La frenesia dei media


Il modo in cui la quasi totalità dei mezzi di comunicazione USA, e di conseguenza quelli italiani, hanno seguito le elezioni del 3 novembre, dovrebbe far seriamente riflettere sulla deriva del settore. Due fatti testimoniano la tendenza ad anteporre i giudizi o le speranze delle redazioni al verificarsi delle cose.

Uno. Alle elezioni USA non c’è stata alcuna Onda Blu, nonostante che i sondaggi pubblicati per settimane attribuissero a Biden un abissale vantaggio e ai Democratici la conferma dei seggi alla Camera e la conquista del Senato. La realtà è invece che Biden non ha stravinto, e che i Democratici alla Camera perdono seggi, mentre al Senato potrebbe addirittura confermarsi la maggioranza Repubblicana (nel migliore dei casi, i democratici avrebbero un solo seggio di vantaggio, insufficiente per le ambiziose riforme promesse).

Due. Sabato 7 novembre l’Associated Press, mentre in gran parte degli Stati in bilico erano tuttora in corso le attività di spoglio e il connesso contenzioso legale, ha proclamato che Biden aveva raggiunto il quorum per venire eletto. Questo lancio, nel mondo dei media, ha sostituito le norme previste nei vari stati e a livello federale, dando per acquisiti risultati possibili o probabili ma ancora non formalizzati (gli Stati sono tenuti a comunicare i Grandi Elettori entro il giorno 8 dicembre, Trump sta eccependo brogli diffusi, che siano o no fantasiosi, e per Costituzione resterà in carica fino alle ore 12 del 20 gennaio 2021).

Non è affatto una questione di forma. I media, presi dalla frenesia di dare una notizia prima possibile, fanno assurgere i sondaggi a verità ineccepibile e celebrano enfatizzandolo ciò che non è ancora avvenuto. Tale comportamento è la prima falsa notizia che ammorba i media. Per loro natura, i sondaggi non possono mai essere considerati un risultato elettorale (i sondaggi non contano i voti ma estrapolano algoritmi applicati alle intenzioni di voto di un limitato campione di elettori); e le scelte dei cittadini vengono compiute secondo le procedure legali e non a giudizio delle Agenzie di Stampa (anche quando verosimile). Questa confusione fa venir meno la funzione essenziale dei mezzi di comunicazione, che è informare il cittadino dei fatti concreti per poter giudicare con il voto.

Con la loro impazienza i media fanno passare l’idea che il futuro sia integralmente prevedibile o addirittura determinabile. Non è così, specie in un mondo complesso. Il determinismo ha fallito e continua a fallire perché insegue un’idea fissa di come gli individui, le cose e tutto il mondo dovrebbero essere. Invece il ruolo dei media è indispensabile per testimoniare professionalmente la realtà, nel trasmettere solo le notizie effettive. Le notizie effettive sono una risorsa vitale, che è alla base del conflitto democratico tra l’esprimersi dei singoli cittadini rispetto ai fatti reali del convivere.

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