Il 12 giugno non votare ai referendum

Il No dichiarato dalla Segreteria PD, sommato al Si già annunciato dalla minoranza PD, rende ufficiale che il 12 giugno tutto il PD depositerà la scheda nell’urna. Ciò significa che il PD non tiene conto di tutti gli italiani che non lo faranno e si affida allo sperare che tra i votanti i NO superino i SI. Eppure per i referendum abrogativi la Costituzione richiede la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto. Il che ha un profondo significato politico ipocritamente ignorato. Vale a dire che le leggi competono al Parlamento e non possono essere abrogate con la partecipazione di un gruppo ridotto di cittadini. Ove cittadini sta per tutti i cittadini aventi diritto , comunque la pensino e intendano comportarsi.

Di conseguenza, chi non condivide i quesiti abrogativi perché formulati in modo pasticciato che non risolve i mali della giustizia, il 12 giugno non deve votare nell’urna (facendolo aiuta a raggiungere il quorum, e accetta di circoscrivere la scelta solo ai cittadini votanti nell’urna). Il nostro auspicio è che quanti non condividono i quesiti abrogativi, si uniscano a tutti i cittadini che per qualsiasi motivo non votano nell’urna. Il 12 giugno non devono andare a votare oppure andandoci non ritirare le schede referendarie. Così si usa il meccanismo dell’art. 75 della Costituzione. Si agevola il formarsi di una maggioranza di non votanti. Si difende il Parlamento rappresentativo dai partiti fautori della democrazia diretta ad ogni costo.

Comitato Il NO mediante il NON

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