L’inceneritore è il passato

Riguardo l’articolo “Inceneritore, un errore chiuderlo” di Luigi Cocchella pubblicato mercoledì, innanzitutto siamo molto stupiti che l’Associazione per la Rinascita di Livorno voglia rilanciare la città con un’iniziativa semplicemente restauratrice di Livorno e dell’AAMPS come erano una volta (l’inceneritore è del 1973). E’ indubbio che la zona nord di Livorno presenta molteplici criticità dal punto di vista epidemiologico, sicuramente non da addebitare unicamente all’inceneritore ma certamente è la somma di tanti fattori tra cui è presente anche l’inceneritore.

Nel merito della questione, già il 10 aprile 2019, noi abbiamo presentato in Comune un quesito per svolgere per la prima volta un Referendum Propositivo (introdotto un mese e mezzo prima dal Consiglio Comunale unanime) nel quale in sintesi si chiede ai cittadini “Volete che il Consiglio Comunale decida l’immediata creazione di nuove attività di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti urbani ambientalmente sostenibili che trasformano i rifiuti in risorse permettendo la riduzione delle tariffe pubbliche, attività vincolate allo spegnimento dell’inceneritore?” . Ad oggi questo referendum non si è potuto svolgere, perché le alte burocrazie comunali frapposero subito una serie di ostacoli procedurali, che, seppure giuridicamente infondati, fino a non molto tempo fa hanno bloccato il regolare lavoro del Collegio di Garanzia. Solo da non molte settimane, il Collegio di Garanzia ha potuto sancire in via definitiva l’ammissibilità del quesito e confidiamo che entro metà aprile sarà possibile iniziare la raccolta delle firme per arrivare a svolgerlo in autunno.

Inquadrata la questione nei suoi esatti termini, se è vero che ad oggi le amministrazioni hanno colpevolmente nicchiato sul trovare “alternative” all’incenerimento e che ad oggi spengere l’inceneritore potrebbe apparire un salto nel buio, è peraltro certo che gli impianti di trattamento meccanici e biologici di ultima generazione (fabbriche di materiali) sono il tipo d’impianto che più si avvicina al “rifiuto zero”, e che oltretutto consente di recuperare e valorizzare fino al 90% dei rifiuti trattati e non più inceneriti ma ancor più hanno un innegabile minore impatto ambientale rispetto ad un inceneritore.

Di conseguenza, qualora nelle prossime settimane parta la accolta delle firme per il nostro referendum propositivo, è auspicabile che questa amministrazione faccia chiarezza sugli indirizzi proposti con il referendum e quindi sulle decisioni da prendere rispetto alla proposta referendaria di una nuova attività impiantistica. Da tener presente che il referendum propositivo è non solo un importante esercizio di democrazia ma può essere una grandissima opportunità per la nostra città e per chi la amministra, visto che la volontà dei cittadini può anche “scardinare” logiche d’ambito e regionali che spesso hanno penalizzato la zona di Livorno. Senza pretese di restaurazione.


Comitato OLTRE L’INCENERITORE

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