai Socialisti con lo stesso numero di eletti, il calo consistente dei Popolari (meno 17 seggi), la crescita di Haider (da 18 a 33 eletti) e il lieve aumento dei Verdi con 10 seggi. Rest\u00f2 l\u2019alleanza tra Socialisti e Popolari con il medesimo Cancelliere Vranitzky.<br>A ottobre il Congresso degli Stati Uniti approv\u00f2 un massiccio pacchetto di emendamenti alla legge sull&#8217;aria pulita, introducendo un sistema di mercato per ridurre le emissioni industriali responsabili delle piogge acide e dell&#8217;inquinamento atmosferico.<br>I primi di novembre, in Norvegia Il governo si sciolse perch\u00e9 diviso sulla politica europea. Il Partito Centrista (fortemente contrario all&#8217;integrazione europea per tutelare il settore agricolo) ritir\u00f2 il proprio sostegno perch\u00e9 contrario ai negoziati sullo Spazio Economico Europeo. Venne sostituito dei laburisti con il terzo governo di Harlem Brundtland, monocolore senza maggioranza precostituita.<br>Nello stesso novembre, venne eletta Presidente della Repubblica Irlandese. Mary Robinson, una giurista nota a livello internazionale sostenuta dal Partito Laburista (la prima donna a ricoprire la massima carica dello Stato). Contemporaneamente, nel paese era in corso una inversione rispetto alla recessione degli anni ottanta, il PNL aument\u00f2 ed iniziarono ad affluire gli investimenti europei.<br>In quelle medesime settimane, in Gran Bretagna, il Governo si spacc\u00f2 sul rapporto con la CEE. Si dimise Geoffrey Howe, il Vice Primo Ministro, attaccando in Parlamento l&#8217;euroscetticismo della Thatcher. La quale si dimise. Nel Partito Conservatore si apr\u00ec la gara per succedere alla Thatcher, vinta da John Major, che venne nominato Primo Ministro il 28 novembre.<br>Nella parte finale dell\u2019anno si espansero sempre pi\u00f9 le forti tensioni internazionali conseguenti all\u2019invasione, nell\u2019agosto, del Kuwait attuata dall\u2019Iraq di Saddam Hussein. Gli Stati Uniti, al fine di mantenere compatto il fronte arabo anti-Saddam, chiesero esplicitamente a Israele di rimanere fuori dal conflitto. Si stava creando una fase di forte tensione geopolitica.<br>Nel frattempo, nei paesi della CEE, si era saldato un asse tra la Francia il cancelliere Helmut Kohl. Un asse che andava sviluppando i negoziati conclusivi per gettare le basi del Trattato di Maastricht.<br>In Danimarca, ci fu una crisi legata alle difficolt\u00e0 economiche cui la maggioranza non resse. Si arriv\u00f2 quindi il 12 dicembre alle elezioni, che riconfermarono il fragile equilibrio parlamentare su cui il Primo Ministro Schl\u00fcter\u00a0 rest\u00f2 al governo fino al 1993.<br>In Grecia, con lo scopo di\u00a0 preparare il Paese ai parametri del Trattato di Maastricht il governo Mitsotakis effettu\u00f2 duri tagli alla spesa , accompagnati da una serie di privatizzazioni. Questo provoc\u00f2 una ondata di scioperi generali e di proteste. Inoltre, a cavallo tra la fine dell\u2019anno e l\u2019inizio \u2018991, una controversa riforma della scuola da parte del Governo, provoc\u00f2 l&#8217;occupazione di tantissimi istituti. Addirittura a gennaio venne assassinato un docente di sinistra da militanti della destra giovanile, fatto che indusse a dimettersi il Ministro al ramo.<br>A gennaio del \u2018991, ci furono in Portogallo le elezioni per il rinnovo del Presidente della Repubblica. Venne confermato a larga maggioranza l\u2019uscente Mario Soares, socialista, contro cui i Socialdemocratici al Governo non avevano presentato un candidato contrapposto.<br>A Londra, a febbraio l\u2019IRA comp\u00ec due clamorosi attentati.\u00a0 Prima , il 7 , un furgone spar\u00f2 tre colpi di mortaio contro la residenza del Primo Ministro al 10 d Downing Street \u00a0durante una riunione di gabinetto (non ci furono vittime). Una decina di giorni dopo, furono lanciate due bombe a stazioni ferroviarie del centro, Paddington e Victoria. Nella prima, nottetempo , furono fatti solo danni al tetto, nella seconda all\u2019alba ci furono un morto e una quarantina di passeggeri feriti.<br>In Medio Oriente, \u00a0l&#8217;Iraq di Saddam Hussein lanci\u00f2 una quarantina di missili Scud contro Tel Aviv e Haifa con lo scopo di spingere Israele a reagire dividendo la coalizione arabo-occidentale. Il Presidente Bush convinse Israele a non reagire, in cambio di un forte sostegno economico e militare in specie con i sistemi di difesa Patriot.<br>A marzo 1991, in Finlandia\u00a0 le elezioni videro dopo un trentennio sconfitti i Socialdemocratici, senza pi\u00f9 la maggioranza relativa. Dalle urne usc\u00ec\u00a0 un governo di coalizione centro-destra, diretto dal Partito di Centro, Primo Ministro Esko Aho, membro di Liberal International, che comprendeva i conservatori della Coalizione Nazionale, i Popolari svedese di Finlandia, altro membri di Liberal International, e la Lega Cristiana. Il Governo di Esko Aho dovette fronteggiare una grave crisi economica, derivante per lo pi\u00f9 dal crollo degli scambi commerciali con l\u2019URSS.<br>Il 15 marzo 1991, con l\u2019entrata in vigore del Trattato sullo stato finale della Germania, cessarono i diritti dei quattro vincitori della Seconda Guerra Mondiale e la Germania unificata riacquist\u00f2 la piena indipendenza. Il nuovo status richiese una dura gestione economica, imperniata sulla chiusura o la cessione di migliaia di imprese pubbliche della parte orientale, con una crescita della disoccupazione al 10% nello stesso anno.<br>Nelle medesime settimane, il Primo Ministro britannico John Major\u00a0 abol\u00ec la Poll Tax voluta dalla Thatcher ed aument\u00f2 l\u2019IVA dal 15% al 17%. All\u2019inizio di aprile, in Germania venne assassinato dalla Rote Armee Faction il presidente della dell\u2019Ente pubblico incaricato di liquidare le imprese della ex DDR.<br>In Italia, intanto, il quadro politico si stavano gonfiando due diversi fenomeni. Uno era la crescita della Lega Nord alimentata dallo spirito autonomistico dei cittadini del Nord (i quali in sostanza rammentavano che governare significava decidere non solo dibattere a vuoto e far prosperare i privilegi amicali). L\u2019altro era il ricorso ai referendum abrogativi, la cui funzione integrativa della democrazia rappresentativa veniva mischiata al sogno di sostituirsi al parlamentarismo facendo decidere direttamente al cittadino.<br>In quel momento si era prossimi al Referendum sul togliere o meno il voto di preferenza plurimo (nei dibattiti TV il PLI era favorevole a toglierlo). Eppure nei partiti pi\u00f9 grossi, DC, PSI (ed anche il PCI che aveva mutato nome ed ora si chiamava PDS) si seguiva l\u2019andamento con distacco, proseguendo nel confronto tra le rispettive proposte con le solite modalit\u00e0 ideologiche. Il PDS non mutava la pretesa di costituire l\u2019unico punto di riferimento per giungere ad un reale mutamento nelle istituzioni del paese (in verit\u00e0 concepito secondo la sua impostazione rivolta al passato) e capace di dirigere le reazioni civili esterne. Nella DC, continuava lo stretto rapporto tra il Segretario Forlani ed Andreotti all\u2019interno del CAF che stava dominando l\u2019impostazione del pentapartito. Per\u00f2 la solidit\u00e0 era sull\u2019indirizzo di mantenere distante il PDS in materia di governo (e quindi sul pentapartito), non sul come fare le riforme istituzionali e su quali dovessero essere. Al punto che la DC non condivideva la proposta di Craxi del Presidenzialismo e tra le righe pure non apprezzava che il Presidente della Repubblica condividesse quella proposta.<br>Sull\u2019argomento fiorirono polemiche pubbliche, che coinvolsero anche il Presidente della Repubblica. Andreotti non riusc\u00ec a controllarle e, senza dibattito alle Camere (era purtroppo divenuta un\u2019abitudine, che alimentava il discredito dei partiti e la sfiducia nel Parlamento), si dimise per formare il suo settimo governo, ancora pentapartito (prima met\u00e0 aprile \u201991), che ponesse l\u2019accento sulle riforme istituzionali. In apparenza all\u2019improvviso, scoppi\u00f2 il rifiuto dei ministri del PRI di giurare, poich\u00e9 Andreotti aveva accettato il veto del PSI sul fare Galasso nuovo ministro delle Poste al posto di Mamm\u00ec. Cos\u00ec il PRI usc\u00ec dal governo che rest\u00f2 a quattro. Fu chiaro che il pomo della discordia era, non il mantenere l\u2019indirizzo della legge Mamm\u00ec sulla TV, bens\u00ec la linea istituzionale di Craxi non apprezzata dai repubblicani.<br>Negli ultimi mesi il PLI aveva lavorato su alcuni testi di legge. Due modifiche costituzionali (uno l\u2019elezione popolare del Presidente della Repubblica, l\u2019altro il riassetto del potere esecutivo, con funzione legislativa della Camera e funzione di controllo del Senato sul Governo e sull\u2019Amministrazione Pubblica), e due modifiche per leggi elettorali (alla Camera doppio turno in Collegi uninominali, al Senato elezione per un terzo affidata ai Consigli regionali, per un terzo a collegi uninominali a maggioranza semplice, per un terzo in Collegio Unico Nazionale con metodo proporzionale). Tale riforma fu detta un semi presidenzialismo alla francese che dava gran rilievo alle scelte dei cittadini e snelliva le istituzioni in base all\u2019esperienza. Zanone non la apprezzava, trovandosi pi\u00f9 vicino all\u2019impostazione prevista nel progetto DC, certo meno innovativa, di rifiuto di ogni forma di presidenzialismo.<br>Sempre sulla linea istituzionale, fu confermato il dissenso tra Altissimo e Zanone al XXI Congresso PLI a met\u00e0 maggio \u201991. Zanone fece nella sostanza un discorso di opposizione (senza chiamarlo cos\u00ec), criticando apertamente il sistema alla francese (\u201csvantaggerebbe gli altri meno di noi\u201d) che Altissimo nella relazione aveva messo al centro della sua linea imperniata su semipresidenzialismo e su elezione diretta del Capo dello Stato senza far venir meno la centralit\u00e0 del Parlamento. Alla linea Zanone, si contrapponeva la richiesta di NDL che, con Morelli, confermava come per il PLI fosse essenziale anche in questo settore la cultura del cambiamento. Alla fine al Congresso vennero approvati tranquillamente il semipresidenzialismo e il doppio turno di Collegio. Peraltro, questo progetto del PLI, quando pochi giorni dopo fu depositato in Parlamento, venne firmato da Altissimo da solo senza il Capogruppo alla Camera Battistuzzi che faceva parte del gruppo Zanone.<br>Sugli altri temi, Altissimo al Congresso, in polemica contro la finta disponibilit\u00e0 di certa sinistra DC e PSI, insistette sul fatto che \u201cin economia la privatizzazione c\u2019\u00e8 quando lo Stato vende oltre il 49%\u201d . Da rilevare che, per due giorni, ci fu poi una discussione molto accesa su una delle Tesi Congressuali che conteneva una valutazione sul ruolo del Papa. Questa Tesi era stata filtrata dalla Commissione preparatoria (coordinata da NDL) e in tutte le Assemblee precongressuali, ma Zanone e Sterpa ne proposero l\u2019abrogazione. Con la supervisione della Segreteria venne redatto il seguente emendamento: \u201cAccanto alle funzioni spirituali, che i liberali da sempre rispettano, nelle iniziative della Chiesa e nelle parole del Papa, espressione di una cultura lontana, emergono indirizzi di integralismo e valutazioni di merito che si muovono in senso illiberale e tendono ad introdurre criteri confessionali nelle attivit\u00e0 delle funzioni pubbliche, rallentando con ci\u00f2 la maturazione in senso laico della societ\u00e0 italiana\u201d. L\u2019emendamento venne approvato senza problemi.<br>Il Congresso si concluse con un percepibile aumento nel voto finale dei due gruppi di maggioranza. Il vertice, a seguito della scomparsa poco tempo prima\u00a0 \u00a0del Presidente d\u2019Onore Malagodi, venne attribuito a Valitutti il posto di Malagodi e a Zanone il ruolo di Presidente con Vice Morelli, Cassinelli e Taormina. Alla Segreteria venne confermato Altissimo con Vice Patuelli (vicario) e Savasta. Quanto alla linea politica, venne accentuata la prospettiva di un liberalismo attento a promuovere le scelte mature \u2013 all\u2019epoca, i diritti e le questioni sanitarie messe in campo dal Ministro De Lorenzo \u2013 lasciando irrisolti (e cronici) i dissidi visibilmente serpeggianti con il gruppo Zanone.<br>Nel medesimo periodo, in Francia, restava alto il tasso di disoccupazione e si susseguivano scandali finanziari. Ci\u00f2 rendeva impopolare il Partito Socialista. Per ovviare, Mitterrand il 15 maggio mut\u00f2 Primo Ministro, sostituendo Michel Rocard con \u00c9dith Cresson, prima donna alla guida del Governo.<br>A fine maggio , in Spagna ci furono le elezioni locali, in cui il Partido Popular\u00a0 \u2013 formazione conservatrice con a capo Jos\u00e9 Mar\u00eda Aznar che due anni prima aveva sostituito l\u2019Alianca\u00a0 Popular \u2013 erose non poco i socialisti, specie nelle grandi citt\u00e0. Si verific\u00f2 un tracollo del Centro Democratico che indusse alle dimissioni il suo Presidente e fondatore Adolfo Sanchez, ex Primo Ministro. Tra la fine di maggio e la prima decade di giugno, furono pubblicate notizie circa una rete di finanziamenti illegali a favore di varie personalit\u00e0 del Partito Socialista, che vennero rinviate a giudizio dopo indagini formali.<br>In Italia , gi\u00e0 da maggio sulla materia diritti, era in corso un forte dibattito sul tema dell\u2019introdurre la preferenza unica (invece di tre) nel sistema di voto. Lo proponeva un referendum di Mario Segni, DC, insieme al Manifesto di 31 accademici capeggiati da Augusto Barbera. Nei confronti mediatici, i liberali erano a favore della proposta di sbloccare la democrazia soffocata dalle cordate di amici. L\u2019effettiva novit\u00e0 politica, peraltro, era la dichiarata ed accanita avversione a questo referendum di Craxi e del PSI. Il modo di opporsi provava che il vero dissenso non era tanto sul merito, quanto su chi lo avesse proposto. Il referendum fu approvato dal 56,8% dei cittadini votanti (il 62,5% degli aventi diritto) e questo risultato intacc\u00f2 parecchio la credibilit\u00e0 craxiana di \u00a0solo e credibile riformatore istituzionale.<br>Per rimediare, Craxi, ormai sempre meno lucido, riun\u00ec a fine giugno un Congresso Straordinario PSI, dal titolo \u201cUnire i socialisti \u2013 rinnovare la repubblica\u201d. Il tipo di reazione chiar\u00ec che per Craxi l\u2019obiettivo di programma coincideva con il fatto che l\u2019area socialista ne fosse la titolare, essendo il PSI l\u2019indiscusso pernio del rinnovamento. Non si rendeva conto, n\u00e9 lui n\u00e9 il gruppo dirigente, che ormai la realt\u00e0 non era questa, sotto ogni punto di vista.<br>In Austria, sempre a giugno, il Presidente \u00a0della Repubblica uscente Kurt Waldheim, dopo che il suo mandato era stato circondato da polemiche internazionali per il suo passato nella Wehrmacht nazista. annunci\u00f2 che non si sarebbe ricandidato per un secondo mandato.<br>In Germania, il 20 giugno, ci fu un tesissimo dibattito al Bundestag \u2013 davvero illuminante quanto ai problemi toccati \u2013 che approv\u00f2\u00a0 (338 voti favorevoli contro 320) di trasferire la sede del Parlamento e del governo federale a Berlino da Bonn che era la capitale della Germania Ovest da oltre quaranta anni. Gli argomenti dei contrari furono almeno tre , espressi da gran parte dei deputati nella Germania Ovest, eccetto il Cancelliere Kohl , che era un fermo sostenitore della Capitale a Berlino, proprio quale teorizzatore dell\u2019urgenza di riunificare la Germania.<br>Il primo argomento furono i costi esorbitanti dello spostare l\u2019intera struttura di governo e parlamentare nella Berlino divisa e impoverita da decenni di Guerra Fredda. In un momento in cui gi\u00e0 pesavano i costi diretti della riunificazione.<br>Un altro argomento era la salvaguardia dell\u2019efficienza della decentralizzazione e della stabilit\u00e0 della Repubblica Federale Tedesca. Bonn era una &#8220;capitale silenziosa e sobria&#8221; funzionante alla grande. Tornare all\u2019enorme Berlino significava regredire a uno Stato fortemente centralizzato (la Capitale di Hitler), a danno delle altre regioni storiche spostando il baricentro politico verso est e sbilanciandosi verso l&#8217;Europa orientale. Mentre Bonn era l&#8217;emblema di una Germania ancorata all&#8217;Occidente e del tutto partecipe dell\u2019integrazione europea.<br>Infine, vi era la preoccupazione per il futuro di Bonn, privata in modo drastico di migliaia di posti lavoro legati al governare.<br>Il voto favorevole a Berlino Capitale venne dalla quasi totalit\u00e0 dei deputati dei territori dell\u2019ex DDR, mentre votarono contro Berlino Capitale tantissimi deputati dei territori della Germania Ovest. Nella CDU\/CSU buona parte non segu\u00ec Kohl. Nella SPD due terzi del gruppo vot\u00f2 per rimanere a Bonn e nella FDP lo fecero tre quarti dei membri. Sotto il profilo dell\u2019et\u00e0, i pi\u00f9 giovani votarono per Bonn, preferendo la decentralizzazione del dopoguerra, e i pi\u00f9 anziani scelsero Berlino influenzati dalla memoria storica.<br>In ogni caso, il 1\u00b0 luglio venne introdotta una tassa addizionale per coprire i costi della riunificazione.<br>In termini politici, il trasferimento della Capitale a Berlino fu un atto significativo senza alcun legame diretto con un\u2019altra decisione di qualche settimana dopo. A luglio, i Paesi che ne facevano parte sciolsero il Patto di Varsavia, l\u2019alleanza militare dei satelliti dell\u2019URSS. Balza all\u2019occhio che il disfarsi del vecchio mondo sovietico apriva nuovi orizzonti per loro inesplorati, mentre il prevalere del mondo occidentale manteneva pulsioni neppure nascoste verso il riprodurre\u00a0 abitudini del convivere nelle modalit\u00e0 di una volta (non rispettose di quanto aveva detto il liberale Genscher). Pulsioni che nel tempo si svilupperanno, come vedremo.<br>Nell&#8217;agosto, la Commissione CEE formul\u00f2 un parere favorevole sull&#8217;ingresso dell\u2019Austria nella CEE. Facendo alcune precisazioni. Innanzitutto, l&#8217;Austria non poteva invocare lo status di paese neutrale per non adottare o per ridurre l&#8217;efficacia di sanzioni commerciali decise dalla CEE nei confronti di Stati terzi. \u00a0Inoltre, l&#8217;Austria avrebbe dovuto accettare l&#8217;evoluzione della CEE verso un&#8217;unione politica nei vari campi. Il rispetto di tutti questi impegni doveva essere garantito integralmente dall\u2019Austria stessa con appositi strumenti costituzionali e legali. Di fatti, negli anni seguenti l&#8217;Austria riform\u00f2 la Costituzione per mettersi in grado di aderire alla CEE.<br>Il maggior impatto in ambito internazionale, lo ebbero gli avvenimenti di agosto a Mosca. Per tre giorni dal 19, si verific\u00f2 la rivolta di un consistente gruppo di conservatori, alti dirigenti del Partito e dei Servizi segreti, tesa a rovesciare Gorbacev e la sua politica di rinnovamento, la perestrojka. Gorbacev in quel momento si trovava in Crimea e non poteva reagire. A Mosca c\u2019era per\u00f2 Boris Eltsin, divenuto un mese prima \u2013 avendo vinto le elezioni con il 57% \u2013 Presidente della Repubblica Russa, la pi\u00f9 grande delle 15 repubbliche dell\u2019Unione Sovietica. Eltsin divenne subito il fulcro della resistenza al colpo di stato, lo dichiar\u00f2 illegittimo e spinse allo sciopero generale. Eltsin fece fallire il colpo di stato e il 23 sospese l\u2019attivit\u00e0 del Partito Comunista nella Repubblica Russa. Rientrato, il 24\u00a0 Gorbacev annunci\u00f2 alla TV le \u00a0dimissioni da Segretario PCUS ed invit\u00f2 il Comitato Centrale a sciogliersi. Questi avvenimenti furono l\u2019inizio del disfarsi finale delle vecchie strutture dell\u2019URSS.<br>Nell\u2019Europa meridionale, l\u20198 settembre, la Repubblica di Macedonia dichiar\u00f2 l&#8217;indipendenza. Ma la \u00a0Grecia si oppose subito all\u2019uso del nome Macedonia, perch\u00e9 temeva che usare il nome \u00a0fosse un indebito appropriarsi dell&#8217;eredit\u00e0 storica greca e favorisse rivendicazioni sulla propria regione settentrionale. La vicenda segn\u00f2 l\u2019inizio di un forte scontro tra macedoni e greci, ma anche con la CEE, non disposta a rompere con Skopje.\u00a0<br>Nel settembre, in Norvegia \u2013 dove nell\u2019inverno precedente era scomparso il Re Olav V cui era succeduto il figlio Harald V \u2013 il Partito Laburista pubblic\u00f2 il testo \u201cLa Norvegia in una nuova Europa\u201d che innesc\u00f2 la discussione per superare lo scetticismo circa l&#8217;integrazione europea.<br>Tra settembre e l\u2019inizio ottobre, il Governo olandese propose tagli drastici alle indennit\u00e0 statali per la disabilit\u00e0 lavorativa, che erano molto usate nel Paese. La misura scaten\u00f2 forti proteste sindacali e grandi scioperi.<br>In Portogallo il 6 ottobre\u00a0 si rinnov\u00f2 il Parlamento. Fu un trionfo per il Primo Ministro uscente Cavaco Silva. Il Partito Socialdemocratico, moderati, ottenne il 50,6% dei voti e una solida maggioranza assoluta, 135 seggi su 230.<br>In Italia, in aggiunta \u00a0ai ripetuti interventi del Presidente Cossiga, che \u201cpicconava\u201d l\u2019attivit\u00e0 dei partiti, incapaci di fare le riforme urgenti, cominciando da quella della giustizia, \u00a0cresceva nel paese la spinta ai cambiamenti improcrastinabili. Lo strumento usato era quello del referendum abrogativo sui singoli temi pi\u00f9 avvertiti dai cittadini. In tale quadro, nell\u2019autunno, si avvi\u00f2 la raccolta delle firme necessarie per i referendum sulla riforma elettorale (promossi da Segni), sul tener i partiti fuori dalle banche e sull\u2019abolizione del Ministero delle Partecipazioni Statali (questi promossi dal prof. M.S. Giannini). I liberali, in accordo con la Segreteria PLI, parteciparono a promuoverli, con Baslini, Biondi, Morelli, Valitutti e Benedetto. Era chiara la difficolt\u00e0 di un Parlamento che, dominato dalla DC e dal PDS, non era in grado di affrontare in concreto le riforme istituzionali. Ed erano prossime le elezioni ad inizio primavera \u201992.<br>Nella Repubblica d\u2019Irlanda si verific\u00f2 una serie di gravi controversie economico-politiche.\u00a0 Cos\u00ec ad ottobre, l&#8217;opposizione present\u00f2 una mozione di sfiducia contro il governo, che sopravvisse a fatica, 84 voti a favore contro 81. Allora, a novembre, il Ministro delle Finanze, lanci\u00f2 una sfida aperta alla leadership di Haughey e perci\u00f2 venne rimosso dal ministero. Peraltro il Governo Haughey\u00a0 rest\u00f2 traballante. \u00a0<br>Intanto, nei paesi CEE ferveva la complessa attivit\u00e0 diplomatica per preparare il nuovo accordo europeo, il Trattato di Maastricht. A dicembre fu trovato l\u2019accordo sulla bozza definitiva. In particolare, il Premier inglese Major ottenne per la Gran Bretagna delle clausole di esclusione sulla moneta unica e in materia sociale. Da parte sua la Repubblica d\u2019Irlanda ottenne che l&#8217;adesione al Trattato di Maastricht non avrebbe inficiato le proprie rigide leggi anti-aborto.<br>In Finlandia, a novembre, dopo aver tentato di difendere in ogni modo il tasso fisso della valuta nazionale, la Banca Centrale fu costretta ad una robusta svalutazione del 14%, seguita dal lasciar fluttuare la moneta l\u2019anno dopo.<br>Sempre a novembre in Francia, il Presidente Mitterrand propose una grande riforma istituzionale per il 1992 che comprendeva l\u2019abbreviare la durata del mandato presidenziale da 7 a 5 anni e una modifica parziale in senso proporzionale del sistema di voto, riforme che sul subito non ebbero piena attuazione.<br>In Belgio, il Governo del cristiano-democratico fiammingo Martens era in una profonda crisi. Le tensioni interne alla maggioranza erano esasperate dai duri contrasti tra fiamminghi e valloni sulle licenze per esportare le armi. Portarono all&#8217;uscita dal governo del partito nazionalista fiammingo e il Primo Ministro si dimise indicendo elezioni anticipate. Il 24 novembre , il voto scosse a fondo il panorama politico. Crollarono i partiti di governo, cristiano-democratici e socialisti, sconfitti a causa del forte malcontento popolare. Ebbe un grande successo il Vlaams Blok, estrema destra nazionalista fiamminga e anti-immigrazione. Crebbero i partiti ecologisti Ecolo e Agalev che divennero la quarta forza. Nell\u2019immediato, la gestione degli affari correnti rest\u00f2 al Governo Martens fino quasi alla primavera seguente.<br><strong>4.16 e) Il Trattato di Maastricht &#8211; <\/strong>Con il gennaio 1992, ebbe inizio il semestre in cui la Presidenza Consiglio CEE spettava al Portogallo. Pertanto fu Cavaco Silva che presiedette i lavori della riunione a Maastricht , in cui, il 7 febbraio avvenne la firma del Trattato di Maastricht (l\u2019Italia era rappresentata da Andreotti, Presidente del Consiglio, dal Ministro degli Esteri Gianni De Michelis, socialista, dal Ministro del Tesoro Guido Carli, tecnico). Una svolta rispetto a Trattati di Roma, destinata ad entrare in vigore dal \u00a01\u00b0 novembre 1993 per dare tempo ai Parlamenti dei firmatari di ratificarlo. Lo firmarono gli Stati membri della CEE \u2013 i sei fondatori (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda) e sei entrati in seguito (Danimarca, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda Repubblica, Portogallo, Spagna) \u2013 attribuendole il nuovo nome di Unione Europea, UE. \u00a0\u00a0<br>La UE si fondava su tre Pilastri. Il Primo Pilastro concerneva le politiche economiche, sociali e delle Comunit\u00e0 esistenti, cio\u00e8 CEE, CECA ed Euratom, politiche gestite dalla Commissione e dal Parlamento con un ruolo di rilievo. Questo Primo Pilastro includeva perci\u00f2, oltre l\u2019istituirsi della cittadinanza europea (con diritto di viaggiare e vivere ovunque nella UE, di \u00a0votare e di candidarsi alle elezioni \u00a0europee, di avere l\u2019assistenza diplomatica da ambasciate e consolati degli altri Paesi membri), \u00a0un aspetto decisivo, vale a dire l&#8217;introduzione della nuova moneta europea, l\u2019 ecu, che doveva realizzarsi in tre fasi. Entro il 1993 si sarebbe raggiunta la liberalizzazione totale dei movimenti di capitali tra gli Stati membri. Nella seconda fase, fino a tutto il 1998, si sarebbe preparata la Banca Centrale istituendo l&#8217;Istituto Monetario Europeo e coordinando le politiche economiche degli Stati membri. Poi, dal 1999, sarebbe nata la Banca Centrale Europea, sarebbe stata introdotta la moneta unica Ecu adottando specifici parametri per gli Stati membri, sarebbero stati fissati i tassi di cambio, infine nel 2002 arrivando alle banconote e alle monete.<br>I parametri che ogni Stato membro doveva rispettare erano essenzialmente i seguenti. Inflazione non superiore a quella dei tre Stati migliori; tasso di cambio nella banda di oscillazione del meccanismo dello SME; tassi di interesse a lungo termine stabili; deficit annuale non superiore al 3% del Prodotto Interno Lordo; rapporto tra complessivo debito pubblico e PIL non superiore al 60% (o comunque in costante calo).<br>L\u2019obbiettivo del settore sociale sarebbe stato promuovere il livello di occupazione, migliorare \u00a0le condizioni di vita e di lavoro, assicurare una sufficiente protezione sociale, promuovere il dialogo, garantire l\u2019integrazione pure \u00a0agli esclusi dal lavoro.<br>Il Secondo Pilastro era la cooperazione in materia di Politica Estera e di Sicurezza Comune (la PESC), basata sul metodo intergovernativo delle decisioni unanimi tra i governi nazionali.<br>Il Terzo Pilastro era la Cooperazione nei settori della Giustizia e degli Affari Interni, quindi dell&#8217;ordine pubblico e della Giustizia penale. Pure tale Cooperazione era fondata sui metodi intergovernativi.<br>\u00a0<br>Valutandolo nel complesso, il Trattato di Maastricht, oltre ad innovare molte procedure e a prendere diverse iniziative nuove, trentacinque anni dopo i Trattati del 1957 sanc\u00ec principalmente una impostazione che stava circolando da quasi un decennio.\u00a0 Piuttosto che impegnarsi nel far integralmente maturare il sistema a passo a passo dei Trattati, i Governi nazionall e la Commissione CEE erano stati inclini ad altri sistemi caso per caso, partendo dalla cooperazione intergovernativa in campo internazionale e soprattutto a riconoscere di fatto la guida dell\u2019asse franco-tedesco Mitterrand Kohl.<br>\u00a0<br>Nel Trattato di Maastricht fu sancito l\u2019approccio adottato sei anni prima nell\u2019Atto Unico. Il ruolo operativo veniva affidato alle strutture di potere esistenti e non si mirava ad imperniare le istituzioni in via di formazione sui cittadini conviventi nei loro confini. Un primo esempio fu l\u2019introdurre il criterio della sussidiariet\u00e0 (in tutti i settori non di esclusiva competenza, la UE pu\u00f2 intervenire solo se gli Stati membri non sono in grado di conseguire meglio gli obbiettivi del settore), criterio che nella sostanza non usciva dall\u2019ambito di una struttura di istituzione pubblica senza comunque preoccuparsi di far intervenire i cittadini europei.<br>\u00a0<br>Un secondo esempio chiave fu l\u2019articolo D, in cui si stabiliva che \u201cIl Consiglio europeo d\u00e0 all&#8217;Unione l&#8217;impulso necessario al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti politici generali\u201d. Dunque l\u2019articolo D dava un ruolo residuale alla Commissione e al Parlamento. Il Consiglio Europeo doveva s\u00ec relazionare il Parlamento dopo le proprie riunioni, ma il Parlamento aveva un ruolo secondario, nonostante solo esso, stando nel filone elettivo, collegasse davvero l\u2019UE con i suoi cittadini.\u00a0\u00a0 Del resto, il legame con i cittadini non era stato seguito neppure con le deroghe verso i singoli stati, come nel caso della Repubblica d\u2019Irlanda, l\u2019accettare il permanere della legge che vietava l\u2019aborto.<br>\u00a0<br>Diversamente dai Trattati di Roma, insomma, la nuova prospettiva dell\u2019UE non era far maturare il rapporto tra i cittadini europei, bens\u00ec dare pi\u00f9 lustro al ruolo degli Stati nel senso tradizionale. In pratica si concep\u00ec l\u2019UE quale struttura di potere, non pi\u00f9 quale progetto civile innovativo, come fatto nel 1957. Analoga mentalit\u00e0 si applic\u00f2 agli organismi introdotti per la prima volta. La Banca Centrale Europea, la BCE, ed anche la Banca Europea per gli Investimenti, la BEI, erano descritte con cura fissando una serie di parametri cogenti, per\u00f2 si trascur\u00f2 pressoch\u00e9 del tutto l\u2019aspetto fiscalit\u00e0. Eppure il fisco \u00e8 un aspetto imprescindibile perch\u00e9 il settore economico e bancario funzionino nell\u2019ambito del corretto rapporto tra istituzione e cittadino.<br>\u00a0<br>Simili storture intrinseche ebbero da allora conseguenze concrete. L\u2019UE non ha soddisfatto gli intenti dichiarati dell\u2019asse franco tedesco, e, orba del messaggio innovativo sul piano civile, un po&#8217; alla volta si \u00e8 involuta, smarrendo l\u2019originario spirito liberale. All\u2019epoca era passata l\u2019idea che la caduta dei regimi autoritari verificatasi da poco, fosse stata la fine della storia. Perci\u00f2 il futuro avrebbe dovuto applicare le strutture istituzionali consolidate in Occidente che avevano vinto. Chi ragionava in tal modo si ostinava a non voler capire che non era questa la fisiologia vitale dell&#8217;Occidente. Essa si fondava sull\u2019applicare la dinamica liberale dell\u2019individuo, consistente nello sforzo di cercare ogni giorno come sciogliere i nodi di illibert\u00e0 di volta in volta esistenti al momento. Il Trattato di Maastricht non era costruito con tale obbiettivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4.16\u00a0 L\u2019Europa arriva al Trattato di Maastricht \u2013 a) fino \u00a0elezioni CEE 1989. In Svezia, a met\u00e0 settembre, si svolsero le prime elezioni dopo la morte di Palme. 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