Alla radice del separatismo

Scritto per la rivista bimestrale NON CREDO

1- Inginocchiarsi con la fascia tricolore. Non è un giudizio anticlericale affermare che solleva forti problemi di costituzionalità il genuflettersi del Sindaco Leoluca Orlando su un inginocchiatoio davanti ad una cappella della Madonna cattolica, con indosso la fascia tricolore da Sindaco. E’ un semplice rispetto delle vigenti leggi della Repubblica. Di fatti il DL 267/2000 ha stabilito che la fascia tricolore è l’elemento distintivo del Sindaco (art. 50, comma 12. “Distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del comune, da portarsi a tracolla”), e da molto prima la Consulta ha sancito che la Costituzione non legittima il mettere una religione sopra le altre.

Ne consegue che il Sindaco Orlando – il quale ha l’aggravante di essere persona intelligente e colta, perciò senza attenuanti – inginocchiandosi con indosso la fascia tricolore ha compiuto un atto non rispettoso delle norme. Ha preferito ottenere, in cambio di tale indebito ossequio quale rappresentante del Comune, vantaggi solo per l’ideologia da lui professata (quella del privilegio al clericalismo), vantaggi costituiti dall’appoggio della Chiesa e dal consenso elettorale del mondo cattolico e delle sue organizzazioni. Agendo così, ha svilito il simbolo dell’autonomia civica ad abbigliamento usato per mostrare un Municipio condiscendente al conformismo religioso. Incurante di come questo gesto, che compiuto senza la fascia sarebbe privato ed avrebbe solo espresso il suo libero credo, di fatto abbia trasformato cittadini ed istituzioni in sudditi di una specifica struttura religiosa.

2- La battaglia per il separatismo. Un episodio del genere è molto grave per la convivenza civile. Testimonia che, ancor oggi,  circola in Italia il conformismo clericale. E che è talmente robusto  da rendere asfittici il clima culturale ed i rapporti interpersonali. Ad esempio, quasi giornalmente troppa gente  identifica come punizione divina alcuni eventi, quali la pandemia, che non hanno certo origine soprannaturale. Per non parlare dei privilegi che sempre il conformismo clericale diffonde nella vita italiana.

I laici devono dunque impegnarsi – al  di là della denuncia – in una esplicita battaglia culturale per far crescere anche nei cittadini istruiti una precisa consapevolezza: fa un gran bene al clima del convivere mantenere rigorosamente separati gli ambiti delle istituzioni pubbliche da quelli religiosi. Alla base di tale separazione c’è una concezione della libertà sfrondata dai miti che la ancorano a idee in contrasto con le sue radici fisiologiche per convivere tra diversi, compenetrate con il metodo individuale e con il dar rilievo ai fatti. Occorre perciò riflettere sul senso profondo della libertà.

3- Il senso dell’essere liberi.  Il punto d’avvio è ampliare la consapevolezza che la libertà non è mancanza di regole, fisiche e mentali. La libertà sono le regole che consentono ad ogni individuo di esprimere al meglio le proprie caratteristiche fisiche e mentali. Essere liberi non è fuggire dal mondo per rifugiarsi nella bolla di un sogno di utopia (che è rifiuto del mondo). Esattamente il contrario. Essere liberi è organizzare la propria convivenza rispetto agli altri individui e ai fatti della vita, dando la massima libertà a ciascuno di agire per perseguire le proprie aspettative ed applicarsi al conoscere come funziona la concreta realtà circostante. La libertà di ciascuno si confronta continuamente con quella altrui e con i fatti e con le circostanze che il tempo presenta attraverso gli avvenimenti nel mondo (qui è la base della ricerca, da cui vengono le biotecnologie creatrici dell’innovativo vaccino per il Covid19 senza inoculare il virus) . Solo così ci si può districare all’interno dei vincoli della realtà, da cui non si prescinde per vivere.

Di conseguenza, le istituzioni pubbliche non devono agevolare forme di conformismo e di fideismo verso le immagini religiose né in generale svolgere una politica colma di promesse mirabolanti, che disattende il buongoverno della cosa pubblica e le esigenze concrete della volontà dei cittadini.  Le istituzioni pubbliche devono invece rendere più fluide di continuo le relazioni interpersonali tra cittadini diversi e responsabili. Evitando al massimo le imposizioni ai  singoli.

4- La libertà da costruire. Qui, nelle regole scelte per la convivenza e nella procedura di come arrivare a deciderle, stanno il ruolo e la forza comprovati della libertà di ognuno.

Questa libertà del cittadino individuo si costruisce giorno dopo giorno sulla base dell’esperienza maturata. Mediante l’osservare e, per sciogliere i nodi rilevati, l’adottare norme ed iniziative ritenute adatte (i cui effetti vanno di continuo sperimentati per fare le correzioni via via opportune). Questa libertà da costruire nel tempo non deve essere confusa come un diritto assoluto da rivendicare. La libertà come rivendicazione è il credo di coloro i quali  illudono sé stessi e gli altri evocando l’esistenza di una religione o di un’ideologia capaci di erogare la libertà in eterno e ovunque, senza vi sia necessità di costruirla da parte dei cittadini.

E’ questa la ragione della gravità del gesto del Sindaco Orlando il quale, nell’esercizio delle sue funzioni, si genuflette di fronte alla Madonna. Travalica la sua personale libertà di credo ed inquina il clima civile.  Perpetua l’idea che le istituzioni debbano sottomettersi alla divinità per ottenere di saper adempiere al proprio ruolo di garantire la sicurezza dei diritti ai cittadini. Al contrario, la strada ai diritti umani sono le scelte introdotte nel tempo da cittadini aperti ai fatti, che intendono tutelare ogni individuo diverso sforzandosi di garantirlo con uguali diritti giuridici. Scelte di per sé incerte e da verificare. Eppure frutto di un metodo, quello laico e liberale, che nell’esperienza secolare si è mostrato di gran lunga il più efficace.

5- Il senso dello Stato. Riscoprire il  significato coerente della libertà consente anche di riscoprire  l’essenziale senso dello Stato che nel convivere è bene sia praticato da tutti. Perché sono le istituzioni dello Stato ben costruite  che, tramite le leggi improntate alla libertà indicate dai cittadini e da loro verificate aggiornandole, hanno formato la rete dei meccanismi capaci di proteggere, nella misura al momento possibile,  dalle naturali avversità del vivere. Sono le istituzioni che nel tempo hanno consentito di  costituire un argine sempre più solido verso i macigni delle superstizioni, delle caccie alle streghe, dei fideismi come anticamera dei fondamentalismi, dell’ignoranza, del dilagare della fame, del dominio della forza fisica nei rapporti umani, del chiudersi allo scambio economico e culturale, dell’ autorità autoreferenziale, del rifiutare l’apporto individuale  quando non proviene da chi è amico.

Avere il senso dello Stato è cosa differente dal supporre che lo Stato possa prescindere dalla libertà oppure che, siccome c’è lo Stato, allora sia possibile  prescindere dalla realtà concreta.  Perché lo Stato non si sovrappone al mondo ma serve per dare ai cittadini la possibilità di affrontarlo meglio.

6- Le regole che proteggono il cittadino. L’esperienza ha provato due fattori. Che, nonostante la conoscenza sia cresciuta a dismisura, non siamo in grado di conoscere in anticipo tutto ciò che avviene. E che è sempre controproducente adoperare speranze od utopie per affrontare il come stare al mondo. Si presentano occasioni in cui necessitano regole pubbliche inusuali per cercare di ridurre i pericoli della natura che circonda i cittadini. E queste regole, pur restando sempre discutibili, talvolta limitano in parte qualche libertà civile nei periodi di emergenza.

In tale caso, chi ha piena consapevolezza di cosa significhino libertà e senso dello Stato, non si abbandona a comportamenti dissennati. Tipo l’inginocchiarsi davanti ad un simbolo religioso indossando la fascia tricolore da Sindaco (come se l’amministrare dipendesse dalla fede) oppure l’agire come i nostri concittadini bloccati all’aeroporto di Londra dalla chiusura delle frontiere per evitare la trasmissione della pandemia in Italia, che gridavano all’incostituzionalità della chiusura (come se la Costituzione fosse sopra la realtà) oppure il traccheggiare da anni delle burocrazie per non recuperare i molti miliardi dell’ICI non versata dagli enti ecclesiastici nonostante il verdetto della Corte Europea (come se il loro compito fosse proteggere  il clericalismo dai tributi).

Ecco perché è importante l’impegno dei laici. Debbono far crescere nei cittadini individui la consapevolezza del comportarsi nel modo in cui preferiscono esprimersi, senza però omettere l’esame della realtà con spirito critico nel rispetto dei fatti concreti e delle leggi. Naturalmente nell’applicarsi in tale impegno, il mondo laico non può trascurare che esiste un non piccolo impedimento. Vale a dire che  il compito di diffondere la passione per la libertà e per il senso dello Stato nonché il praticarli, avrebbe bisogno di essere supportato  dai mezzi di comunicazione. Ma non è così.

7- L’informazione negata. I mezzi di comunicazione, nel complesso, non svolgono più il loro ruolo informativo, che è dar notizia degli avvenimenti. Diffondono una realtà romanzata sull’intero orizzonte dell’informare, dai temi della politica del convivere a quelli dell’ambiente. E si spingono non di rado a dissimulare servizi trasmessi dietro corrispettivo. Quest’ultima trasformazione è particolarmente negativa perché, recidendo il filo del giudizio dei lettori sul prodotto mediatico (manifestato con l’acquistarlo), riduce assai la loro influenza nel determinare la funzione qualità del prodotto informativo. E togliere qualità al prodotto informativo, favorisce il dominio del conformismo clericale come espressione di potere non responsabile.

Libertà e  senso dello Stato non sono dei doni. Vanno conquistati in ogni momento, a livello individuale. E a livello istituzionale costruiti con leggi adeguate e controllabili. Il loro  metro è il confronto con i fatti del mondo che lo scorrere del tempo ci presenta. Ed essendo questa materia così delicata e complessa, è evidente come sia indispensabile che i cittadini siano costantemente  al corrente di quanto avviene nella realtà intorno a loro. Questo è il compito imprescindibile dei mezzi comunicazione, che peraltro essi non adempiono spesso.

8- Perseverare. Tale grave carenza di professionalità nei media, rende ancor più gravoso l’impegno dei laici. Ma non si possono permettere il lusso di non  praticarlo. In continuazione va ricordato ad ognuno dei conviventi che la libertà è un metodo di vita duttile e non il sogno dell’assoluto, che annulla la diversità dell’individuo e cancella il passar del tempo.

E’ un’opera costante di maturazione laica nel segno della libertà e del senso dello Stato, al fine di moltiplicare i comportamenti civili coerenti a quel segno. Un’opera svolta in condizioni avverse ed oltretutto ostacolata dalla capillare rete di controinformazione delle quarantamila parrocchie dedite a propalare, in campo educativo, principi opposti a quelli dei laici e sperimentatamente obsoleti: che sono la verità immutabile, l’affidare le scelte ad un sistema autoritario e ricorrere sempre all’eterno. Tre strumenti, questi, tipici d’epoche d’una volta, in cui i cittadini erano in massima parte dei sudditi non in grado di curare in prima persona il governo del luogo ove convivevano. E usavano ricorrere a forme di superstizione o di ossequio religioso (quale l’inginocchiarsi di fronte alle immagini sacre), tributando in diverse zone del paese obbedienza al Papa più che all’Imperatore.

1- Inginocchiarsi con la fascia tricolore. Non è un giudizio anticlericale affermare che solleva forti problemi di costituzionalità  il genuflettersi del Sindaco Leoluca Orlando su un inginocchiatoio davanti ad una cappella della Madonna, con indosso  la fascia tricolore da Sindaco. E’ un semplice rispetto delle vigenti  leggi della Repubblica. Di fatti  il DL 267/2000  ha stabilito che  la fascia tricolore è l’elemento distintivo del Sindaco e da molto prima la Consulta ha sancito che la Costituzione non legittima il mettere una religione sopra le altre. 

Ne consegue che il Sindaco Orlando – il quale ha l’aggravante di essere persona intelligente e colta, perciò senza attenuanti –  inginocchiandosi con indosso la fascia tricolore ha compiuto un atto non rispettoso delle norme. Ha preferito ottenere, in cambio di tale indebito ossequio quale rappresentante del Comune, vantaggi solo personali:  l’appoggio della Chiesa insieme al consenso elettorale del mondo cattolico e delle sue organizzazioni. Incurante dell’avere, con questo gesto che  compiuto senza la fascia sarebbe privato ed avrebbe espresso il  suo libero credo,  di fatto trasformato cittadini ed istituzioni in sudditi di una specifica struttura religiosa.

2- La battaglia per il separatismo. Un episodio del genere è molto grave per la convivenza civile. Testimonia che, ancor oggi,  circola in Italia il conformismo clericale. E che è talmente robusto  da rendere asfittici il clima culturale ed i rapporti interpersonali. Ad esempio, quasi giornalmente troppa gente  identifica come punizione divina alcuni eventi, quali la pandemia, che non hanno certo origine soprannaturale. Per non parlare dei privilegi che sempre il conformismo clericale diffonde nella vita italiana.

I laici devono dunque impegnarsi – al  di là della denuncia – in una esplicita battaglia culturale per far crescere anche nei cittadini istruiti una precisa consapevolezza: fa un gran bene al clima del convivere mantenere rigorosamente separati gli ambiti delle istituzioni pubbliche da quelli religiosi. Alla base di tale separazione c’è una concezione della libertà sfrondata dai miti che la ancorano a idee in contrasto con le sue radici fisiologiche per convivere tra diversi, compenetrate con il metodo individuale e con il dar rilievo ai fatti. Occorre perciò riflettere sul senso profondo della libertà.

3- Il senso dell’essere liberi.  Il punto d’avvio è ampliare la consapevolezza che la libertà non è mancanza di regole, fisiche e mentali. La libertà sono le regole che consentono ad ogni individuo di esprimere al meglio le proprie caratteristiche fisiche e mentali. Essere liberi non è fuggire dal mondo per rifugiarsi nella bolla di un sogno di utopia (che è rifiuto del mondo). Esattamente il contrario. Essere liberi è organizzare la propria convivenza rispetto agli altri individui e ai fatti della vita, dando la massima libertà a ciascuno di agire per perseguire le proprie aspettative ed applicarsi al conoscere come funziona la concreta realtà circostante. La libertà di ciascuno si confronta continuamente con quella altrui e con i fatti e con le circostanze che il tempo presenta attraverso gli avvenimenti nel mondo. Solo così ci si può districare all’interno dei vincoli della realtà, da cui non si prescinde per vivere.

Di conseguenza, le istituzioni pubbliche non devono agevolare forme di conformismo e di fideismo verso le immagini religiose né in generale svolgere una politica colma di promesse mirabolanti, che disattende il buongoverno della cosa pubblica e le esigenze concrete della volontà dei cittadini.  Le istituzioni pubbliche devono invece rendere più fluide di continuo le relazioni interpersonali tra cittadini diversi e responsabili. Evitando al massimo le imposizioni ai  singoli.

4- La libertà da costruire. Qui, nelle regole scelte per la convivenza e nella procedura di come arrivare a deciderle, stanno il ruolo e la forza comprovati della libertà di ognuno.

Questa libertà del cittadino individuo si costruisce giorno dopo giorno sulla base dell’esperienza maturata. Mediante l’osservare e, per sciogliere i nodi rilevati, l’adottare norme ed iniziative ritenute adatte (i cui effetti vanno di continuo sperimentati per fare le correzioni via via opportune). Questa libertà da costruire nel tempo non deve essere confusa come un diritto assoluto da rivendicare. La libertà come rivendicazione è il credo di coloro i quali  illudono sé stessi e gli altri evocando l’esistenza di una religione o di un’ideologia capaci di erogare la libertà in eterno e ovunque, senza vi sia necessità di costruirla da parte dei cittadini.

E’ questa la ragione della gravità del gesto del Sindaco Orlando il quale, nell’esercizio delle sue funzioni, si genuflette di fronte alla Madonna. Travalica la sua personale libertà di credo ed inquina il clima civile.  Perpetua l’idea che le istituzioni debbano sottomettersi alla divinità per ottenere di saper adempiere al proprio ruolo di garantire la sicurezza dei diritti ai cittadini. Al contrario, la strada ai diritti umani sono le scelte introdotte nel tempo da cittadini aperti ai fatti, che intendono tutelare ogni individuo diverso sforzandosi di garantirlo con uguali diritti giuridici. Scelte di per sé incerte e da verificare. Eppure frutto di un metodo, quello laico e liberale, che nell’esperienza secolare si è mostrato di gran lunga il più efficace.

5- Il senso dello Stato. Riscoprire il  significato coerente della libertà consente anche di riscoprire  l’essenziale senso dello Stato che nel convivere è bene sia praticato da tutti. Perché sono le istituzioni dello Stato ben costruite  che, tramite le leggi improntate alla libertà indicate dai cittadini e da loro verificate aggiornandole, hanno formato la rete dei meccanismi capaci di proteggere, nella misura al momento possibile,  dalle naturali avversità del vivere. Sono le istituzioni che nel tempo hanno consentito di  costituire un argine sempre più solido verso i macigni delle superstizioni, delle caccie alle streghe, dei fideismi come anticamera dei fondamentalismi, dell’ignoranza, del dilagare della fame, del dominio della forza fisica nei rapporti umani, del chiudersi allo scambio economico e culturale, dell’ autorità autoreferenziale, del rifiutare l’apporto individuale  quando non proviene da chi è amico.

Avere il senso dello Stato è cosa differente dal supporre che lo Stato possa prescindere dalla libertà oppure che, siccome c’è lo Stato, allora sia possibile  prescindere dalla realtà concreta.  Perché lo Stato non si sovrappone al mondo ma serve per dare ai cittadini la possibilità di affrontarlo meglio.

6- Le regole che proteggono il cittadino. L’esperienza ha provato due fattori. Che, nonostante la conoscenza sia cresciuta a dismisura, non siamo in grado di conoscere in anticipo tutto ciò che avviene. E che è sempre controproducente adoperare speranze od utopie per affrontare il come stare al mondo. Si presentano occasioni in cui necessitano regole pubbliche inusuali per cercare di ridurre i pericoli della natura che circonda i cittadini. E queste regole, pur restando sempre discutibili, talvolta limitano in parte qualche libertà civile nei periodi di emergenza.

In tale caso, chi ha piena consapevolezza di cosa significhino libertà e senso dello Stato, non si abbandona a comportamenti dissennati. Tipo l’inginocchiarsi davanti ad un simbolo religioso indossando la fascia tricolore da Sindaco (come se l’amministrare dipendesse dalla fede) oppure l’agire come i nostri concittadini bloccati all’aeroporto di Londra dalla chiusura delle frontiere per evitare la trasmissione della pandemia in Italia, che gridavano all’incostituzionalità della chiusura (come se la Costituzione fosse sopra la realtà) oppure il traccheggiare da anni delle burocrazie per non recuperare i molti miliardi dell’ICI non versata dagli enti ecclesiastici nonostante il verdetto della Corte Europea (come se il loro compito fosse proteggere  il clericalismo dai tributi).

Ecco perché è importante l’impegno dei laici. Debbono far crescere nei cittadini individui la consapevolezza del comportarsi nel modo in cui preferiscono esprimersi, senza però omettere l’esame della realtà con spirito critico nel rispetto dei fatti concreti e delle leggi. Naturalmente nell’applicarsi in tale impegno, il mondo laico non può trascurare che esiste un non piccolo impedimento. Vale a dire che  il compito di diffondere la passione per la libertà e per il senso dello Stato nonché il praticarli, avrebbe bisogno di essere supportato  dai mezzi di comunicazione. Ma non è così.

7- L’informazione negata. I mezzi di comunicazione, nel complesso, non svolgono più il loro ruolo informativo, che è dar notizia degli avvenimenti. Diffondono una realtà romanzata sull’intero orizzonte dell’informare, dai temi della politica del convivere a quelli dell’ambiente. E si spingono non di rado a dissimulare servizi trasmessi dietro corrispettivo. Quest’ultima trasformazione è particolarmente negativa perché, recidendo il filo del giudizio dei lettori sul prodotto mediatico (manifestato con l’acquistarlo), riduce assai la loro influenza nel determinare la funzione qualità del prodotto informativo. E togliere qualità al prodotto informativo, favorisce il dominio del conformismo clericale come espressione di potere non responsabile.

Libertà e  senso dello Stato non sono dei doni. Vanno conquistati in ogni momento, a livello individuale. E a livello istituzionale costruiti con leggi adeguate e controllabili. Il loro  metro è il confronto con i fatti del mondo che lo scorrere del tempo ci presenta. Ed essendo questa materia così delicata e complessa, è evidente come sia indispensabile che i cittadini siano costantemente  al corrente di quanto avviene nella realtà intorno a loro. Questo è il compito imprescindibile dei mezzi comunicazione, che peraltro essi non adempiono spesso.

8- Perseverare. Tale grave carenza di professionalità nei media, rende ancor più gravoso l’impegno dei laici. Ma non si possono permettere il lusso di non  praticarlo. In continuazione va ricordato ad ognuno dei conviventi che la libertà è un metodo di vita duttile e non il sogno dell’assoluto, che annulla la diversità dell’individuo e cancella il passar del tempo.

E’ un’opera costante di maturazione laica nel segno della libertà e del senso dello Stato, al fine di moltiplicare i comportamenti civili coerenti a quel segno. Un’opera svolta in condizioni avverse ed oltretutto ostacolata dalla capillare rete di controinformazione delle quarantamila parrocchie dedite a propalare, in campo educativo, principi opposti a quelli dei laici e sperimentatamente obsoleti: che sono la verità immutabile, l’affidare le scelte ad un sistema autoritario e ricorrere sempre all’eterno. Tre strumenti, questi, tipici d’epoche d’una volta, in cui i cittadini erano in massima parte dei sudditi non in grado di curare in prima persona il governo del luogo ove convivevano. E usavano ricorrere a forme di superstizione o di ossequio religioso (quale l’inginocchiarsi di fronte alle immagini sacre), tributando in diverse zone del paese obbedienza al Papa più che alle istituzioni civili .

Il mondo laico deve perseverare senza timori. Ponendosi l’obiettivo di contenere al massimo l’integralismo fondamentalista  e l‘emotività irrazionale con lo scopo di migliorare la vita dei cittadini. E’  la via sperimentata più adatta per  costruire istituzioni imperniate sul cittadino.

Il mondo laico deve perseverare senza timori. Ponendosi l’obiettivo di contenere al massimo l’integralismo fondamentalista  e l‘emotività irrazionale con lo scopo di migliorare la vita dei cittadini. E’  la via sperimentata più adatta per  costruire istituzioni imperniate sul cittadino.

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