La fedeltà a sé stessi, il voto No dei vecchi DC all’anagrafe.


Quasi tutti i vecchi DC all’anagrafe si dichiarano per il NO. Alcuni avendo un’età poco inferiore a cent’anni , quelli più giovani sulla settantina. Dicono di votare NO, Bindi Rosy, Bodrato Guido, Casini Pier Ferdinando, Castagnetti PierLuigi, Cesa Lorenzo, Cirino Pomicino Paolo, Costa Silvia, De Mita Ciriaco, Fioroni Beppe, Follini Marco, Magistrelli Marina, Mastella Clemente, Matulli Beppe, Parisi Arturo, Prodi Romano, Rognoni Virginio, Rotondi Gianfranco , Russo Jervolino Rosa, Scalfaro Marianna, Tabacci Bruno. Insomma, quelli dei massimi dirigenti della DC di allora, tuttora in vita. I motivi sono i soliti, esposti con il tono preoccupato del danno agli equilibri costituzionali. La sostanza è un’altra, la repulsa per il cambiamento, specie quando a cambiare sono gli altri (orrore). Cioè la stessa mentalità per cui la DC è alla fine scomparsa.

Una storia analoga anche in campo marxista. Pure qui, tutti i leader ideologici più noti si sbracciano per il NO, reo di non seguire le regole della tradizione, specie quella frutto della convergenza cattocomunista sull’idea che la Costituzione del ’48 è di fatto intangibile. Toccarla sarebbe un pericoloso segnale di autonomia delle forze che fanno scegliere al cittadino, a prescindere dalle indicazioni dei partiti di massa.
Fin qui, dunque, non è riuscita l’ossessiva campagna di mass media, Facebook e twitter a sostegno del NO ad ogni costo. In particolare il PD è riuscito a confermare l’indicazione di voto per il SI data nell’ultimo anno. E’ una coerenza che va riconosciuta.

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