{"id":13513,"date":"2026-07-22T08:14:00","date_gmt":"2026-07-22T06:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/?p=13513"},"modified":"2026-09-07T09:30:32","modified_gmt":"2026-09-07T07:30:32","slug":"13513","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/2026\/07\/22\/13513\/","title":{"rendered":"Cronologia del Liberalismo da  4.13 fino a 4.15  b)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4.13&nbsp; Il 1979, rilevanti cambiamenti fatti od avviati&nbsp; \u2013<\/strong> Fu un anno denso di avvenimenti internazionali, attesi e non, che lasciarono a lungo tracce profonde. &nbsp;Dal Capodanno, gli Stati Uniti riconobbero la Repubblica Popolare Cinese come solo rappresentante della Cina. Presero anche atto&nbsp; che la Cina riteneva l\u2019isola di Taiwan parte del proprio territorio, per\u00f2 non lo&nbsp; accettarono mai in modo esplicito. Anzi quattro mesi dopo vararono una legge di speciali rapporti con l\u2019isola, che continueranno fino ad oggi. &nbsp;<br>In Iran, due settimane dopo, a seguito delle proteste di piazza per la sua politica repressiva, lo Sci\u00e0 Reza Pahlavi and\u00f2 in Egitto ufficialmente per curarsi, senza far mai ritornare. Le conseguenti manifestazioni di giubilo (insieme alla scarsa lungimiranza dei paesi occidentali), aprirono la strada ad inizio febbraio per il ritorno da Parigi, dell\u2019ayatollah Khomeini. Si attiv\u00f2 un processo rivoluzionario che port\u00f2 in breve alla nascita della Repubblica Islamica, la quale da allora divenne progressivamente il fulcro del fondamentalismo religioso musulmano nel mondo. &nbsp;<br>In Portogallo , ove il governo Soares aveva avanzato nel marzo \u201977 la richiesta di entrare nella CEE, erano iniziate serrate trattative sull\u2019adesione, assistita anche da aiuti finanziari. Nel corso delle trattative, durante il \u201979, vennero accordati periodi di transizione a favore dell\u2019industria lusitana.<br>In vista delle prime elezioni europee fissate a giugno, in Italia, durante l\u2019inverno la novit\u00e0 di maggior rilievo fu la decisione del PRI, voluta con forza da La Malfa, di far parte del gruppo liberale al Parlamento Europeo. Fu una decisione molto sofferta della direzione PRI divisa a met\u00e0, e non digerita fino in fondo nella base tradizionale&nbsp; anche negli anni successivi .<br>In Gran Bretagna, proseguiva il Governo Callaghan, laburista di minoranza con l\u2019appoggio esterno del Liberal Party. In quei mesi, il Governo era alle prese con forti malcontenti sindacali e fitti scioperi, che lo indussero a convocare ai primi di&nbsp; maggio le elezioni anticipandole di qualche mese.<br>A fine gennaio, in Italia, il Congresso del PLI conferm\u00f2 Zanone a larga maggioranza (il 70%) e costitu\u00ec la nuova minoranza, Autonomia Liberale, capeggiata da Costa e comprendente buon parte della vecchia Libert\u00e0 Nuova.&nbsp; Non Malagodi, che si sganci\u00f2 e &nbsp;si mantenne al di sopra delle parti (comprovando che, a parte alcuni errori di cui era stato personalmente responsabile, &nbsp;era rimasto prigioniero dei molti colleghi di corrente pi\u00f9 conservatori del consentito ai liberali). Venne anche modificato lo Statuto che pass\u00f2 al proporzionale con soglia. L\u2019on. Bozzi divenne il nuovo Presidente, mentre fecero parte della Segreteria, Biondi , Altissimo e il Segretario della GLI Patuelli, forte di notevoli successi elettorali nelle scuole e nelle Universit\u00e0. &nbsp;La linea di Zanone fu chiedere \u201cuna maggioranza di forze democratiche europee, socialisti, liberali, cristiani, per una formula nuova di correzione delle egemonie DC e PCI\u201d .<br>Nella CEE &nbsp;il sistema dei prezzi condivisi nella comune politica agricola, era stato sempre pi\u00f9 compromesso dai disordine introdotti dalla crisi del petrolio. Al fine di riportare ad un equilibrio , a fine autunno \u201978 si era adottato un rimedio, il Sistema Monetario Europeo (in Italia il Parlamento vot\u00f2 &nbsp;a favore, con il S\u00ec di &nbsp;DC, PSDI, PRI, PLI ,&nbsp; astenuto PSI, contro il PCI che vedeva allontanarsi la logica dell\u2019eurocomunismo e con essa del considerare essenziale il ruolo dei comunisti). &nbsp;Il rimedio SME divenne operativo dal &nbsp;il 13 marzo del \u201979. Lo SME. Si fondava&nbsp; su &nbsp;tassi di cambio che mantenevano entro un intervallo ristretto le oscillazioni delle valute. A tal fine adottava &nbsp;l&#8217;ECU (una&nbsp; unit\u00e0 di conto virtuale fatta dalle monete dei paesi membri) di bande di oscillazione del 2,25%, &nbsp;in pi\u00f9 o in meno (o del 6% nel caso della lira). Lo SME porter\u00e0 a frequenti riallineamenti&nbsp; valutari ma funzion\u00f2 per anni.<br>Intanto, il 1\u00b0 marzo del&nbsp; \u201979 si tennero le elezioni generali in Spagna \u2013 le prime con la nuova Costituzione \u2013 in cui venne confermata la maggioranza relativa del Governo Suarez con la sua Unione di Centro Democratico, UCD. Prosegu\u00ec il Governo di minoranza, con i socialisti all\u2019opposizione, e un periodo di stabilizzazione della democrazia spagnola.<br>Il 26 marzo 1979 si verific\u00f2 l\u2019evento della firma del Trattato di Pace tra Egitto ed Israele, sottoscritto &nbsp;da Anwar Sadat &nbsp;e &nbsp;da Menachem Begin. A parte l\u2019immediato scambio previsto nel Trattato \u2013 &nbsp;riconoscimento reciproco e&nbsp; restituzione del Sinai all\u2019Egitto \u2013 , fu un passo storico &nbsp;con l\u2019ingresso&nbsp; degli strumenti di ragionevole realismo della libert\u00e0 nella contrapposizione tra mondo ebraico e quello musulmano segnata dal fanatismo dell\u2019integralismo religioso del secondo. Purtroppo, anche se era ovvio prevederlo,&nbsp; i problemi risolti furono molti ma non bastarono a battere il revanscismo integralista, che imperterrito prosegu\u00ec con i suoi metodi violenti nelle idee e nella fisicit\u00e0.<br>All\u2019alba del 28 marzo, in Pennsylvania, la centrale nucleare di Three Mile Island ebbe un guasto banale e rilasci\u00f2 gas radioattivi. &nbsp;Al momento non vi furono conseguenze tragiche ma sorsero, a cominciare dagli Stati Uniti e via via nel mondo, numerosissimi movimenti di protesta contro l\u2019uso della tecnologia nucleare in campo civile, che in pratica ne bloccarono lo sviluppo per decenni. In particolare, in Svezia, l\u2019evento indurr\u00e0 il Governo monocolore a convocare per l\u2019anno successivo un referendum consultivo che desse indicazioni in merito a tre opzioni. Cessare l\u2019espansione nucleare restando con massimo una dozzina di reattori fino al termine del loro ciclo economico; smantellare con gradualit\u00e0 gli impianti trasferendone la propriet\u00e0 alla parte pubblica; abbandonare il nucleare entro dieci anni.<br>La crisi in Italia del Governo Andreotti IV si protrasse per circa due mesi e fin\u00ec con il reincarico ad Andreotti, che form\u00f2 il suo quinto governo&nbsp; in coalizione solo con PRI e PSDI. Tuttavia,&nbsp; a fine marzo in Senato, Andreotti non ottenne la fiducia per un voto. Il Presidente Pertini sciolse le Camere ed indisse le elezioni a giugno.<br>I primi di aprile, in Belgio, dopo le elezioni tenutesi nel dicembre precedente, si insedi\u00f2 il nuovo governo presieduto da Wilfried Martens, Popolare Cristiano fiammingo, sostenuto da un&#8217;ampia coalizione tra Cristiano-Sociali e Socialisti , che si impegn\u00f2 a realizzare le riforme istituzionali rese indispensabili per fronteggiare le divisioni tra fiamminghi e valloni.<br>Poco pi\u00f9 di un mese dopo, all\u2019inizio di maggio, nelle urne inglesi ci fu un\u2019alta affluenza, di cui beneficiarono quasi del tutto i&nbsp; Conservatori, i quali guadagnarono intorno a tre milioni di voti e la maggioranza assoluta dei seggi. I Laburisti di Callaghan persero in percentuale e in seggi mentre il Liberal Party ebbe due eletti in meno. Divenne Premier&nbsp; il Capo dei Conservatori, Margaret Thatcher. Fu la prima donna Premier. L\u2019avvento della Thatcher avvi\u00f2 in campo economico una robusta svolta&nbsp; verso il libero mercato, per\u00f2 non supportata da norme civili pi\u00f9 aperte nella convivenza.<br>Negli stessi giorni, in Austria le elezioni furono vinte dal Cancelliere Socialista Bruno Kreisky in carica da nove anni che ottenne un po&#8217; pi\u00f9 della maggioranza assoluta in un quadro di alta affluenza alle urne. Detto in modo sintetico, la linea del Governo era quella della neutralit\u00e0 in politica estera e in quella interna dell\u2019espansione dello stato sociale, resa possibile da una situazione economica assai solida e da una piena occupazione .<br>A fine maggio \u201979 venne firmata l\u2019adesione alla CEE della Grecia, che divenne il decimo paese membro. Un\u2019adesione fortemente voluta dal Governo Karamanlis , con l\u2019opposizione di quasi tutti i&nbsp; Socialisti e i Comunisti, per giungere ad irrobustire la stabilit\u00e0 e la crescita. Venne previsto un quinquennio di transizione verso la totale integrazione.<br>Sempre a fine maggio, terminarono in Canad\u00e0 i 18 anni di governo del liberale Pierre Trudeau. Di fatti il Partito Liberale arriv\u00f2 largamente primo nel voto popolare, ma fu sconfitto negli eletti dai Conservatori, 136 contro 114. Il nuovo Governo dei Conservatori non aveva per\u00f2 la maggioranza in Parlamento (c\u2019erano anche 26 del Nuovo Partito Democratico). E fin dai primi giorni se ne colse la fragilit\u00e0-<br>In Italia, mentre&nbsp; proseguivano i disordini e le violenze, si arriv\u00f2&nbsp; alle elezioni anticipate i primi di giugno. Nel PLI si verific\u00f2 una mossa improvvisa del Segretario, del tutto solitaria (tutti i maggiori esponenti del vertice PLI si dissero contrari) e foriera di significative conseguenze politiche nel quindicennio successivo. Decise di candidare a Milano Egidio Sterpa. Una candidatura su cui vale la pena di soffermarsi. Sterpa, un giornalista ultraconservatore, all\u2019inizio dei \u201850 membro della Legione Nera, arrestato nel \u201951 con Rauti, era stato a lungo esponente DC a Milano che non lo candid\u00f2 per due volte nonostante lo avesse gi\u00e0 deciso la Direzione provinciale. Appena entrato nella lista PLI, Sterpa dichiar\u00f2 : \u201cMi ero inserito nelle liste DC allo scopo di condurre dall\u2019interno da indipendente, una azione di opposizione ad ogni compromesso\u201d. Per lui, dunque, il \u201ccompromesso\u201d era la presenza del PCI nell\u2019area di governo, mentre il problema politico DC era talmente irrilevante da tentare di intrupparsi sotto le sue bandiere. Giudizio opposto alla costante linea del PLI: il compromesso era un \u201cpasso a due\u201d , le soluzioni liberali erano alternative a quelle comuniste, ma la DC era la prima responsabile della crisi italiana. Nel complesso, candidare Sterpa assai preoccupante sotto il profilo di una prospettiva del PLI di una politica aperta non basata sull\u2019anticomunismo.<br>Alle urne &nbsp;ci fu un lieve calo della DC, un notevole arretramento del PCI (meno 4% e meno 27 deputati alla Camera), lievi aumenti del PSI , del PSDI e del PRI e uno consistente del Partito Radicale. Il PLI riprese quota, riportando il 1,9% (nove deputati e due senatori) tendenza che sar\u00e0 quasi raddoppiata la settimana seguente alle prime elezioni europee , il 3,6% e tre parlamentari. La settimana dopo, il 10 giugno, si svolsero le elezioni per il Parlamento della CEE con un\u2019affluenza di quasi i due terzi.&nbsp;Primo partito risult\u00f2 quello Socialista (il 27,5% con 113 eletti) , seguito dal Partito Popolare ( poco oltre il 26 % con 107 eletti), dai Conservatori (15% e 63 eletti), dai Comunisti (il 10,7 e 44 eletti), dai Liberali (9,7% e 40 eletti) ed altri piccoli gruppi.<br>A met\u00e0 luglio, il Parlamento CEE elesse Presidente alla seconda votazione con tre voti oltre la met\u00e0 dei votanti la liberale francese Simone Veil , sopravvissuta dei campi nazisti, sostenuta, oltre che dai liberali, dai popolari e dai conservatori. Nel discorso di investitura, la Veil ricord\u00f2 che l\u2019Europa aveva di fronte tre sfide fondamentali. La fragile pace che era la risorsa pi\u00f9 importante. La libert\u00e0 di cui gode l\u2019Europa circondata da regimi in cui prevale la forza bruta e di cui l\u2019Europa aiuter\u00e0 il rafforzamento poich\u00e9 \u201cla libert\u00e0 \u00e8 un valore troppo spesso non colto finch\u00e9 non \u00e8 perduta\u201d. E infine, la grande sfida della prosperit\u00e0, che vede i livelli di vita sconvolti da ampie crisi quali la crisi petrolifera.<br>Qualche tempo dopo, in Italia, venne varato un nuovo Governo (da cui venne escluso il PCI) presieduto da Cossiga, DC,&nbsp; con i voti della DC, del PSDI e del PLI ma con l\u2019astensione del PSI e del PRI, dunque con il sostegno del pentapartito. Il PLI ebbe due Ministri, Valitutti all\u2019Istruzione ed Altissimo alla Sanit\u00e0.<br>In Svezia, a met\u00e0 settembre, vi furono le politiche. Di nuovo vinse il terzetto del Partito Moderato, del Partito di Centro e dei Liberali, che ottennero un\u2019incollatura pi\u00f9 della met\u00e0 degli eletti (forte aumento dei Moderati, ancor pi\u00f9 forte regresso del Centro e meno uno dei PopolarLiberali) rispetto ai Socialdemocratici e dell\u2019altro Partito della Sinistra (che guadagnarono rispettivamente due e tre seggi). Torn\u00f2 primo Ministro il centrista Thorbjorn Falldin, mentre i Liberali ebbero il Vice, che era anche agli Esteri, il Bilancio, l\u2019Istruzione, il Lavoro, la Casa.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Nell&#8217;ottobre 1979, va segnalato che in Germania alle elezioni regionali di Brema, una lista ambientalista Verde ottenne un seggio. Fu la premessa della nascita del Partito dei Verdi l&#8217;anno successivo.<br>Ad inizio novembre, si verific\u00f2 a Teheran un evento che al passar dei mesi produsse conseguenze decisive innanzitutto nella politica USA. Di fatti, studenti&nbsp; islamici assaltarono l\u2019ambasciata americana e presero in ostaggio oltre cinquanta diplomatici e molti cittadini americani.&nbsp; Emerse ben presto l\u2019impaccio del Presidente Carter nel costruire una risposta credibile ed efficace da parte degli Stati Uniti. Del resto non fu un impaccio esclusivamente americano. In generale, su questo tema inizi\u00f2 a manifestarsi il gravissimo errore compiuto dalla politica Occidentale, quando, fin da nove mesi prima, aveva equivocato nel profondo circa le conseguenze della caduta dello Sci\u00e0. Aveva giudicato in termini positivi il ricupero di una maggiore autonomia della societ\u00e0 civile iraniana , senza riflettere abbastanza che un simile recupero non avveniva all\u2019insegna di una crescita in quel paese dei meccanismi della libert\u00e0, bens\u00ec di una crescita tumultuosa del peso della cultura fondamentalista religiosa in netto contrasto con l\u2019essenza della libert\u00e0 civile e con i suoi insegnamenti. Al passar del tempo tale errore si rivel\u00f2 sempre pi\u00f9 pericoloso. Aument\u00f2 nel mondo intero la minaccia del fondamentalismo religioso con le sue pretese fanatiche contro i diversi.<br>A dicembre 1979 , la Nato , spinta dal Cancelliere tedesco \u2013 in risposta al dispiegamento due anni prima dei missili balistici SS-20 da parte dell\u2019URSS che potevano raggiungere tutte le pi\u00f9 grandi citt\u00e0 d&#8217;Europa \u2013, &nbsp;decise&nbsp; di dispiegare &nbsp;gli euromissili in alcuni stati dell&#8217;Europa occidentale e al tempo stesso di avviare negoziati sul controllo degli armamenti tra Stati Uniti e URSS, Gli euromissili entrarono materialmente in funzione quattro anni dopo.<br>In Canad\u00e0, a soli sei mesi dall&#8217;entrata in carica, il Governo Conservatore venne sfiduciato a met\u00e0 dicembre \u201979 in un voto sul &nbsp;bilancio che prevedeva un forte aumento delle tasse sulla benzina. Di conseguenza, vennero convocate nuove elezioni nel tardo inverno dell\u2019anno dopo .<br>Negli ultimi giorni dell\u2019anno, in Asia l\u2019URSS invase l\u2019Afghanistan per sostenere il Partito comunista locale &nbsp;minacciato dalla guerriglia dei Mujaheddin sostenuta dagli americani e dalla &nbsp;montante influenza in Iran dei cambiamenti favorevoli all\u2019Islam. Tuttavia, in pochi mesi, l\u2019invasione si rivel\u00f2 una mossa azzardata.&nbsp;<br>&nbsp;<br><strong>4.14&nbsp; &nbsp;I&nbsp; paesi Occidentali del Pacifico. <\/strong>Una Cronologia essenziale &nbsp;del Liberalismo non pu\u00f2 non comprendere anche le vicende dell\u2019area del Pacifico, che include l\u2019Australia, la Nuova Zelanda, Papua e le altre numerosissime isole (qualcosa come trentamila), nel complesso&nbsp; denominata Oceania. Sono territori facenti parte, a pieno titolo. dell\u2019atmosfera liberale dell\u2019Occidente<br><strong>4.14&nbsp; a) Fino al XIX Secolo &#8211;<\/strong> La storia dell\u2019Oceania inizi\u00f2 nel \u2018600 con gli sbarchi di navigatori olandesi prima in Australia e successivamente in Nuova Zelanda. &nbsp;Solo nella seconda parte del secolo successivo, &nbsp;le esplorazioni dell\u2019inglese Cook fecero capire che l\u2019Oceania non era , come &nbsp;si pensava all\u2019epoca, un grande continente unico e iniziarono a stabilire&nbsp; un legame formale con il mondo europeo. Prima &nbsp;nel 1769 e nel 1770 , Cook entr\u00f2 in contatto con la Nuova Zelanda e con la costa orientale dell\u2019Australia, mettendola subito sotto il possesso della Corona Britannica. Otto anni dopo, una flotta inglese sbarc\u00f2 nella Baia di Sidney e fond\u00f2 una prima colonia penale. Si comprese che si trattava di un. vero Continente (con una superfice pari ai tre quarti di quella dell\u2019Europa) e venne avviata la sottomissione delle popolazioni aborigene.<br>Durante il secolo successivo, la Gran Bretagna \u2013 che insieme al controllo degli Stati Uniti aveva perso i territori dove far scontare le pene dei suoi rigidi tribunali \u2013 scelse l\u2019Australia quale territorio di prigionia (perch\u00e9 la popolazione indigena era in stato&nbsp; di plurisecolare arretratezza e dunque non in&nbsp; grado di organizzare una resistenza) e ne complet\u00f2 l\u2019occupazione dividendola in una decina di grandi colonie penali (attorno ad una centrale), nelle quali deportava gran parte di coloro che violavano la legge. &nbsp;Sia le condizioni della lunghissima traversata dall\u2019Inghilterra che quelle delle colonie penali , erano davvero ai limiti della sopravvivenza, tanto che tra i condannati erano altissime le percentuali delle vittime. Chi sopravviveva veniva per lo pi\u00f9 fatto lavorare per i coloni liberi e, anche restando nella colonia penale, quasi sempre messo in libert\u00e0 vigilata. Nel complesso in tempi abbastanza contenuti i condannati godevano di una certa libert\u00e0 prima del fine pena e poi divenivano liberi, per\u00f2, nella maggior parte dei casi, non potevano rientrare in &nbsp;Inghilterra.<br>In Nuova Zelanda , composta da due isole ad est dell\u2019Australia e da alcune altre minori \u2013 nell\u2019insieme &nbsp;aventi una superfice &nbsp;simile a quella dell\u2019Italia \u2013 non c\u2019erano colonie penali. Per\u00f2 esisteva una popolazione di indigeni guerrieri, i Maori. &nbsp;con i quali \u2013 nel periodo successivo al 1840 quando venne firmato un&nbsp; un Trattato e la Corono&nbsp; Inglese divenne&nbsp; formalmente sovrana &nbsp;\u2013 furono combattute varie guerre prima della pacificazione. &nbsp;Dal 1865 si insedi\u00f2 il Parlamento della Nuova Zelanda, che espresse presto politiche aperte, arrivando poi nel 1893 ad essere il primo al mondo a riconoscere il voto alle donne&nbsp; A nord dell\u2019Australia, , l\u2019isola di Papua Nuova Guinea, grande circa tre volte l\u2019Italia, era stata inizialmente colonizzata dagli olandesi e in seguito suddivisa in due, con la parte occidentale restata agli olandesi e quella orientale spartita tra gli Inglesi e i tedeschi. Le rimanenti isole dell\u2019Oceania, decine di migliaia, raggruppabili in tre grandi zone, Melanesia, Micronesia e Polinesia, &nbsp;nell\u2019insieme erano grandi poco meno dell\u2019Italia.<br>Le tipologie istituzionali degli Stati inclusi nell\u2019Oceania, erano diverse tra loro, ma rientravano tutte nell\u2019area politica culturale dell\u2019Occidente,&nbsp; seppure appartenenti a diversi paesi, quelli citati fino a qui e quelli nell\u2019area della Francia (in particolare la Polinesia francese comprendente Tahiti e Bora Bora, nonch\u00e9 la Nuova Caledonia) e degli Stati Uniti (tipo le Hawaii , che nel secondo novecento &nbsp;finiranno per divenire uno Stato USA, Guam e una serie di altre isole pi\u00f9 o meno note).<br><strong>4.14&nbsp; b) Prima met\u00e0 del XX Secolo &#8211; <\/strong>Il 1901 port\u00f2 importanti&nbsp; novit\u00e0 nelle isole del Pacifico. A cominciare dalla legge votata &nbsp;dal Parlamento britannico il luglio precedente, in base alla quale &nbsp;le colonie &nbsp;penali dell\u2019Australia si federarono entrando a far parte del Commonwealth, conservando robusti legami con la Gran Bretagna (il vertice rimase la Corona di Londra, la quale nominava un. Governatore Generale come suo rappresentante nel sistema parlamentare australiano) , ed avviando un progressivo processo di autonomia, che sei anni dopo port\u00f2 l\u2019Australia ad ottenere il ruolo di Dominion.<br>Nella primavera seguente, le elezioni dettero la&nbsp; maggioranza relativa ai Protezionisti che governarono con l\u2019appoggio dei Laburisti Nel dicembre dello stesso 1901 era entrata in vigore l\u2019Immigration Restriction Act che, estendendo le leggi preesistenti nelle colonie penali,&nbsp; consent\u00ec ai britannici di migrare in Australia&nbsp; ma limit\u00f2 tutte le altre migrazioni a partire da quelle asiatiche (fu adoperato un difficilissimo test linguistico di ingresso). In pratica venne stabilito che dovevano esserci dieci immigrati britannici per ogni immigrato non britannico. Insomma&nbsp; l\u2019Australia promuoveva uguali diritti e opportunit\u00e0 per ogni cittadino, ma applicava il principio solo ai cittadini ritenuti &nbsp;desiderabili . Questa linea rimase salda per lunghissimo tempo. &nbsp;<br>&nbsp;Nel decennio successivo, non essendoci una maggioranza parlamentare certa, vi furono vari governi dei Protezionisti (con l\u2019appoggio dei laburisti), poi dei Laburisti , poi del Libero Commercio. In seguito , vi fu un accordo antilaburista dei Conservatori e del Libero Commercio (liberali). All\u2019inizio degli anni \u201910, i Laburisti ottennero la maggioranza&nbsp; e formarono il primo governo da soli, ma si spaccarono all\u2019inizio della Prima Guerra Mondiale (sulla coscrizione obbligatoria) e i loro espulsi governarono per cinque anni con una maggioranza nazionalista. I Nazionalisti poi &nbsp;&nbsp;governarono insieme ai Rurali fino al termine &nbsp;degli anni \u201920 quando si affermarono i Laburisti. Il loro governo super\u00f2 appena i 24 mesi perch\u00e9 sconfitto alle elezioni&nbsp; a fine del \u2018931 dal neo costituito&nbsp; Partito dell\u2019Australia Unita formato dai Nazionalisti e dai laburisti fuoriusciti&nbsp; a causa soprattutto del massimalismo in economia . In quell\u2019anno anche l\u2019Australia, come tutti i Dominions inglesi, acquis\u00ec la piena libert\u00e0 di legiferare a prescindere dalle leggi inglesi.&nbsp; Il Partito Australia Unita govern\u00f2 durante tutto il decennio &nbsp;(anche con l\u2019appoggio del Country Party) riportando il paese alla stabilit\u00e0 mediante la riduzione della spesa pubblica. Una politica che&nbsp; un poco alla volta funzion\u00f2 e venne confermata anche dai governi seguenti a cavallo del 1940. Con la dichiarazione di guerra della Gran Bretagna alla Germania, all\u2019inizio settembre del \u2019939,&nbsp; l\u2019Australia si affianc\u00f2 agli inglesi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019autunno del 1941, si ruppe la ridotta maggioranza in appoggio alla coalizione guidata&nbsp; dall\u2019Australia Unita e tornarono al governo i Laburisti con il loro leader Curtin. I primi di dicembre il Giappone attacc\u00f2 Pearl Harbor allargando la guerra al Pacifico. L\u2019Australia entr\u00f2 in guerra contro il Giappone e divenne un alleato strategico degli Stati Uniti, affidando ad un loro generale il comando dell\u2019esercito australiano nel Pacifico e richiamando in patria i soldati impegnati su fronti esteri (anche perch\u00e9 il Giappone effettu\u00f2 attacchi diretti in Australia, sotto forma di bombardamenti). Durante gli anni del conflitto, Curtin risult\u00f2 un efficace uomo di governo , fin quando nel luglio del 1945, alla vigilia della sua conclusione, rimase vittima dei suoi preesistenti disturbi cardiaci.<br>Il Governo dei Laburisti prosegu\u00ec (avevano vinto le elezioni&nbsp; due anni prima) ma nel frattempo, nel 1944, &nbsp;Robert Menzies&nbsp; che era stato Primo Ministro con Australia Unita tra la primavera del \u201939 e l\u2019estate del \u201941 \u2013 aveva ricostituito il Partito Liberale che si era ridotto ai minimi termini. Peraltro la nuova &nbsp;formazione politica venne sconfitta alle elezioni di fine \u2018946 e i Laburisti mantennero il Governo. Tuttavia, ben presto emersero le loro effettive intenzioni politiche, a cominciare dalla nazionalizzazione delle banche private &nbsp;Cos\u00ec il dibattito politico fin\u00ec per&nbsp; concentrarsi&nbsp; sulla volont\u00e0 del Governo di controllare l\u2019economia (che si manifestava nel voler mantenere le restrizioni seguenti al periodo bellico) e sempre pi\u00f9 \u2013 specie alla luce della situazione internazionale \u2013 sul come combattere il comunismo in forme pi\u00f9 morbide.<br>Nel medesimo cinquantennio, in Nuova Zelanda i Governi, fino&nbsp; a met\u00e0 degli anni \u201930 , furono dominati per lo pi\u00f9 dal Reform Party e dal Liberal Party (nel 1925 allargatosi all\u2019Union Party), moderati ben visti dagli agricoltori mentre successivamente , dopo il &nbsp;propalarsi della Grande Depressione, videro l\u2019avvento del Partito Laburista. &nbsp;L\u2019azione dei Governi moderati fu caratterizzata&nbsp; dal privatizzare le terre, dallo sviluppare le infrastrutture specie quelle su ferro e quelle dell\u2019energia idroelettrica . Per fronteggiare&nbsp; la Depressione, i moderati scelsero la via dell\u2019austerit\u00e0&nbsp; contenendo&nbsp; il peso salariale&nbsp; e questo alien\u00f2 l\u2019appoggio dei lavoratori portando alla sconfitta alle elezioni a fine anno 1935. La vittoria dei Laburisti fu netta, con oltre il 60% dei seggi. &nbsp;Si form\u00f2 il primo Governo Laburista di Savage che avvi\u00f2 una politica pubblica interventista per fronteggiare la Grande Depressione. &nbsp;Venne&nbsp; varato un robusto programma &nbsp;di edilizia popolare , furono fissati prezzi minimi per&nbsp; i prodotti agricoli,&nbsp; sottoposto a controllo pubblico il settore caseario,&nbsp; ridotta a 40 ore la settimana lavorativa, stabilita obbligatoria l\u2019iscrizione dei lavoratori &nbsp;ai sindacati, resa un ente statale la Reserve Bank dando allo Stato il controllo diretto della politica monetaria. Nello stesso &nbsp;periodo, vi fu l\u2019unificazione dei due partiti moderati Union e Reform nel New Zealand &nbsp;&nbsp;&nbsp;National Party, &nbsp;unificazione che trasform\u00f2 il sistema politico in bipartitico. Negli anni successivi, mentre prendeva corpo il suo stato sociale, la Nuova Zelanda affianc\u00f2 la Gran Bretagna nell\u2019entrare nella Seconda Guerra Mondiale.<br>Nel luglio 1940, all\u2019improvviso mor\u00ec il Premier Savage e venne sostituito da Peter Fraser , che continu\u00f2 nella politica interventista e nell\u2019impegno bellico, Alla fine del 1943 i Laburisti arretrarono ma conservarono la maggioranza degli eletti rispetto al&nbsp; National Party , pur in netta crescita. Negli anni seguenti, il Governo Fraser mantenne le alleanze con Gran Bretagna e Stati Uniti (giungendo peraltro ad una piena indipendenza nell\u2019ambito del Commonwealth)&nbsp; prendendo parte alla nascita delle Nazioni Unite. Sul piano interno, &nbsp;allarg\u00f2 lo Stato Sociale mediante l\u2019Universal Family Benefit&nbsp; , var\u00f2 l\u2019Atto per il Progresso Maori , il salario minimo garantito . Peraltro, con il passar del tempo, il razionamento e i diffusi controlli statali spinsero sempre pi\u00f9&nbsp; al declino del consenso.<br>Negli anni \u201940, le vicende dell\u2019Isola di Papua \u2013 sia nella parte orientale in mano australiana che in quella occidentale in mano olandese \u2013 furono caratterizzate dalla cruente e lunga occupazione da parte dei giapponesi . Soprattutto la parte australiana divenne teatro&nbsp; di importanti e famosi scontri bellici nel quadro della Seconda Guerra mondiale nel Pacifico. Dopo i primi anni dalla conclusione del &nbsp;conflitto, la Papua australiana \u2013 parzialmente tutelata dalle Nazioni Unite arriv\u00f2 all\u2019unificazione amministrativa definitiva nel 1949. La parte olandese fin\u00ec, durante il medesimo periodo, per essere percorsa dalle dispute di possesso tra gli Olandesi e la neonata Repubblica di Indonesia.<br>Eccetto per quasi tutte le Isole maggiori,&nbsp; gran parte dell&#8217;Oceania venne rapidamente occupata dalle truppe giapponesi (oltre &nbsp;la Micronesia gi\u00e0 amministrata dal 1919 su mandato della Societ\u00e0 delle Nazioni). Altrettanto sollecita fu per\u00f2 la controffensiva &nbsp;degli Stati Uniti (soprattutto) e dell\u2019Australia. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale in specie gli USA conservarono una forte presenza militare. In ogni caso, i grandi mutamenti indotti dalle operazioni&nbsp; di guerra, promossero&nbsp; il crescere della coscienza politica tra le popolazioni locali, che avvi\u00f2 il processo di&nbsp; decolonizzazione iniziato un ventennio dopo. &nbsp;<br><strong>4.14&nbsp; c) Seconda met\u00e0 XX Secolo, fino al termine anni \u2018970 &#8211;&nbsp; <\/strong>Nel 1949 le due elezioni in Australia e in Nuova Zelanda dettero entrambe risultati di fondamentale svolta politica&nbsp;&nbsp; con la sconfitta dei Laburisti in ambedue i paesi. &nbsp;&nbsp;<br>In Australia vinse il Liberal Party di Robert Menzies dando inizio al Governo di coalizione&nbsp; con il Country Party presieduto dallo stesso Menzies. &nbsp;Questo Governo invert\u00ec la&nbsp; precedente linea socialista di centralismo statale (tipo la nazionalizzazione delle Banche nel 1947, pur dichiarata incostituzionale l\u2019anno successivo dall\u2019Alta Corte)&nbsp;&nbsp; focalizzandosi &nbsp;sulla libera impresa, sulla libert\u00e0 individuale. Quindi promosse una politica di ampia immigrazione (che&nbsp; negli anni and\u00f2 oltre i due milioni di individui, principalmente dall\u2019Europa), di aiuto all\u2019accesso all\u2019istruzione superiore, di ampliamento degli studi universitari (raddoppiando negli anni il numero degli Atenei) e di una decisa azione anticomunista coerente con la collocazione internazionale. Che sar\u00e0 sempre quella dell\u2019alleanza stabile, pure militare, con la Gran Bretagna&nbsp; e con gli USA , tendente nel tempo ad orientarsi in specie su questi ultimi (l\u2019Australia prese parte alle guerre di Cora e in Vietnam). Vennero al contempo introdotte agevolazioni mediche ed ospedaliere nonch\u00e9 sussidi familiari. Non furono mai &nbsp;trascurati gli accordi commerciali con il Giappone. Nel 1962 fu deciso il diritto di voto federale alle etnie indigene. Robert Menzies vinse di fila ben sette elezioni. Nel gennaio del 1966 , non intendendo ripresentarsi alle elezioni di fine anno perch\u00e9 affaticato e settantaduenne, Menzies si dimise e il Partito Liberale scelse quale successore il collega e tesoriere federale Holt, che prosegu\u00ec con la medesima coalizione Liberali \u2013 Country&nbsp; e ancora una volta vinse a mani basse al voto del dicembre.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Tornando al 1949 , anche in Nuova Zelanda alle elezioni vennero sconfitti i Laburisti&nbsp; e per la prima volta prevalse &nbsp;(di circa sei punti) il Partito Nazionale moderato &nbsp;guidato da Sidney Holland. L\u2019indirizzo politico fu opposto a quello laburista, pur senza smantellare la struttura istituzionale di&nbsp; sostegno alle famiglie da loro introdotta. Di fatti, il Governo Holland &nbsp;adott\u00f2 il criterio dell\u2019iniziativa privata, della libert\u00e0 individuale ed in genere dell\u2019affidare ai privati la produzione, la&nbsp; distribuzione e gli scambi, ponendo fine alla crescita della burocrazia pubblica.<br>Insieme, il Governo abol\u00ec la Camera Alta e fece della Nuova Zelanda un sistema monocamerale. Nel 1951, sostenne una controversia molto forte sui porti costellata di scioperi , che fu l\u2019origine di elezioni anticipate da cui il Governo&nbsp; usc\u00ec con pi\u00f9 eletti. La Nuova Zelanda fece parte fin dall\u2019inizio delle forze ONU nella Guerra di Corea. Nel periodo le condizioni economiche del paese continuarono a migliorare e alle elezioni successive nel 1954 la coalizione maggioritaria venne confermata anche se ottenendo meno voti e seggi (un 10% fu preso dal Social Credit, un nuovo partito che non ebbe eletti). Il Governo Holland prosegu\u00ec nella sua linea , dinamica all\u2019interno&nbsp; ed anche di consolidamento delle alleanze con i paesi dell\u2019occidente. Soprattutto con la Gran Bretagna, al cui fianco rest\u00f2 durante la crisi di Suez. Proprio durante quei giorni, Holland ebbe in ufficio dei gravi problemi circolatori , che non affront\u00f2 subito scegliendo di restare al lavoro. Non si riprese mai del tutto&nbsp; dai disturbi e nell\u2019estate 1957, si dimise poco prima delle elezioni, sostituito da Keith Holyoake.<br>La sostituzione forzata e dalle incerte conseguenze, si congiunse alle mirabolanti promesse elettorali dei laburisti, imperniate su uno sconto fisso da praticare sulle imposte, determinando il loro prevalere di un soffio per soli 2 seggi, con il leader Nash. Peraltro il Governo Nash , che puntava a riprendere una politica di agevolazioni sociali, si trov\u00f2 a dover fronteggiare il&nbsp; crollo dei prezzi nelle esportazioni dei prodotti agricoli che provoc\u00f2 il fortissimo ridursi delle riserve. Di conseguenza il Governo introdusse elevate imposte su diversi beni di uso comune. Al tempo stesso, il Governo, pur volendo conservare l\u2019alleanza, si oppose ai test nucleari francesi nel Pacifico. Tutti questi fattori minarono la popolarit\u00e0 dei Laburisti, che vennero sconfitti alle successive elezioni in modo netto.<br>I moderati del Partito Nazionale di Keith Holyoake ottennero quasi il 58% dei suffragi e ripresero&nbsp; la loro politica riportando negli anni successivi un notevole successo economico, riuscendo a modernizzare le istituzioni, a contenere lo statalismo, ad avviare il sostegno pubblico ai cittadini Maori e ad introdurre (primo stato al di fuori della penisola scandinava) la figura del Difensore Civico. Il Governo dei moderati venne confermato &nbsp;nelle &nbsp;due successive elezioni e mantenne, nonostante la contrariet\u00e0 dei Laburisti, le truppe neozelandesi in Vietnam a fianco degli Stati Uniti.<br>Nell&#8217;isola di Papua, nel medesimo periodo degli anni cinquanta fino al 1966, la situazione politica svilupp\u00f2 i caratteri preesistenti. Nella Papua Occidentale gli olandesi mantennero il controllo fino al 1961 anche se arrivando allo scontro armato con la Repubblica dell\u2019Indonesia. Nel 1962 , con la mediazione USA, &nbsp;venne trovato l\u2019accordo per il passaggio a una temporanea amministrazione dell\u2019ONU prodromica all\u2019ingresso amministrativo &nbsp;dell\u2019Indonesia nella primavera &nbsp;del 1963.&nbsp; Nella Papua Orientale , l&#8217;amministrazione fiduciaria dell&#8217;Australia unific\u00f2 la gestione delle due zone territoriali, il Territorio di Papua e Nuova Guinea, e al tempo stesso avvi\u00f2 una cauta apertura politica , iniziando anche a porre le basi per arrivare in seguito agli organi rappresentativi locali.<br>Tra i primi anni &#8217;50 e la met\u00e0 degli anni &#8217;60, le altre isole dell&#8217;Oceania, pi\u00f9 piccole ma numerosissime, vissero una fase di transizione dal dominio coloniale a forme di autogoverno, fase che si svolse procedendo con modalit\u00e0 istituzionali sotto il sostanziale controllo di USA, Gran Bretagna e Francia, assistite dalle due grandi realt\u00e0 dell\u2019Oceania, l\u2019Australia e la Nuova Zelanda.&nbsp; In specie la Micronesia e le Isole Marshall vennero utilizzate quale luogo per sperimentare le armi nucleari. Il punto di svolta effettivo avvenne nel 1960 quando l\u2019ONU vot\u00f2 la Dichiarazione sulla concessione dell&#8217;indipendenza ai Paesi e ai popoli coloniali, che in tempi abbastanza solleciti venne seguita nelle dipendenza nel Pacifico da tutti eccetto la Francia&nbsp; che estese la cittadinanza ma non apr\u00ec alle istanze indipendentiste proprio perch\u00e9 necessitava di siti nucleari. In ogni caso, nel 1962 le Samoa Occidentali divennero il primo stato polinesiano a ottenere l&#8217;indipendenza. Fu l\u2019inizio dell\u2019applicare il diritto all&#8217;autodeterminazione. &nbsp;&nbsp;<br>Riprendendo l\u2019esame della &nbsp;politica australiana, va ricordato che il premier liberale Holt , vinte le elezioni di fine \u2018966 , inizi\u00f2 a ridurre la pratica dell\u2019Australia Bianca sia concedendo l\u2019ingresso a lavoratori qualificati non europei , seppur in&nbsp; numero limitato, sia &nbsp;riducendo i tempi per avere la cittadinanza. australiana (solo cinque anni). In politica estera conferm\u00f2 l&#8217;impegno militare in Vietnam. Purtroppo a dicembre \u2018967, Holt anneg\u00f2 in un Parco nazionale ad un centinaio di chilometri da Melbourne. Dopo di allora, ci furono alcuni governi sempre guidati da esponenti liberali , tuttavia sempre pi\u00f9 divisi all\u2019interno.&nbsp; Cos\u00ec, alle elezioni del dicembre \u2018972, prevalsero dopo un quarto di secolo i Laburisti di&nbsp; Whitlam, senza per\u00f2 controllare il Senato. Il Governo Whitlam subito complet\u00f2 l\u2019opera del predecessore Holt nel ridurre la linea dell\u2019Australia Bianca (ponendovi definitivamente termine) mentre la ribalt\u00f2 nel ritirare le truppe australiane dal Vietnam, nel riconoscere la Cina e nell\u2019adottare una serie di misure proprie dell\u2019indirizzo socialista, come istituire il servizio sanitario universale, abolire la leva obbligatoria e rendere gratuita l\u2019istruzione universitaria.<br>Mentre stava aumentando la spesa pubblica, inaspettatamente il Governo Laburista si trov\u00f2 a dover fronteggiare due grandi novit\u00e0. Nel 1973 , la Gran Bretagna entr\u00f2 nella CEE e ci\u00f2 provoc\u00f2 la fine delle notevoli agevolazioni riservate all\u2019export dell\u2019Australia. Contemporaneamente, in conseguenza della crisi energetica del petrolio &nbsp;verificatasi negli stessi mesi, l\u2019inflazione , da circa il 2% nei primi due anni del decennio , crebbe in pochi mesi ad oltre il 15% &nbsp;facendo aumentare i prezzi. Allora i fortissimi sindacati australiani pretesero ed ottennero degli aumenti salariali &nbsp;intorno al 20% , avviando una rincorsa prezzi-salari che min\u00f2 la competitivit\u00e0 delle imprese (da qui un\u2019ondata di chiusure di fabbriche) e un forte aumento della disoccupazione. La Banca Centrale alz\u00f2 i tassi di interesse e progressivamente la reazione dell\u2019opinione pubblica divenne molto forte.<br>Nella prima met\u00e0 autunno 1975, la coalizione di minoranza guidata da Malcolm Fraser (Liberali e National Country) al Senato dove era maggioranza, si rifiut\u00f2 di votare le leggi proposte a meno che il Governo&nbsp; indicesse le elezioni per il rinnovo della Camera. Il Premier Whitlam neg\u00f2 che il Senato potesse&nbsp; far cadere un governo in maggioranza alla Camera bassa e si rec\u00f2 dal Governatore Generale, rappresentante della Regina, chiedendogli di indire nuove elezioni per il solo Senato. Il Governatore Generale, bocciata la tesi costituzionale &nbsp;del Premier Whitlam e la richiesta conseguente, lo destitu\u00ec sostituendolo con il leader dell\u2019opposizione. Il nuovo Governo Fraser in pochi giorni sblocc\u00f2 l\u2019iter legislativo e convoc\u00f2 le elezioni anticipate per l\u2018otto dicembre.<br>I Laburisti , increduli che i legami con la lontana Gran Bretagna non avessero riconosciuto la per loro evidente prospettiva socialista cui era destinata l\u2019Australia, impostarono la campagna su slogans a piena conferma di tale idea. La coalizione dei Liberali e del Country si concentr\u00f2 sulla critica dei pessimi risultati&nbsp; economici, occupazionali, amministrativi del Governo&nbsp; Whitlam e sostenne la necessit\u00e0 di promuovere la stabilit\u00e0 mediante la ripresa economica e il ritorno ad un modo di vivere centrato sulle esigenze quotidiane. L\u2019episodio emblematico di quella campagna fu lo sciopero dei giornalisti del gruppo editoriale Murdoch. Visto il clima, pressoch\u00e9 tutti i gruppi editoriali avevano invitato i rispettivi redattori a mantenersi rigorosi nel dare le notizie. I giornalisti del gruppo Murdoch scioperarono perch\u00e9 The Australian, la testata principale del gruppo, pubblicava duri editoriali contro il Governo Whitlam. La linea della campagna e l\u2019atmosfera creata dallo sciopero dei giornalisti, portarono ad una sonora sconfitta elettorale dei Laburisti. La Coalizione Liberali-Country super\u00f2 i Laburisti ottenendo pi\u00f9 di cinquanta seggi di vantaggio (il guadagno fu quasi tutto dei liberali).&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Il nuovo Governo Fraser dovette fronteggiare la crescente inflazione e la disoccupazione, cosa che lo obblig\u00f2 a mantenere i livelli fiscali esistenti, per\u00f2 rimosse certe riforme laburiste costose e poco efficaci , iniziando dalla assicurazione sanitaria gratuita, rilanci\u00f2 le attivit\u00e0 imprenditoriali e in tempi contenuti riusc\u00ec a raggiungere risulti economici assai positivi.&nbsp; Alle elezioni di tre anni dopo, il Governo Fraser venne confermato con quasi gli stessi eletti. Continu\u00f2 ad appoggiare il Commonwealth nell\u2019impegno a superare l\u2019apartheid in Sud Africa e nel 1978 riconobbe l\u2019annessione di Timor Est all\u2019Indonesia (non riconosciuta dall\u2019ONU) al tempo stesso dando asilo politico ai rifugiati timoresi.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>In Nuova Zelanda, il Premier Holyoake prosegu\u00ec nella politica che ho descritto sopra. Finch\u00e9, cogliendo un logoramento dell\u2019esecutivo dopo un decennio a causa del continuo contrasto all\u2019inflazione globale ed inoltre scadendo la legislatura nel successivo dicembre, ad inizio febbraio 1972 Holyoake decise di dimettersi lasciando l\u2019incarico al vice John Marshall , liberale anche lui. Marshall, confermata la politica estera, si impegn\u00f2 su due temi. Proseguire l\u2019accesso delle esportazioni agricole nella Gran Bretagna che l\u2019anno dopo sarebbe entrata nella CEE&nbsp; &nbsp;&nbsp;e varare le leggi per &nbsp;l\u2019uguale retribuzione tra uomini e donne a parit\u00e0 di lavoro e per il risarcimento degli infortuni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>La campagna elettorale, da ambo le parti contendenti, fu analoga a quella che si stava svolgendo in Australia negli stessi mesi. I Laburisti manifestavano \u2013 anche nello slogan essenziale, \u201c\u00e8 il momento\u201d \u2013 l\u2019esser predestinati a guidare il paese verso posizioni di rassicurante uguaglianza, la coalizione moderata batteva sulla propria capacit\u00e0, comprovata da una dozzina di anni di Governo, di promuovere la libert\u00e0 d\u2019impresa in una convivenza tra diversi istituzionalmente regolata. Fu analogo anche il risultato uscito dalle urne. I Laburisti ottennero il 63% degli eletti. Appena insediatosi&nbsp; il Governo di Norman Kirk ritir\u00f2 le truppe dal Vietnam e riconobbe la Cina.&nbsp; Poco dopo si oppose ai test nucleari della Francia nel Pacifico &nbsp;&nbsp;con l&#8217;invio di una fregata militare e, per contrastare la politica segregazionista, imped\u00ec (violando la promessa elettorale) che i rugbisti All Blacks si esibissero &nbsp;in SudAfrica. Insieme a questi atti, il Governo Kirk svolse politiche interventiste potenziando i servizi sanitari, sostenendo il pieno impiego e attuando una politica di attenzione alle necessit\u00e0 degli indigeni maori. Pur solo cinquantenne, Norman Kirk&nbsp; era di salute cagionevole legata alla sua notevolissima stazza fisica e scomparve in modo repentino a fine agosto del \u2018974. Premier divenne Bill Rowling , un altro laburista, che , nel quadro della crisi petrolifera dell\u2019epoca, adott\u00f2 ancora l\u2019interventismo statale mediante una spesa pubblica sostenuta con un robusto indebitamento. Dedito a conservare la propriet\u00e0 delle risorse allo Stato. a finanziare la sanit\u00e0 , l\u2019agricoltura nonch\u00e9 la politica abitativa, prosegu\u00ec nell\u2019 impegno a favore di una zona libera dal nucleare nel Pacifico.<br>La campagna elettorale&nbsp; 1975 ebbe di nuovo uno svolgimento analogo a quello della campagna in corso in Australia nel medesimo periodo. I Laburisti vivevano convinti che le loro istanze sociali incarnavano il destino del mondo e che dunque erano destinati a vincere. La Coalizione tra Liberali e Country guidata da Robert Muldoon, attribuiva alla politica laburista dell&#8217;immigrazione, in specie quella polinesiana, &nbsp;l\u2019origine &nbsp;della recessione e della crisi abitativa. E al piano pensionistico varato da poco dal Governo Laburista, l\u2019intento di dare allo Stato il completo controllo sull\u2019economia e le condizioni di vita neozelandesi. I cittadini furono dello stesso parere e la Coalizione Liberali Country stravinse ampiamente con il 63,2% dei suffragi.<br>Da allora, il Governo Muldoon accompagn\u00f2 il mantenimento &nbsp;di attenti controlli su prezzi e salari, ai consistenti investimenti nei grandi progetti energetici e per garantire il potere di acquisto. Al tempo stesso avvi\u00f2 la progressiva riduzione dei sussidi sui beni di consumo e di molte indennit\u00e0, per\u00f2 reintrodusse le esenzioni dal reddito e in seguito la detrazione fiscale in campo familiare. Allee elezioni del dicembre 1978 , il Governo Muldoon venne confermato con il 55,5% degli eletti. Subito dopo, il Governo affront\u00f2 l\u2019inflazione indotta dalla seconda crisi petrolifera mondiale, legiferando sui mercati del lavoro con il rafforzare i poteri dell\u2019esecutivo nel controllo degli aumenti salariali. L\u2019azione&nbsp; essenziale fu tesa a ridurre la dipendenza dal petrolio importato. Insieme il governo promosse grandi investimenti in grossi progetti energetici (ma anche industriali) e velocizz\u00f2 le normali procedure di approvazione. Il Governo Muldoon svolse una fermissima politica anticomunista in patria mentre a livello internazionale consolid\u00f2 l\u2019alleanza con gli USA. Di fatto consolid\u00f2 la sua presa elettorale.<br>Nell\u2019Isola di Papua, il periodo tra l\u2019ultima parte degli anni \u201960 e il 1980 consolid\u00f2 i due diversi andamenti preesistenti. Nella parte Occidentale durante il 1969, l&#8217;Indonesia promosse un referendum di annessione di Papua all\u2019Indonesia facendo votare tramite l\u2019esercito un migliaio di capi trib\u00f9 locali. Questo referendum unanimistico venne accettato a livello internazionale, ma non dal Movimento Papua Libera che si stava gi\u00e0 battendo da alcuni anni per un\u2019effettiva autonomia. Sul subito questo Movimento prese in ostaggio per un quadrimestre scienziati europei ed indonesiani, due anni dopo proclam\u00f2 la Repubblica di Papua Occidentale ed inizi\u00f2 una guerriglia strisciante, che negli anni successivi venne contrastata da parte indonesiana con operazioni militari terrestri ed aeree. Tali operazioni non furono in grado per\u00f2 di ottenere risultati concreti, tanto che la lotta del Movimento Papua Libera sta proseguendo da decenni.<br>Invece nella Papua Orientale, nacque nel 1967 il Pangu Pati, guidato da Michael Somare, che impresse un ritmo accelerato al processo di autogoverno (accelerazione non del tutto condivisa anche dai favorevoli), in sei anni realizz\u00f2 l\u2019autogoverno e nel 1975 giunse all\u2019indipendenza dall&#8217;Australia. Negli anni seguenti, divennero concreti gli effetti dell\u2019indipendenza fino alle normali elezioni politiche nel 1977. I cento seggi vennero ripartiti tra diversi gruppi. A parte il florilegio degli indipendenti che fra tutti ebbero 27 eletti, i gruppi maggiori furono il Pangu Pati (di orientamento nazionalista socialdemocratico, 30 seggi), l\u2019United Party (all\u2019opposizione con un\u2019impostazione conservatrice, 23 seggi) e il People&#8217;s Progress Party (gruppo moderato di centro, favorevole ad un&#8217;economia aperta, a privatizzare i servizi statali, agli investimenti stranieri, 16 seggi). Dopo le elezioni, il primo Governo fu presieduto da Michael Somare&nbsp; e imperniato sul Pangu Pati e sul People&#8217;s Progress Party.<br>A parte le grandi Isole, nel resto dell\u2019Oceania si accentu\u00f2 nella seconda met\u00e0 degli anni sessanta fino agli \u201980 il processo decolonizzazione innescato dall\u2019ONU nel 1960 e favorito dalla scelta inglese di svincolarsi dai territori del Pacifico, gran parte delle isole formarono Stati indipendenti con istituzioni parlamentari. La prima fu Nauru nel \u2018968, poi le Figi e&nbsp; Tonga nel \u2018970, &nbsp;quindi nel \u2018971 fu costituito il Forum delle Isole del Pacifico che divenne lo strumento per le successive indipendenze, in seguito nel \u2018978 le Isole Salomone e Tuvalu e infine , tra il \u2018979 e il \u2018980, Kiribati e Vanuatu.&nbsp;&nbsp;<br><strong>4.15 Gli anni ottanta del \u2018900 . &nbsp;&nbsp;a) Il primo biennio \u2013<\/strong> In Italia, il ritorno del PLI nel governo Cossiga fece emergere tre fattori. Agevol\u00f2 il diffondersi dell\u2019immagine del PLI aperto impressa da Zanone , l\u2019impegno del Ministro &nbsp;Valitutti per riequilibrare l\u2019importanza del diritto allo studio dei docenti e degli studenti, la cui competenza era stata passata alle Regioni senza averle preparate, &nbsp;l\u2019introdurre in Segreteria a sinistra un altro esponente di Democrazia Liberale, il segretario GLI Patuelli. Tuttavia fece anche vedere che Zanone non era sensibile all\u2019investire su una radio del partito e sulle TV locali che stavano spuntando impetuose, cos\u00ec da fornire un dinamico supporto innovativo alle posizioni liberali.<br>Al Congresso DC della met\u00e0 febbraio \u201980 , venne nettamente sconfitta &nbsp;la linea di compromesso storico del Segretario uscente Zaccagnini e prevalse l\u2019accordo di Forlani con una parte della sinistra DC (Donat Cattin) su un \u201cpreambolo\u201d contrario a qualsiasi governo con il PCI. Questo nuovo clima DC (alla segreteria fu eletto Piccoli) indusse il PSI a dirsi disponibile ad entrare in un governo. Ci\u00f2 port\u00f2 Cossiga a rassegnare le dimissioni, per essere subito reincaricato di formare un nuovo governo in cui entrarono PSI e PRI. Cossiga voleva far entrare anche il PLI, al quale venne sbarrata la strada dal PSI su istigazione di Spadolini, Segretario PRI. Ma anche per un diverso disegno da parte dei socialisti di tipo annessionistico.<br>Di fatti, nelle stesse settimane, era uscito un libro nato da un colloquio del parlamentare PLI Bettiza con il socialista Intini (corrente Craxiana) intitolato Lib-Lab, che era una sorta di progetto culturale per spingere all\u2019incontro tra i due gruppi politici &nbsp;fondato sul constatare che liberalismo e socialismo sono ambedue inconciliabili con ogni tipo di integralismo. Il libro era stimolante ed ebbe successo, ma in realt\u00e0 consentiva una doppia lettura . Per i liberali era un\u2019analisi che valorizzava il modo condiviso di concepire la societ\u00e0 per poterla governare tra diversi insieme ai socialisti ; per i socialisti serviva al tentativo, inespresso ma incombente, di inglobare i liberali nel PSI, cos\u00ec da riequilibrare il peso degli ambienti legati al comunismo leninista e rafforzare la prospettiva di una guida socialista del nuovo modo di governare. Non era di per s\u00e9 un progetto motore di un autonomo sviluppo liberale. Non lo fu ma rest\u00f2 un\u2019 ambigua indicazione dominante.<br>Intanto, a met\u00e0 febbraio in Canad\u00e0, si tennero le elezioni anticipate, vinte dai liberali di Trudeau. I seggi conquistati furono la maggioranza assoluta , superando in modo netto i Conservatori, secondi, e il Nuovo Partito Democratico, terzo con distacco fautore un riformismo socialista a difesa dei pi\u00f9 deboli e avversario delle Compagnie petrolifere.<br>In Francia, il Presidente Valery Giscard d\u2019Estaing continuava nel suo&nbsp; indirizzo caratterizzato dall\u2019affidarsi in economia alla libert\u00e0 di impresa, in campo civile ai rapporti aperti di convivenza, nel settore istituzionale al dare pi\u00f9 attenzione a bisogni sociali. Nel complesso una politica tipo liberale e rigorista, che il Primo Ministro Barre, concentrava sul contenimento dell&#8217;inflazione e sul riequilibrio dei conti pubblici. Di fronte al secondo shock energetico, il Governo punt\u00f2 sul rendere l\u2019opinione pubblica consapevole della realt\u00e0 difficile, pure sul lato dell\u2019occupazione, che rendeva indispensabile contenere i consumi. Insieme fece consistenti investimenti nell&#8217;energia nucleare, che rendessero la Francia meno dipendente dal petrolio. Al momento l&#8217;inflazione crebbe non poco.<br>Il primo quadrimestre del \u2018980, in Olanda, fu pieno di vicende politiche. A gennaio il Governo van Agt decise di bloccare gli stipendi, dando origine a &nbsp;forti tensioni&nbsp; sindacali e a grandi manifestazioni di piazza. D\u2019altra parte l\u2019inflazione era elevata e il deficit pubblico consistente, con una disoccupazione in aumento. In seguito, ad inizio primavera, scoppi\u00f2 lo scandalo della municipalit\u00e0 di Lekkerkerk nell\u2019Olanda meridionale, dove un quartiere residenziale era stato costruito su una discarica di oltre 1.500 fusti di rifiuti chimici tossici sotto quasi 300 abitazioni. Divenne necessario evacuare tutte famiglie residenti e avviare una vasta bonifica del terreno. Una vera e propria emergenza ambientale.<br>Nelle stesse settimane, il 30 aprile 1980, la Regina Juliana, sul trono da 32 anni \u2013rispettando l\u2019uso di famiglia ma pure per liberare la monarchia dalle conseguenze dell\u2019episodio di quattro anni prima del marito che aveva preso tangenti dall\u2019americana Lockheed \u2013 abdic\u00f2 in favore della figlia Beatrix. L\u2019incoronazione fu movimentata da imponenti scontri violenti di polizia ed esercito con il movimento di occupazione di case sfitte, che provoc\u00f2 molte centinaia di feriti.<br>A met\u00e0 maggio, in Grecia, il Primo Ministro Karamanlis venne eletto Presidente della Repubblica . In conseguenza, il partito di Nuova Democrazia, conservatore moderato, che deteneva la maggioranza assoluta, nomin\u00f2 un nuovo governo, diretto da Georgios Rallis.<br>In Italia, i radicali e il Movimento per la Vita avviarono con intenti contrapposti la raccolta firme per modificare la legge sull\u2019aborto. Alle elezioni regionali il PLI ottenne quattro consiglieri regionali in pi\u00f9. La DC sal\u00ec rispetto alle regionali precedenti mantenendosi quasi al 37% , il PCI cal\u00f2 del 2% al 31,5%, il PSI tocc\u00f2 il 12,7% . Insomma, svaniva il sogno berlingueriano, l\u2019ineluttabile successo &nbsp;del comunismo. Il PCI reag\u00ec rilanciando il fare presto le giunte di sinistra e soffiando con pi\u00f9 forza sul gi\u00e0 agitato mondo dei lavoratori, soprattutto dei metalmeccanici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi giorni di maggio, nel Parlamento spagnolo, venne discussa e a fatica respinta una mozione di sfiducia presentata dai socialisti del PSOE contro il Governo Suarez, peraltro indebolito da consistenti dissidi nella propria coalizione.<br>Negli Stati Uniti l\u2019inflazione alta, la disoccupazione, la crisi degli ostaggi in Iran (aggravata nell\u2019aprile \u201980 dal fallito tentativo di salvataggio militare), screditavano l&#8217;amministrazione democratica di Carter. Per di pi\u00f9 insidiata per la ricandidatura da Ted Kennedy in uno scontro logorante.&nbsp; Mentre tra i repubblicani, l&#8217;ex governatore della California Ronald Reagan super\u00f2 George H.W. Bush (poi fatto candidato Vicepresidente) e si candid\u00f2 all\u2019insegna del chiedere agli elettori \u201cState meglio oggi rispetto a quattro anni fa?\u201d.<br>A met\u00e0 del 1980, in Francia era gi\u00e0 in pieno svolgimento la campagna per il voto presidenziale nell\u2019anno successivo. La maggioranza appariva spaccata &nbsp;tra Giscard d&#8217;Estaing (in scadenza) e Chirac. Quest\u2019ultimo aveva il principale obiettivo di mostrare il peso determinante dei conservatori nel ruolo del liberale Giscard d\u2019Estaing. Pertanto si candid\u00f2 dividendo l\u2019area moderata. Cos\u00ec&nbsp; forn\u00ec un chiaro segnale di incertezza per la conferma del Presidente.&nbsp;<br>Gi\u00e0 nel primo semestre del 1980, in Gran Bretagna si videro gli effetti della radicale svolta politica impressa dal Governo dei Conservatori di Margareth Thatcher. Principalmente per la messa da parte dell\u2019indirizzo di intervento pubblico per contenere le tensioni da inflazione. Superare una simile politica si imperni\u00f2&nbsp; &nbsp;sulle privatizzazioni di aziende pubbliche e venne seguito da grandi scioperi nell\u2019industria pesante e da ripetuti scontri con i sindacati, i quali non intendevano rinunciare ai propri privilegi di potere. Dunque un clima di forte tensione, &nbsp;una robusta recessione, una disoccupazione diffusa ed un\u2019alta inflazione.<br>In Belgio, mentre governavano gli esecutivi Martens II e Martens III, con maggioranza analoga al Martens I, il dibattito politico continuava ad essere imperniato sulle tensioni tra fiamminghi e valloni. Nel mese di agosto del 1980 vennero approvate due leggi chiave. La legge speciale dell&#8217;8 agosto&nbsp; cre\u00f2 la Comunit\u00e0 fiamminga e quella vallone (venne rinviata la questione di Bruxelles, situata nelle Fiandre ma di lingua francese) attribuendo loro diverse competenze di rilievo, ad iniziare dalla salute e dall&#8217;assistenza sociale. La legge ordinaria del 9 agosto defin\u00ec come finanziare le Comunit\u00e0 create. Va sottolineato che per approvare la legge speciale la Costituzione, visto che, essendo i fiamminghi numericamente pi\u00f9 dei francofoni, richiedeva per le modifiche istituzionali il consenso dei francofoni, e perci\u00f2 imponeva due condizioni. Che ci fosse il voto favorevole della maggioranza in ciascuno dei due gruppi linguistici in entrambe le Camere. E che il totale dei voti positivi nei due gruppi raggiungesse almeno i due terzi dei voti espressi. Pertanto la legge speciale fu votata dalla maggioranza del Governo Martens IV, coalizione tra Cristiano Democratici e socialisti di ambedue le comunit\u00e0 linguistiche, e in pi\u00f9 dal Partito della Libert\u00e0 e del Progresso. Dall\u2019agosto 1980 il Belgio \u00e8 pertanto uno Stato federale che definir\u00e0 ancora il proprio modo d\u2019essere negli anni successivi.<br>Durante l\u2019anno \u2018980, in Olanda, crebbe ad ogni livello&nbsp; la pressione dei pacifisti contro l&#8217;installazione da parte della NATO dei missili Cruise. Un dibattito che rest\u00f2 costante negli anni successivi.<br>In Italia, il governo Cossiga oper\u00f2 in un\u2019estate percorsa da molte gravi tensioni: l\u2019attentato alla stazione di Bologna, con decine di morti, seguito da diversi assassini in Sicilia. A settembre si aggiunsero le richieste del mondo industriale di provvedimenti impopolari che consentissero licenziamenti immediati per puntare domani ad avere pi\u00f9 posti di lavoro. A Torino la Fiat chiedeva la cassa integrazione a zero ore per oltre un anno, da applicare a ben oltre ventimila lavoratori. La richiesta suscit\u00f2 uno sciopero dei Consigli di Fabbrica con il blocco dell\u2019accesso ai posti di lavoro. Di fronte ai disordini, &nbsp;nella DC proseguivano le scosse di assestamento provocate dai nostalgici del compromesso storico. La DC vacillava e Piccoli chiedeva il dialogo con la sinistra, PCI incluso. Berlinguer chiuse la Festa dell\u2019Unit\u00e0 esaltando le lotte per un nuovo rapporto di lavoro e chiedendo una diversa maggioranza di governo.<br>Ciriaco De Mita, esponente dell\u2019area Zaccagnini, disse che occorreva un nuovo governo per bloccare l\u2019egemonia del PSI e preparare le condizioni per un accordo con il PCI. Un progetto politico opposto a quello di Donat Cattin, che elogiava il segretario del PSI e lo consigli\u00f2 apertamente di attendere le prossime elezioni politiche per puntare alla presidenza del Consiglio. La sinistra DC si impegn\u00f2 senza quartiere per determinare la crisi. Alla Camera, quando si vot\u00f2 un importante decreto su misure dirette&nbsp; a sostenere la competitivit\u00e0 del sistema industriale e ad incentivare occupazione e sviluppo del Mezzogiorno, il Governo ottenne una larga fiducia , ma neppure un\u2019ora dopo , a scrutinio segreto, la norma venne respinta, dato che c\u2019erano stati almeno trenta franchi tiratori della sinistra DC. Cossiga si dimise. Ma il clima politico non era quello sperato dalla sinistra DC. Si vide in pochissimo tempo.<br>Il 5 ottobre si vot\u00f2 in Germania Ovest con la conferma della coalizione dei socialisti e liberali del Cancelliere Helmut Schmidt, invano avversata &nbsp;dall\u2019aggressivo conservatore Franz Josef Strauss della CDU\/CSU. Nonostante le tensioni derivanti dalla rivoluzione iraniana e dei russi in Afghanistan, il Cancelliere riusc\u00ec a mantenere la sua politica di distensione. I liberali della FDP furono il partito della stabilit\u00e0. La CDU\/CSU arriv\u00f2 prima , seppure di poco (44,5% contro la SPD indietro di un punto e mezzo), ma con&nbsp; la FDP al 10,6% la coalizione &nbsp;SPD FDL vinse con ampio margine. I neonati verdi non ottennero eletti.<br>Nel frattempo, stava precipitando in Italia la situazione degli scioperi, specie a Torino. La direzione Fiat, vista la crisi, si limit\u00f2 a confermare la cassa integrazione, i metalmeccanici torinesi respinsero ogni trattativa, emersero nei sindacati fortissime divisioni interne. Sul piano politico, l\u2019incarico per il nuovo Governo fu dato a Forlani , esponente del \u201cpreambolo DC\u201d, che coerentemente lavorava per escludere il governo con il PCI. A Torino la magistratura prescrisse alle forze dell\u2019ordine di garantire l\u2019ingresso in fabbrica. Berlinguer sosteneva gli occupanti davanti ai cancelli di Mirafiori. Improvvisamente, il 14 ottobre, il Coordinamento Quadri della Fiat, rivendicando il diritto al lavoro di chi voleva usufruirne, sfil\u00f2 in corteo con 40.000 cittadini. Per i metalmeccanici e i sindacati in genere, fu una scossa fortissima. Vennero costretti a prendere atto che non erano pi\u00f9 le avanguardie della storia. Entro due giorni, l\u2019occupazione cess\u00f2 e vennero trovati accordi. &nbsp;A Roma, Forlani form\u00f2 il suo governo DC, PSI, PSDI, PRI, con l\u2019astensione del solo PLI. Nel dibattito sulla fiducia, aveva fatto capolino il vano tentativo DC di rinviare il referendum sulla legge 194\/78 (interruzione di gravidanza), subito contrastato da PRI e PLI.<br>Durante le stesso mese di ottobre, negli Stati Uniti, si svolse la parte decisiva della campagna presidenziale, imperniata in generale sulla crisi degli ostaggi e sulla difficile situazione economica. L\u2019episodio chiave, la settimana prima del voto del 4 novembre, fu il dibattito televisivo, con uno numero altissimo di spettatori, tra l\u2019uscente Carter e il candidato Reagan. Si tenne in un clima politico gi\u00e0 influenzato dal successo dei conservatori inglesi, un anno e mezzo prima ,&nbsp; che aveva reso meno incisiva la capacit\u00e0 di attrarre dell\u2019area progressista a prevalenza socialista che confidava nella conferma. In pi\u00f9 Reagan segu\u00ec una linea pi\u00f9 realista e pi\u00f9 convincente. Fu espressa in due frasi . \u201cSiamo alle solite\u201d, per riferirsi all\u2019incapacit\u00e0 di Carter di proposte innovative, e \u201cState meglio oggi rispetto a quanto fa?\u201d, per richiamare il giudizio a proposito del modo effettivo di governare di Carter. La prestazione di Reagan nettamente migliore nel dibattito TV&nbsp; risult\u00f2 decisiva. Reagan vinse di quasi dieci punti nei voti e a valanga tra i Grandi Elettori , ove sfior\u00f2 il 91%. Cos\u00ec, dopo la Gran Bretagna, anche negli Stati Uniti si erano insediati i conservatori, iniziando un\u2019epoca di complessivo minor peso dello Stato in Occidente. &nbsp;<br>Sempre nel novembre del 1980, in&nbsp; Francia, nel confronto per il prossimo Presidente della Repubblica si aggiunse un terzo candidato, il socialista Fran\u00e7ois Mitterrand, parlamentare dal&nbsp; 1946 , svariate volte Ministro nella Quarta Repubblica. La sua linea fu di distinguersi con nettezza dai Partito Comunista e di adottare un programma dettagliato in pi\u00f9 di cento proposizioni. Nel complesso un programma tranquillo ispirato alla maniera di governare della sinistra democratica, perci\u00f2 essenzialmente speranzoso nei benefici effetti di mettere in mani pubbliche la direzione del convivere. Un programma pensato apposta per insinuarsi, in un periodo di forti tensioni sociali, nella frattura tra i liberali di Giscard e i conservatori di Chirac, quest\u2019ultimi decisi a mantenere il controllo dell\u2019area non di sinistra. Il candidato Mitterrand sfrutt\u00f2 anche il fatto che il Presidente stava tessendo una robusta alleanza con gli USA di Reagan e, oltre a appoggiare l\u2019ingresso della Grecia nella CEE (1gennaio 1981), aveva promosso gli incontri per rivedere il contributo britannico alla stessa CEE.<br>A met\u00e0 ottobre, dopo lunghe trattative diplomatiche, il Governo greco raggiunge l\u2019accordo per il rientro nella NATO (da cui era uscita sei anni prima), accordo approvato in Parlamento nelle due settimane seguenti.&nbsp;<br>Verso fine 1980, in Italia proseguivano i delitti delle BR, che a met\u00e0 dicembre sequestrarono il magistrato responsabile nazionale dello smistamento dei prigionieri tra le carceri di massima sicurezza. Ci fu un periodo di estrema tensione, sia per l\u2019intersecarsi di inchieste su favoreggiamenti da parte di alcuni giornalisti, sia per la preoccupazione che stesse per ripetersi il copione della tragedia Moro. Emerse subito il fronte del \u201ctrattarli con durezza\u201d (Valiani, PRI), di \u201cnessun cedimento\u201d (Pecchioli, PCI), irrobustito immediatamente dalle scelte editoriali del Corriere della Sera, di Repubblica, del Tempo, del GR2, dell\u2019Unit\u00e0, del Giornale, e pi\u00f9 defilato il gruppo Monti. I soli ad opporsi furono l\u2019Avanti, il Messaggero, il Lavoro e in un certo modo il Giorno. Prima che gli eventi precipitassero, i BR gi\u00e0 detenuti in due carceri di massima sicurezza, invitarono i sequestratori a lasciar libero il magistrato, cosa che (nonostante fosse gi\u00e0 stata emessa la condanna a morte) venne fatta a met\u00e0 gennaio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 6 gennaio 1981 venne nominato Presidente della Commissione CEE Gaston Thorn, lussemburghese liberale, che succedeva al quadriennio dell\u2019inglese Roy Jenkins, laburista. La Presidenza Thorn avvi\u00f2 &nbsp;una revisione della Politica Agricola Comune per arginarne i costi , nell\u2019ottica di &nbsp;riequilibrare il bilancio<br>Il 16 gennaio ci fu un singolare commento del Corriere: \u201cSe questo obiettivo \u00e8 stato conseguito non lo si deve certamente a questa maggioranza di governo ondivaga, incerta, ambigua e bifronte che ha dato all&#8217;opinione pubblica uno degli spettacoli pi\u00f9 desolanti negli ultimi 35 anni\u201c (del Direttore Di Bella). Senza dubbio, parole assonanti con la proposta, fatta il giorno successivo a Repubblica, dal presidente PRI Visentini, di un governo dei tecnici, di competenti onesti a prescindere dal colore politico. Concetto ribadito poche ore dopo sull\u2019Espresso da Carlo De Benedetti. Tali idee riprendevano l\u2019intervista pubblicata sul Corriere tre mesi prima (ottobre \u201980) a Licio Gelli Gran Maestro della Massoneria: gli uomini dei partiti \u201cnella loro meschina mediocrit\u00e0 non riescono a comprendere le esigenze del popolo\u201d. Era il tentativo della cultura alto borghese dotata di notevole potere economico (e anche di sistematiche relazioni non trasparenti), per aprire la strada al PCI in maggioranza e forse nel governo. Anche il governo dei tecnici e degli onesti era una formula, come rilev\u00f2 Zanone, opposta al principio liberale del pluralismo alternativo.&nbsp;<br>La proposta elitaria del governo dei tecnici non ebbe seguito. Peraltro in quel clima il Ministro del Tesoro Andreatta, DC, \u2013 che quindici anni prima scriveva i discorsi a Moro, ne era stato consulente economico in tutti i governi ed era zaccagniniano di ferro \u2013 , decise in solitario, il 12 febbraio, di avviare il divorzio tra la Banca d\u2019Italia e il Tesoro inviando una semplice lettera al Governatore Ciampi (vale a dire la Banca d\u2019Italia non era pi\u00f9 obbligata ad acquistare i Titoli di Stato invenduti alle aste), senza valutare il problema della divergenza di indirizzi e della mancanza di coordinamento. Poco dopo, nell\u2019abitazione di Licio Gelli, all\u2019interno di indagini in corso su un altro caso, venne scoperto un elenco di quasi mille presunti aderenti alla loggia Propaganda2, persone di primo piano in vari settori, pubblici e privati. Elenco che, consegnato al Governo, sar\u00e0 reso pubblico qualche tempo dopo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Spagna, a fine gennaio, la crisi nella coalizione governativa \u2013 gi\u00e0 manifestatasi con diversi episodi nell\u2019ultimo semestre \u2013 &nbsp;si concluse con le dimissioni di Adolfo Suarez. Il clima politico era bollente, in specie nei Paesi Baschi, anche nei confronti della Corona. Il Congresso dello stesso partito moderato fondato da Suarez, l\u2019UCD, scelse quale successore il Governo Leopoldo Calvo-Sotelo. Il 23 febbraio, giorno del secondo tentativo di fiducia in Parlamento al nuovo Governo, fecero irruzione nell&#8217;emiciclo alcune decine di militari della Guardia Civil, armati di mitra, comandati dal Tenente Colonnello Tejero, che di persona impose l\u2019ordine in attesa dell&#8217;arrivo dell&#8217;autorit\u00e0 competente (perch\u00e9 risultava in corso un colpo di Stato, ed effettivamente a Valencia scesero in strada i carri armati). Per puro caso, la TV riprese e trasmise in diretta per alcune decine di minuti l\u2019episodio dell\u2019irruzione. Nelle ore successive si mossero gli ufficiali partecipanti al golpe, anche di alto grado. Tuttavia nelle primissime ore della stessa notte, l\u2019intervento televisivo del Re Juan Carlos fece fallire l\u2019insurrezione e liber\u00f2 i parlamentari nella mattina.<br>La politica conservatrice del Governo Thatcher port\u00f2 ad un radicale spostamento a sinistra dei laburisti. Questo provoc\u00f2 a sua volta una forte reazione di quattro ex Ministri, che a marzo 1981 uscirono dal Partito Laburista &nbsp;e fondarono&nbsp; il Partito Socialdemocratico, SPD, collocato in una posizione centrista.&nbsp; Roy Jenkins . il leader del SPD , ebbe subito contatti con il leader dei Liberali, David Steel, con l\u2019obiettivo di dar vista ad &nbsp;un terzo polo centrista capace di spezzare il &nbsp;tradizionale bipartitismo. L\u2019iniziativa riusc\u00ec e un trimestre dopo, a giugno, venne formalizzata l\u2019Alleanza tra il SPD e i Liberal.<br>Sempre dal mese di marzo, si verificarono gravi disordini di vario tipo sparsi&nbsp; in Irlanda e in Gran Bretagna. Nel carcere irlandese di Long Kesh vi furono scioperi della fame dei detenuti dell\u2019IRA, con a capo Bobby Sands che perse la vita all\u2019inizio maggio, seguito poi da altri nove. A fine marzo, il quotidiano The Times &nbsp;pubblic\u00f2 un appello di 364 economisti , che &nbsp;accusavano il Governo Thatcher &nbsp;di distruggere l\u2019industria con manovre monetariste senza base teorica, le quali, aggravando la recessione, avrebbero &nbsp;fatto saltare la stabilit\u00e0 sociale.<br>Il 30 marzo 1981 ci fu un improvviso e gravissimo attentato al neo (da due mesi) Presidente USA Ronald Reagan, compiuto da un giovane texano con 7 colpi, subito dopo una riunione elettorale in un grande albergo di Washington. Lui fu ferito superficialmente (ma il proiettile arriv\u00f2 a sfiorargli il cuore) senza gravi conseguenze, ma il suo addetto stampa non cammin\u00f2 pi\u00f9 per tutta la vita. L\u2019attentatore, processato, venne dichiarato incapace di intendere e rinchiuso per decenni in un manicomio criminale.<br>Ad aprile, la crisi economica, la mancanza di lavoro (ben oltre i 2 milioni di disoccupati), le tensioni razziali portarono alla guerriglie urbana, a Londra prima e poi diffondendosi &nbsp;in altre aree metropolitane del paese. &nbsp;Intanto, in Belgio il Governo Martens IV cadde per dissensi con la parte socialista sul piano di restrizioni sull&#8217;adeguamento automatico dei salari in contrasto all&#8217;inflazione. Venne sostituito da Mark Eyskens . del Partito Popolare Cristiano sostenuto dalla coalizione tra cristiano-sociali e socialisti. Peraltro questo Governo resse solo cinque mesi.<br>Tra fine aprile ed inizio maggio (il 10) , in Francia ci furono le presidenziali, con l\u2019abbassamento a 18 anni del diritto di voto. Al primo turno si rec\u00f2 alle urne intorno al 81% degli aventi diritto. I voti si suddivisero tra Giscard d\u2019Estaing &nbsp;il 28, 30%, Mitterrand&nbsp; il 25,85%, Chirac il 18%, Marchais (comunisti)&nbsp; il&nbsp; 15,35 % ed altri sei candidati con voti da quasi il 4% a poco pi\u00f9 dell\u20191%. Nessun candidato raggiunse la maggioranza assoluta, pertanto&nbsp; andarono al secondo turno i due pi\u00f9 votati. Sulla carta , tenendo conto anche del posizionamento politico dei meno votati, pareva abbastanza sicuro che l\u2019area dei liberali e dei moderati (esponente Giscard) dovesse prevalere su quella dei socialisti e delle sinistre (esponente Mitterrand). Tuttavia fu determinante l\u2019intento divisivo dei conservatori di Chirac. In un duplice senso. Nel suggerire la possibilit\u00e0 che potesse vincere Mitterand, cos\u00ec incentivando gli elettori di sinistra ad andare a votarlo, e nell\u2019attivare manovre di Chirac per sostenere effettivamente Mitterrand nelle urne. Al secondo turno l\u2019affluenza crebbe del 4,7% , non per caso. Mitterrand ottenne il 51,76% e Giscard il 48,25%. &nbsp;Per la prima volta, aveva prevalso il programma socialista tranquillo e dettagliato dell\u2019approccio tradizionale attualizzato , che mirava ad aumentare la domanda interna mediante il redistribuire la ricchezza, il diminuire la disoccupazione e il far crescere i consumi.<br>&nbsp;In Grecia, durante quei mesi del 1981, il dibattito si andava sempre pi\u00f9 concentrando sulle politiche previste per fine anno. Era percepibile l\u2019inclinazione ad un mutamento di maggioranza e al successo dell\u2019area socialista.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>Fin dall\u2019inizio primavera del 1981, gli avversari della Thatcher interni al Partito Conservatore cominciarono a manifestare la loro contrariet\u00e0 verso il monetarismo del Governo. La Thatcher dette loro l\u2019etichetta di \u201cmolli\u201d , inclini alla politica di spesa pubblica. &nbsp;&nbsp;<br>A maggio ci fu l\u2019uscita dei Moderati dal Governo in Svezia. Il motivo fu l\u2019impostazione economica ritenuta troppo lontana dalla promessa elettorale di taglio dell\u2019imposizione fiscale. Cos\u00ec il 5 maggio si dimisero i tre ministri dei Moderati. Il Primo Ministro F\u00e4lldin rimpiazz\u00f2 i ministri usciti con appartenenti al Partito di Centro e ai Liberali, formando un nuovo governo di minoranza con i Moderati all&#8217;opposizione.<br>In Olanda, alle elezioni di fine maggio \u201981 della Camera Bassa, i fatti nuovi furono il forte arretramento dei socialisti di sei punti 11% (con aumento degli eletti da 8 a 17) mentre i Cristiano Democratici calarono di un punto e di un eletto e gli altri liberali del VVD restarono stabili nei voti ma persero due eletti. Il Presidente van Agt vide nei risultati la possibilit\u00e0 di allargare la propria maggioranza parlamentare in termini numerici. Cos\u00ec lavor\u00f2 per un quadrimestre e var\u00f2 un gabinetto tra i Cristiano Democratici, il Partito del Lavoro e D66. Il Governo van Agt II, peraltro, nacque programmaticamente fragile. &nbsp;Di fatti, il paese si trovava in recessione e con crescenti inflazione e disoccupazione. E i due principali partiti di governo avevano cure opposte: i Cristiano Democratici volevano ridurre la spesa pubblica e lo stato sociale mentre il Partito del Lavoro era contrario. In un semestre lo scontro deflagr\u00f2 (a maggio 1982 il Partito del Lavoro usc\u00ec dal Governo van Agt II).<br>In Italia, l\u2019evento politico clou della primavera 1981 fu il referendum abrogativo della legge 194 , l\u2019interruzione volontaria di gravidanza, che si tenne a met\u00e0 maggio insieme ai quattro dei Radicali (sull\u2019ordine pubblico, sulla pena dell\u2019ergastolo, sul porto d\u2019armi, sui procedimenti e sulle tutele previste dalla 194) e ad uno dal Movimento per la Vita sui motivi per l\u2019interruzione di gravidanza. And\u00f2 a votare poco meno del 80% degli aventi diritto e furono bocciate tutte e cinque le proposte. Da rilevare in particolare che la proposta radicale contro la 194 ottenne il 11,6% dei voti nel suo referendum mentre il Movimento per la Vita riport\u00f2 il 32,0% nel suo.<br>Preso atto dei risultati, il criterio sperimentale impone un commento essenziale circa il sistema con cui i mezzi di comunicazione, nei decenni da allora, hanno stravolto la narrazione sul divorzio e sull\u2019aborto. Gi\u00e0 negli anni \u201970, un po\u2019 alla volta, i mezzi di comunicazione instillarono la falsa convinzione che divorzio e aborto fossero stati fatti dai Radicali (che non erano in Parlamento durante la Legge sul Divorzio e quanto all\u2019aborto non furono mai favorevoli alla legge 194\/78, contro cui votarono no in parlamento e poi s\u00ec per eliminare le tutele nel referendum del 1981). Inoltre gli stessi media non sottolinearono che il referendum radicale aveva ottenuto tra i cittadini contrari all\u2019aborto solo un quarto dei voti e rispetto ai cittadini dei favorevoli alla 194 solo un sesto dei voti.<br>E\u2019 importante ricordare un simile falso storico. Perch\u00e9, al di l\u00e0 del caso specifico, \u00e8 stato l\u2019inizio del diffondersi dell\u2019abitudine a non considerare il parlamento (che rappresenta i cittadini) ma quello che i media, tramite i sondaggi (per lo pi\u00f9 non professionali), presumono sia il volere delle piazze, tra l\u2019altro esaltando parole d\u2019ordine fatte divenire di moda. Tale abitudine, al passar del tempo e ancora oggi, \u00e8 divenuta il presumere che la verit\u00e0 sia quella dei media (fatto che per lo pi\u00f9 i fatti puntualmente smentiscono). E ci\u00f2 costituisce un danno gravissimo al convivere.<br>Il primo semestre del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan, aveva gi\u00e0 messo in luce la sua scelta nella politica interna di alleggerire le bardature dello stato, mediante consistenti riduzione delle imposte, della selva legislativa, della spesa pubblica; mentre in politica esterna, stava adottando la Dottrina Reagan, una linea di deciso contenimento dell&#8217;Unione Sovietica anche sul piano militare.<br>In Italia, la DC venne travolta di fatto dalle conseguenze del rendere &nbsp;pubblici gli elenchi della P2. Perch\u00e9 mostravano come il suo modo di governare risultava parecchio adatto al proliferare delle degenerazioni degli intrecci tra istituzioni, poteri economici e settori della politica. Per allontanare ogni sospetto, nel giro di pochi giorni la Direzione decise unanime che appartenere alla DC era incompatibile con l\u2019affiliarsi alla massoneria di ogni genere. Tale incompatibilit\u00e0 accentuava l\u2019impostazione religiosa del Partito DC; e al contempo&nbsp; costituiva&nbsp; un ponte verso l\u2019analogo modo di porsi del PCI, soddisfacendo quindi l\u2019area Zaccagnini. Il Governo Forlani rassegn\u00f2 le dimissioni.<br>Nel nuovo clima di difficolt\u00e0 per la pretesa DC di continuare ad essere il punto di riferimento centrale, il Consiglio Nazionale PLI dichiar\u00f2 la disponibilit\u00e0 a far parte del pentapartito qualora ci si fosse arrivati. Zanone di fatti rilev\u00f2 un dato. La DC durava come partito pernio del sistema dal tempo pi\u00f9 lungo in tutta la storia italiana, ma faceva sempre pi\u00f9 una politica totalmente introversa \u201cche ragiona solo su s\u00e9 stessa\u2026.i suoi Consigli Nazionali sono claustrali, tutti interni alle sue mura\u2026La DC per secolarizzarsi ha scelto la strada pi\u00f9 rischiosa: da partito religioso a partito di governo\u2026. E mantiene nell\u2019anima profonda del suo animo una invincibile repugnanza per la liberaldemocrazia\u201d. Quindi era necessario scommettere sulla espansione dell\u2019area liberale e di quella socialista. Il Presidente Pertini, dopo un incarico a Forlani dato quasi per stile (cio\u00e8 per verificare l\u2019impossibilit\u00e0 di insistere sulla guida DC), dette quello vero al segretario PRI, Spadolini.<br>Spadolini, fondandosi sull\u2019appoggio dei socialisti e dei laici, indusse la DC, seppure recalcitrante, a convergere. Del resto aveva detto subito che avrebbe fatto interventi immediati sulla P2 ; ma aveva anche detto di considerare le deviazioni dallo Stato libero di diritto la pi\u00f9 grave minaccia incombente. Cos\u00ec var\u00f2 in breve tempo il suo primo governo di pentapartito, in cui il PLI entr\u00f2 con Altissimo Ministro dell\u2019Industria e con i sottosegretari Costa (Esteri) e Fassino (Istruzione). E che, al di l\u00e0 delle ritrosie DC e degli strali rabbiosi di un PCI sospinto ancor pi\u00f9 lontano dal governo, costitu\u00ec un cambiamento non lieve. In pi\u00f9 Spadolini mostr\u00f2 presto di voler governare non considerando il governo una semplice stanza di applicazione di quanto decidevano le segreterie di partito. Assicurare l\u2019unitariet\u00e0 dell\u2019indirizzo politico spetta al Presidente del Consiglio.<br>A settembre del \u201981, ci fu un importante rimpasto nel Governo Thatcher. Vennero cacciati o demansionati i membri del Governo definiti \u201cmolli\u201d , e dato sempre pi\u00f9 spazio ai rigoristi. Ci furono comunque degli strascichi tra i parlamentari, e due mesi dopo una ventina di deputati pubblic\u00f2 una lettera contro la politica economica. Un tentativo peraltro ricondotto presto nei ranghi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella seconda met\u00e0 di settembre, in Belgio, il Governo Eyskens per insanabili disaccordi sul finanziamento della siderurgia vallona. Le seguenti elezioni anticipate, i primi di novembre, portarono al Governo Martens V, un esecutivo di coalizione tra cristiano-democratici e liberali, che rest\u00f2 stabile per diversi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 24 settembre e il giorno dopo, si tenne a Roma il Congresso di Liberal International, presenti delegati dei cinque continenti.&nbsp; Il Congresso di Roma var\u00f2 un Appello che confermava ampliandolo il Manifesto di Oxford del \u2018967. Muovendo dal rilevare che da quell\u2019epoca \u201c<em>sono nate nuove forme di libert\u00e0, ma anche nuove forme di aggressione &#8230; Dobbiamo lavorare per un nuovo equilibrio tra il necessario intervento dello Stato e l\u2019iniziativa dell\u2019individuo, senza la quale lo Stato si trasforma in una burocrazia oppressiva \u2026<\/em> <em>I valori liberali sono unici nella loro capacit\u00e0 di aprire la via tanto alla libert\u00e0 politica e personale, quanto allo sviluppo materiale. Dove un gran numero di uomini e di donne soffrono la fame, le malattie, \u2026. la libert\u00e0 \u00e8 minata .. <\/em>&nbsp;<em>la libert\u00e0 dell\u2019individuo non deve essere confusa con l\u2019egoismo \u2026implica responsabilit\u00e0 e solidariet\u00e0 con il proprio prossimo \u2026<\/em> <em>Il liberalismo vuole che le cause dei conflitti violenti siano ridotte attraverso l\u2019azione politica e diplomatica e attraverso sviluppi sociali, economici e culturali. \u2026<\/em> <em>nessun paradiso in terra \u00e8 possibile.\u201d <\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Appello indica poi in dettaglio i principi base, tra cui svettava quello che <em>\u201cdonne e uomini debbono avere le stesse possibilit\u00e0 di partecipare allo sviluppo dei loro paesi\u201d <\/em>&nbsp;e sottolineava come \u201c<em>rimanere statici \u00e8 una minaccia alla stabilit\u00e0 e all\u2019avvenire&nbsp; &#8230; Non cambiano i valori, ma le istituzioni in cui essi sono incorporati.<\/em>\u201d, osservando che \u201c<em>il controllo efficace dell\u2019esecutivo da parte del potere legislativo \u00e8 reso difficile dalla tecnocrazia<\/em>\u201d e che \u201c<em>la scelta tra un esecutivo parlamentare ed un esecutivo presidenziale deve essere basata sulle tradizioni e sulle necessit\u00e0 dei singoli paesi, ma il controllo da parte dell\u2019elettorato attraverso il parlamento deve essere sempre assicurato<\/em>\u201d. Inoltre, l\u2019Appello riafferma \u201c<em>la protezione legale dell\u2019individuo contro atti dello Stato che minaccino i suoi diritti fondamentali, la protezione della privacy dell\u2019individuo contro lo spionaggio tecnologico e l\u2019abuso degli ordinatori elettronici da parte dello Stato o di agenzie private \u2026la rigorosa disciplina ed il controllo dell\u2019ingegneria biologica e delle manipolazioni psicologiche\u201d. &nbsp;<\/em>E rileva che \u201c<em>l\u2019istruzione \u00e8 stata ed \u00e8 lo strumento pi\u00f9 importante di una politica liberale indirizzata a promuovere la pace, a combattere le barriere di classe e le ingiustizie sociali ed economiche \u2026. La libert\u00e0 e il pluralismo nei mezzi di comunicazione di massa sono essenziali nella societ\u00e0 liberale. Non ci pu\u00f2 essere libert\u00e0 politica dove i mezzi di comunicazione sono nelle mani di un monopolio o di un quasi monopolio, privato o pubblico\u201d.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019Appello prosegue ricordando che<em> \u201cle sfide principali sono a) la crescente concentrazione nella propriet\u00e0 dei giornali all\u2019interno delle democrazie industrializzate; b) la nuova tecnologia, che rende pi\u00f9 facili le comunicazioni transnazionali ma, al tempo stesso, fornisce strumenti pericolosi per la manipolazione dell\u2019opinione pubblica e per l\u2019indebolimento delle culture indigene. \u2026.<\/em> <em>Il legame tra un\u2019economia di mercato sociale e la democrazia libera implica una battaglia costante contro i monopoli, i cartelli, i \u201ctrust\u201d, le pratiche restrittive e le cosiddette posizioni dominanti private o pubbliche, eccetto i casi autorizzati dalla legge &#8230; Internazionalmente, il corollario naturale di una economia di mercato sociale \u00e8 il libero commercio basato sull\u2019interesse reciproco &#8230; Il protezionismo \u00e8 in contrasto con un\u2019economia di mercato\u201d. <\/em>&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sul punto, l\u2019Appello si sofferma. \u201c<em>Il concetto liberale di mercato \u00e8 stato erroneamente identificato con un\u2019economia controllata con mezzi puramente monetari o con un\u2019economia di tipo laisser-faire avulsa dagli interessi della comunit\u00e0 nel suo insieme. I liberali non accettano tale giudizio semplicistico &#8230; La libert\u00e0 economica, nei casi in cui sia in contrasto con il benessere della comunit\u00e0, degenera nell\u2019anarchia ed \u00e8 una delle fonti di oppressione \u2026 La programmazione, nel senso liberale, significa programmazione della libert\u00e0 e per la libert\u00e0. La programmazione in un\u2019economia di mercato sociale si basa sull\u2019azione reciproca fra l\u2019iniziativa privata e l\u2019intervento dello Stato \u2026. In una societ\u00e0 moderna i problemi economici sono troppo complessi per essere affrontati esclusivamente o dal settore privato o da quello pubblico. \u2026. i liberali non considerano le relazioni esistenti tra il settore privato e quello pubblico in una data economia e in un momento dato come statiche o definitive \u2026. E\u2019 necessario comunque assicurare che un monopolio pubblico non finisca per essere trasformato in un monopolio privato \u2026 I liberali sono in favore di una democrazia industriale basata su una genuina partecipazione diretta dei lavoratori e su una partecipazione agli utili\u201d. <\/em>L\u2019Appello aggiunge che <em>\u201c<\/em><em>le strutture economiche di mercato e la protezione dell\u2019ambiente sono complementari tra loro \u2026<\/em> <em>la Crescita Zero come rimedio ai mali economici e sociali \u00e8 inaccettabile \u2026<\/em> <em>quando, per ragioni che vanno oltre il suo controllo, l\u2019individuo non \u00e8 in grado di far fronte alle proprie responsabilit\u00e0, la comunit\u00e0, organizzata dallo Stato, \u00e8 responsabile della sua sicurezza sociale e del suo benessere materiale \u2026 il ruolo correttivo dello Stato non deve per\u00f2 rendere tutti dipendenti dal suoi sussidi \u2026<\/em> <em>La volont\u00e0 di eliminare la povert\u00e0 e l\u2019ingiustizia sociale non significa accettare l\u2019egualitarismo .. l\u2019egualitarismo degrada l\u2019individuo, mentre il riconoscimento del merito in condizioni di giustizia sociale lo stimola fortemente \u2026<\/em> <em>I liberali considerano ogni essere umano come unico: non eguale agli altri, ma di eguale valore\u201d.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sul piano internazionale, l\u2019Appello chiarisce che<em> \u201cun pluralismo di culture \u00e8 una necessit\u00e0. Altrimenti la burocrazia e l\u2019orgoglio nazionale senza controllo, e la tecnologia e il consumismo senza freno soffocano la qualit\u00e0 umana ..<\/em> l<em>o spirito di universalismo liberale deve governare gli atteggiamenti dell\u2019Occidente anche verso l\u2019Unione Sovietica e i suoi alleati, con fiducia nella maggior forza inerente alle idee ed alle istituzioni della liber\u00e0 \u2026<\/em> <em>&nbsp;<\/em><em>la distensione \u00e8 indivisibile \u2026 l\u2019Occidente non deve permettere che l\u2019Unione Sovietica possa illudersi circa la sua volont\u00e0 di negoziare e di resistere ad un\u2019aggressione\u201d<\/em>. <em>&nbsp;<\/em>E sullo specifico argomento delle armi, l\u2019specifica che \u201c<em>la produzione, il commercio, l\u2019esportazione e l\u2019importazione di tutte le armi dovrebbero essere strettamente controllati da accordi fra i governi \u2026<\/em> <em>seguire attentamente le attivit\u00e0 delle Nazioni Unite e di incoraggiare la loro riforma, allo scopo di difendere le equit\u00e0 delle loro deliberazioni e decisioni \u2026 I liberali comprendono e appoggiano l\u2019esigenza di molti paesi in via di sviluppo di conservare le loro culture anche al prezzo di uno sviluppo economico pi\u00f9 lento\u201d.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella parte conclusiva, l\u2019Appello evoca lo \u201c <em>scandalo che due terzi dell\u2019umanit\u00e0 vivano sulla linea della povert\u00e0 o al di sotto di essa, mentre buona terra agricola e foreste sono distrutte anno per anno senza che la Comunit\u00e0 mondiale prenda misure concrete per arrestare tale distruzione \u2026 L\u2019equilibrio del consumo delle risorse naturali deve essere modificato in favore degli esseri umani che vivono all\u2019orlo della fame \u2026<\/em> <em>il commercio con i paesi in via di sviluppo non solo non riduce l\u2019occupazione nei paesi industrializzati, ma l\u2019aumenta \u2026 Nessuno sforzo va risparmiato per frenare le spese di armamento e per ridurle al minimo \u2026 la fabbricazione, il commercio e l\u2019importazione ed esportazione delle armi devono essere rigidamente controllati dai governi in collaborazione\u201d<\/em>. Come si pu\u00f2 constatare in base a questi cenni, l\u2019Appello di Roma svilupp\u00f2 ulteriormente la linea dei Manifesti di Oxford nel definire i cardini dell\u2019impegno politico liberale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un evento di gran rilievo, nella seconda met\u00e0 di settembre, fu il varo a Parigi della Dichiarazione islamica dei Diritti dell\u2019Uomo. Si tratta di un argomento in apparenza estraneo al liberalismo, eppure indispensabile da approfondire alla luce dei milioni di cittadini asiatici ed africani di religione islamica che, da quell\u2019epoca ad oggi, hanno fatto irruzione in Europa, in un modo o nell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Dichiarazione islamica dei Diritti dell\u2019Uomo venne emanata dal Consiglio Islamico di Europa (un\u2019organizzazione di giuristi e leader musulmani) a seguito di un discorso all\u2019ONU del rappresentante dell\u2019Iran, che affermava come quella del 1948 fosse \u201cuna interpretazione laica della tradizione giudaico-cristiana\u201d inattuabile dai musulmani senza violare il Corano. L\u2019intento evidente del Consiglio Islamico di Europa era dare una risposta solida alla Dichiarazione di Diritti dell\u2019Uomo emanata nel 1948 dall\u2019ONU. Infatti le differenze erano di fondo. La Dichiarazione Islamica dei Diritti dell\u2019Uomo stabilisce fin dal Preambolo che \u201c<em>la razionalit\u00e0 in s\u00e9 senza la luce della rivelazione non pu\u00f2 essere una guida sicura per l\u2019umanit\u00e0 n\u00e9 fornirgli il nutrimento spirituale\u201d \u00a0\u00a0\u2026<\/em> e che \u201c<em>in base alla nostra originaria alleanza con Dio, le nostre responsabilit\u00e0 hanno la priorit\u00e0 sui nostri diritti e ciascuno di noi ha il dovere di diffondere il messaggio dell\u2019Islam\u201d<\/em>. Bastano queste parole per comprendere che la Dichiarazione islamica esclude fin da subito il tratto distintivo della civilt\u00e0 occidentale, cio\u00e8 l\u2019attribuire il ruolo centrale al cittadino individuo nel governare la convivenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La Danimarca, dall\u2019ottobre 1979, aveva il governo J\u00f8rgensen&nbsp; IV, un&nbsp; esecutivo di minoranza, monocolore socialdemocratico. Era in corso una grave crisi economica dovuta al debito estero e all\u2019inflazione interna. Furono necessarie misure drastiche e nel maggio 1980 il Governo ottenne l\u2019appoggio di tre partiti di centro (Radicali, Centristi e Democristiani) per adottarle, effettuando due svalutazioni della corona intorno al 18%. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;A dicembre \u201980 nacque il Governo J\u00f8rgensen&nbsp; V che , con fatica e l\u2019accentuata instabilit\u00e0 di una situazione parlamentare molto fragile, &nbsp;fu comunque in carica &nbsp;per quasi un anno (fino alle elezioni del dicembre \u201981).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Portogallo ad inizio ottobre \u2018981 vi furono le politiche. Vinse in nodo netto l\u2019Alleanza Democratica (comprendente per sopra i tre quinti il Partito Socialdemocratico, per il 34% il Partito di Centro, per il resto i Monarchici) e guidato dal Primo Ministro uscente Francisco S\u00e1 Carneiro che batt\u00e9 il Fronte Socialista e distanzi\u00f2 ancor di pi\u00f9 l\u2019Alleanza del Popolo Unito di fede comunista.<br>La campagna elettorale greca ebbe toni non poco retorici da pare del Movimento Socialista Panellenico, il Pasok, guidato da Andreas Papandreu. Il suo slogan era \u201cCambiamento\u201d, e il suo programma era centrato su riforme strutturali, sulla chiusura delle basi militari USA, sul ritiro dalla NATO e su un referendum per uscire dalla CEE in cui il paese era entrato a gennaio. Il 18 ottobre 1981 si tennero le elezioni parlamentari e le prime elezioni greche per la CEE. &nbsp;Le previsioni trovarono conferma in ambedue i risultati, seppur non identici. Nelle parlamentari, il PASOK conquist\u00f2 la maggioranza assoluta degli eletti (172 su 300) crescendo dal 25,3% al 48,1% e fagocitando l\u2019Unione del Centro Democratico (che arretr\u00f2 di quasi il 12%). Il partito Nuova Democrazia perse il 6% scendendo al 35,8% (115 seggi), mentre il Partito Comunista di Grecia perse un punto restando al 10,9% (con 3 eletti meno).<br>Nelle elezioni europee, il PASOK arriv\u00f2 primo calando per\u00f2 di otto punti (con 10 eletti sui 24 seggi della Grecia), Nuova Democrazia diminu\u00ec di 4 punti ottenendo otto seggi, i Comunisti ebbero il 13% dei voti con tre eletti, i Comunisti dell\u2019interno andarono oltre il 5% con un eletto, il Partito del Socialismo Democratico super\u00f2 il 4% dei voti con un eletto (che a Bruxelles ader\u00ec ai Non Iscritti) e il Partito dei Progressisti. di stampo conservatore sfior\u00f2 il 2% con un eletto (anche a Bruxelles tra i Non Iscritti).<br>Successivamente al voto, il governo Papandreu riserv\u00f2 una notevole sorpresa quanto alla politica estera. Mantenne la Grecia sia nella NATO che nella CEE, provando cos\u00ec i considerare il programma elettorale uno strumento per imbonire i cittadini e indurli a votare, non per farli scegliere consapevolmente.<br>Il Governo Spadolini in Italia \u2013 seppur pressato dal mondo DC, in specie dalla cultura morotea e zaccagniniana, che in forma felpata aborriva il pentapartito in quanto superava la centralit\u00e0 DC, &nbsp;e perci\u00f2 era ostile ad affidarsi troppo alle scelte dei cittadini individui \u2013 proseguiva con decisioni rapide. Tipo la scelta di Comiso per l\u2019installazione dei missili Cruise, che sollev\u00f2 i pacifisti, il varo di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia massonica P2, le integrazioni alla legge sul finanziamento pubblico ai partiti.<br>L\u2019avvenimento di maggior rilievo, nella seconda met\u00e0 novembre \u201981, fu il XVII Congresso PLI a Firenze. Ebbe un consistente successo di partecipazione esterna ed interna, fu di buon livello culturale e caratterizz\u00f2 un PLI capace di coniugare la coerenza delle idee professate con l\u2019interessare i mass media. Inizi\u00f2 con una lunga relazione del Segretario Zanone che ripercorse le ragioni dell\u2019importanza del PLI nella collocazione pi\u00f9 dinamica e celebr\u00f2 l\u2019avvenuto divorzio tra il liberalismo e il conservatorismo. E concluse con una sorta di preghiera laica finale in dieci punti, che sintetizza i capisaldi dell\u2019essere liberali. Un pezzo molto efficace, che \u00e8 tra le cose pi\u00f9 espressive in assoluto che Zanone abbia prodotto.<br>La relazione venne ampiamente apprezzata sia dal parco dei partiti che intervennero con il saluto &nbsp;tra i quali Willy De Clerq dell\u2019ELDR, sia nel dibattito da larga parte dei delegati al Congresso. Venne anche criticata con forza da due minoranze , quella moderata di Costa che criticava gli errori organizzativi &nbsp;e l\u2019altra di destra, Bignardi e Sterpa, che evocava il sogno conservatore. Nella replica Zanone rispose brillantemente alle critiche, e rilev\u00f2 con realismo che \u201cla terza forza \u00e8 ancora troppo debole e non sovraffollata come in altre democrazie\u201d. Il Segretario e la corrente Democrazia Liberale ottennero una maggioranza forte, il 73% , 125 consiglieri nazionali su 165, e 15 componenti la Direzione su 21. &nbsp;<br>Bozzi comment\u00f2 \u201cquesto Congresso \u00e8 la prima pagina di un nuovo libro sulla vita del PLI\u201d. Esprimeva una percezione esatta del clima psicologico in cui si svolse il XVII Congresso PLI, ma un qualche ottimismo sull\u2019effettiva coerenza, rispetto all\u2019anima stessa del liberalismo aperto che ci si proponeva di raggiungere, delle impostazioni nei rapporti con le altre forze politiche nonch\u00e9 con l\u2019approccio partecipativo verso i cittadini. La coerenza traballava intanto su due questioni. Ritenere possibile mischiare un liberalismo coerente alle pulsioni di destra non liberale nelle proposte politiche. E non mettere in evidenza, quanto ai temi della terza forza e della DC, il come il PLI intendeva agire per migliorare le cose.<br>Del resto, proprio il Decalogo liberale \u2013 che ripeto \u00e8 un documento di grande spessore \u2013 fa trasparire l\u2019inclinazione a sottovalutare il cambiare civile persistente che \u00e8 parte integrante del mondo reale e da cui il liberalismo attivo non pu\u00f2 prescindere. &nbsp;Ragion per cui andava risolto presto il traballare della coerenza operativa liberale su quei due temi. Anche perch\u00e9 all\u2019epoca andava irrobustendosi il ruolo dei mezzi di comunicazione nell&#8217;influenzare l\u2019opinione pubblica &nbsp;in modo sempre pi\u00f9 serrato, senza tuttavia applicare al meglio la propria funzione del far conoscere i fatti. Dunque un\u2019influenza distorcente &nbsp;che aggravava la sfida ai liberali attivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa inclinazione a sottovalutare il cambiamento, \u00e8 il lato debole del decalogo, in quanto non affronta l\u2019aspetto chiave. Al passar del tempo, le modalit\u00e0 del vivere cambiano di continuo, non solo perch\u00e9 i soggetti sono altri, ma anche perch\u00e9 le condizioni fisiche del prima influiscono per forza su quelle successive. Allora, il liberale senza dubbio non ritiene possibile una societ\u00e0 perfetta e cerca ogni giorno di correggere qualche imperfezione. E per riuscirvi, persegue la sintesi difficile non impossibile, fra l\u2019efficienza del mercato, le riforme della socialit\u00e0, le regole della democrazia. In aggiunta, per\u00f2, deve essere ben consapevole di avere un obbligo. &nbsp;Una simile sintesi va rinnovata in continuazione. Non ci si pu\u00f2 abbandonare n\u00e9 all\u2019illusione n\u00e9 al sogno che gli aggiornamenti possano essere fatti di tanto in tanto. I liberali debbono essere reattivi in ogni momento e&nbsp;&nbsp; aggiornare di continuo l\u2019efficienza del mercato, le riforme della socialit\u00e0, le regole della democrazia. Perci\u00f2, i liberali sono sempre contro le previsioni apocalittiche depistanti dalla&nbsp; &nbsp;flessibilit\u00e0 e contribuiscono incessantemente ai cambiamenti richiesti. Si affidano al mercato, perch\u00e9 per natura si adatta.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 7 dicembre 1981, in Portogallo &nbsp;erano convocate le elezioni Presidenziali per la conferma (che poi avvenne) del Presidente in carica Eanes. &nbsp;Tre giorni prima, il Primo Ministro S\u00e1 Carneiro insieme al Ministro della Difesa perirono nella caduta, poco dopo il decollo da Lisbona, del Cesna privato che li trasportava. Le indagini approfondite delle commissioni parlamentari portarono ad ipotizzare un ordigno sotto la cabina di pilotaggio, senza per\u00f2 una conclusione certa in sede giudiziaria sui mandanti e sul movente. I primi di gennaio \u201981 divenne Primo Ministro Francisco Balsem\u00e3o, da tempo della stessa linea politica di S\u00e1 Carneiro.&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br>&nbsp;<br><strong>4.15 Gli anni ottanta del \u2018900 . &nbsp;&nbsp;b) sul dibattito in materia di rapporti Stato Chiesa \u2013 <\/strong>Per quanto concerne l\u2019Italia, in riferimento a quell\u2019epoca, \u00e8 opportuna una riflessione sul dibattito politico in materia. Dai primi anni \u201970 il dibattito politico si concentrava sullo stringere o meno i rapporti con il PCI. Un problema reale. Per\u00f2 si era trasformato nel paravento di un altro problema coevo in prospettiva ancor pi\u00f9 reale, quello del rapporto con la cultura cattolica. Una cultura sempre legittima, ma con due accezioni diverse: quella solo religiosa e quella politica.<br>La seconda accezione mutuava dalla prima un aspetto contrastante (inconsapevolmente o no) con le esigenze della convivenza democratica. Lo stare insieme non tanto per decidere come gestire le istituzioni, quanto per rendere possibile mantenere il controllo, tramite la fede comune, delle strutture cattoliche su chi la fede non ce l\u2019ha. Viene fatto nella convinzione che la verit\u00e0 della fede pu\u00f2 essere solo applicata e rispettata. Una convinzione opposta alla logica sperimentale, che nei secoli ha provato come l\u2019universo non sia deterministico e che il futuro non \u00e8 prestabilito n\u00e9 dipende da un libro sacro di fede.<br>Di conseguenza, emarginare il pi\u00f9 possibile la cultura politica laica era in contraddizione con lo stesso intento fermamente dichiarato dalla DC. Infatti, visto che i laici erano sempre stati, nell\u2019ottica di voler battere il PCI, numericamente determinanti (qualsiasi fosse la formula politica adottata al momento), emarginare la cultura politica laica rendeva di per s\u00e9 impossibile fare maturare nel tempo la mentalit\u00e0 degli italiani in senso pi\u00f9 aperto al probabilismo ed ampliare cos\u00ec la base democratica.<br>Nella speranza di superare questo ostacolo, la DC si era impegnata sul compromesso storico. Non era una sua invenzione ma aveva accettato di esplorarlo alla ricerca del trovare una consonanza con l\u2019analogo rifiuto fatto dai marxisti dello sperimentalismo e della variabilit\u00e0 individuale (una consonanza che in parte bilanciava la contrapposizione in campo religioso).<br>Fallito il compromesso storico, la DC pareva pi\u00f9 diposta, in superficie, al rapporto con la cultura laica (seppur permanendo l\u2019asimmetria tra il mistico rifiutare il fascismo e il tollerante esser contrari al comunismo).&nbsp; Nella sostanza per\u00f2 \u2013 al di l\u00e0 dell\u2019utilizzo tattico delle reciproche invidie tra i vari partiti laici \u2013&nbsp;la DC restava espressione della cultura politica cattolica e basta. Salvo l\u2019epoca De Gasperi, la DC non riconobbe mai che i laici fossero pi\u00f9 adatti ad affrontare i nodi del convivere all\u2019insegna della realt\u00e0 sperimentale. Perci\u00f2 la DC non contribu\u00ec al costruire davvero una piattaforma di governo dotata di una prospettiva dinamica alimentata dalle iniziative dei cittadini individui. Ne \u00e8 una riprova certa la lunga vicenda della revisione del Concordato 1929. &nbsp;&nbsp;<br>Fin dall\u2019inizio &nbsp;(Paolo VI in un incontro con il Ministro degli Esteri Nenni), furono i vertici del Vaticano a mettere sul tavolo l\u2019opportunit\u00e0 di rivedere il Concordato. Nei numerosi dibattiti che da allora seguirono per anni, anche a livello Parlamentare, fu evidente il sostanziale imbarazzo che pervadeva la DC. Mentre il Vaticano intendeva ripulire il testo del \u2018929 delle oggettive arretratezze mantenendo il privilegio alla struttura religiosa ed il mondo laico (a parte l\u2019auspicio del PLI di superare il Concordato) dibatteva sul come restituire il pi\u00f9 possibile il ruolo primario allo Stato, la DC, salvo sprazzi come quello di Forlani che parl\u00f2 di rinnovare il Concordato, praticava una linea incline a mantenere i privilegi consolidatisi nel tempo a favore della ampia burocrazia operante nelle pieghe del Concordato del 1929. Cos\u00ec, per anni, la trattativa proseguiva ma non si concludeva.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4.13&nbsp; Il 1979, rilevanti cambiamenti fatti od avviati&nbsp; \u2013 Fu un anno denso di avvenimenti internazionali, attesi e non, che lasciarono a lungo tracce profonde. &nbsp;Dal Capodanno, gli Stati Uniti riconobbero la Repubblica Popolare Cinese come solo rappresentante della Cina. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/2026\/07\/22\/13513\/\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[339,340,12],"tags":[1297],"class_list":["post-13513","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-argomento-fatti-passati","category-argomento-politico","category-libri-opuscoli-e-testi-lunghi","tag-dichiarazione-dei-diritti-umani-dellislam"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13513"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13592,"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13513\/revisions\/13592"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.losguardolungo.it\/biblioteca\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}