Abbiamo dimenticato l’eredità risorgimentale

Scritto per il bimestrale NON CREDO

Celebrare il Risorgimento e i suoi comportamenti nel rapporto tra nascente Stato italiano e Chiesa Romana, non basta certo a dirsi risorgimentale e laico. Per dirlo è necessario comportarsi oggi in un modo analogo a quello coerente e deciso di allora,  così da confermare la laica separazione Stato Chiesa e l’esclusiva competenza dello Stato nel governo civile. E’ una questione essenziale, che non si risolve con le parole.

A metà ottocento,  il motto di Cavour “libera Chiesa in libero Stato” costituì il rilevante strumento operativo della politica del Regno del Piemonte prima e del Regno d’Italia poi, che servì ad iniziare il  percorso lungo cui costruire la faticosa supremazia dello stato laico. Furono fatti e non parole. Oggi non basta richiamare quel motto. Occorre realizzarlo applicandolo senza sconti ai problemi attuali.  E impegnarsi a fondo contro chi continua a lavorare in vario modo per impedirne l’attuazione.

Prendiamo un esempio degli ultimissimi giorni. Per circa tre giorni dal 6 marzo, praticamente tutte le testate italiane hanno manipolato a fondo la notizia che il Presidente Biden  sospendeva i brevetti farmaceutici per dare ai paesi poveri l’accesso gratuito ai vaccini. Seguita a ruota da un intervento di Papa Francesco che enfatizzava la necessità di un internazionalismo dei vaccini. Con il motivo che, parole sue,  proteggere la proprietà intellettuale è il virus dell’individualismo e che le leggi di mercato o di proprietà intellettuale non devono stare sopra le leggi dell’amore e della salute dell’umanità. Parole conformi alla solita dottrina cattolica. Fingendo di fare il bene dei cittadini, li ingannano negando loro di conoscere i fatti del mondo e allontanandoli dall’impegno nella ricerca sui  farmaci.

Ebbene, è ovvio che i laici riconoscono anche al Papa il pieno diritto di esercitare la propria libertà di culto. Solo che le testate italiane hanno diffuso la proposta Biden inquadrata nella tesi papista, in un’ottica opposta al separatismo risorgimentale. Urge che i laici lottino contro quest’opera di disinformazione civile. Per tre giorni le testate italiane hanno asserito che la dichiarazione di Biden era condivisa da Macron e dalla Von der Leyen nonché dal Papa. Due inesattezze. Una è il dato di fatto che la Von de Leyen non ha detto di essere d’accordo ma solo di essere disposta a discutere l’idea di Biden. Dunque è stata propalata una notizia falsa, pur di suonare la grancassa. La seconda è che la notizia sui brevetti è stata data  con un taglio del tutto fuorviante per l’opinione pubblica.

L’intero arco dei  mezzi di comunicazione italiani ha definito la proposta Biden come una grande novità capace di risolvere i problemi dei più deboli attraverso il restringere i diritti di proprietà. Ciò  è falso sia rispetto alla realtà della campagna Biden (non una novità ideologica ma una mossa di politica internazionale, in sé ignorata apposta in Italia), sia  rispetto a cosa significhi sospendere i brevetti (equivale a ridurre le risorse per la ricerca dei nuovi farmaci, cosa che indebolisce le cure e la salute).

La prima falsità serve a nascondere che gli Usa puntano a contrastare l’espansione cinese e russa (che offre vaccini gratis in cambio di peso locale), imitandola. Ai Paesi poveri non basta avere le formule dei vaccini, dovranno rivolgersi alle multinazionali del farmaco per ricevere sostegno tecnico. In altre parole, la mossa Biden non intende seguire la tesi papista, vuol fornire accesso al brevetto per difendere  meglio gli interessi americani delle case farmaceutiche. La seconda falsità serve a propagandare in Italia la concezione religiosa secondo cui la sola strada concreta per combattere la pandemia è interessarsi al bene comune sulla salute tralasciando di interessarsi ai diritti della ricerca e della proprietà intellettuale sulle terapie. Anche qui, la realtà è assai diversa. Da un lato, i dati dei numeri dimostrano anno dopo anno che i paesi ove è maggiormente tutelata la proprietà intellettuale,  innovano e crescono economicamente più degli altri. Dall’altro lato, è un dato della vita che la cura della pandemia sono le medicine e non le litanie religiose. Non a caso la narrazione clericale sviluppata in Italia dai mass media è alla fine miseramente crollata dopo la risposta venuta dalla riunione dell’UE.  Che ha sconfessato la linea adulatrice e che ha richiesto polemicamente a Biden di togliere il blocco alle esportazioni dei vaccini in Europa.

Insomma, le testate italiane hanno calpestato l’idea di autonoma separazione istituzionale (quindi  lo spirito risorgimentale proteso a realizzarla).  I laici non possono evocare il Risorgimento  se non combattendo  contro chi non svolge oggi la sua professione di giornalista e così non informa. Il cuore dello spirito risorgimentale chiede di mantenere funzionante  il meccanismo dell’informare il cittadino, la base del giudizio elettorale autonomo e non conformista.

I laici non  possono  avere indugi nel condurre una critica serrata contro il modo di agire dei mezzi di comunicazione, i quali si preoccupano a tutti i costi di blandire il consenso del potente clericalismo italiano (utile per le inserzioni pubblicitarie e le vendite), dimenticando la propria funzione precipua che è essenziale per  la libertà del cittadino. La smemoratezza è confermata dal fatto che, sull’argomento, nessuna testata italiana ha riportato  una notizia significativa. La proposta della Germania e dei Paesi nordici di potenziare subito il già esistente programma volontario non centralizzato, Covax. Che si propone di aiutare i paesi a più basso reddito perché possano vaccinare una quota consistente dei loro cittadini. In questo modo, attivano comportamenti in via autonoma (tipici dello spirito risorgimentale), resi possibili dal disporre materialmente delle dosi vaccinali contro la pandemia esistente. Dunque una collaborazione che fa fronte alla pandemia, senza perdere di vista che vanno curati i singoli   e senza cadere nel bene comune mondialista che non vuole i comportamenti individuali.

La disputa dei brevetti è un esempio concreto su un problema vivo della necessità di mantenere lo spirito risorgimentale. Dimenticare il Risorgimento  non è uno sbaglio storico, è un errore politico attuale funzionale  al  dare via libera alle ricette clericali che , un volta di più, soffocano l’autonomia degli individui nelle istituzioni.

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