Commento ad un articolo su Repubblica circa l’esigenza di un’iniziativa liberale

Lettera a Maurizio Molinari e per conoscenza ad Alessandro De Nicola

Buongiorno Direttore,

il commento/appello dell’Avv. De Nicola su La Repubblica di sabato per l’unità dei Liberali giunge più che opportuno.
Parte della debolezza della Liberaldemocrazia italiana va ricercata nell’assenza di una formazione Liberale capace di rispondere al cambiamento e più in generale ai bisogni dei cittadini (non solo delle élite). Le organizzazioni che si definiscono Liberali sono molte di più di quelle menzionate (comprendiamo che lo spazio per citarle tutte fosse limitato). Ma quasi tutte quelle elencate sono significative perché sono composte da soggetti sedicenti Liberali ma che nell’ultimo ventennio hanno zigzagato da un partito all’altro. Il caso di molti dei componenti di Più Europa è quantomeno bizzarro.

Ovvio che i Liberali non devono dividersi più su R. Dahrendorf, J. M. Keynes (finalmente si riconosce che era Liberale, come lui stesso ha sempre dichiarato) e F. Hayek, o altri. Ma ricordiamo pure che proprio quest’ultimo, fece un’appendice apposta al suo importante libro per dichiarare di non essere un Conservatore; e si riferì all’intenzione di ciascun pensatore Liberale di risolvere i problemi dei cittadini cercando di creare le condizioni per consentire loro di esprimerne le aspettative e le potenzialità. Perciò, oltre a ciò su cui non dividersi, sarebbe opportuno discutere su come lavorare insieme nell’interesse degli individui cittadini.

Per esempio, a differenza di chi scrive, molti dei sedicenti Liberali citati dall’Avv. De Nicola, si sono espressi vivacemente per il No al recente referendum costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, nonostante in molte altre occasioni passate si fossero espressi a favore del taglio. Certo, avrebbero voluto una riforma più ampia del quadro istituzionale, ma con il No (anti grillino) hanno rinunciato al cambiamento. Non possono poi però, lamentarsi se sono percepiti come élite dai cittadini che invece vorrebbero essere rappresentati da chi cerca di confrontarsi per migliorare le regole della convivenza.

Ecco, sono proprio le regole della convivenza che fanno il quadro per lasciar liberi i cittadini di maturare la propria responsabilità individuale, di ampliare le proprie libertà, e di agire per prosperare. Il Liberalismo crede e si affida ai cittadini, e rifugge dagli abbagli di chi, per qualche ragione anche solida, si dichiara più competente, illuminato, appropriato per guidare il mondo dettando i comportamenti agli altri.

L’Avv. De Nicola ha ragione nell’auspicio, ma deve anche ricordare che i Liberali, affidandosi ad un metodo sperimentale, più che ad un’ideologia, si valutano sui fatti.

Confidiamo nell’interesse nelle nostre parole per la pubblicazione così da ampliare il dibattito intorno all’opportuno appello dell’Avv. De Nicola.

Cordiali saluti,

Raffaello Morelli
Pietro Paganini

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