Su Sgarbi rovesci la realtà storica (a Riccado Matrorillo)

Caro Riccardo,

ho letto il tuo pezzo sul n.67 di Non Mollare. Le tue grosse riserve su Sgarbi, sono del tutto fondate nei fatti, dato che fuori della sua materia (settore in cui è assai competente) Lui è una persona inaffidabile, dedita non a ragionare valutando i fatti bensì ad estremizzare qualsiasi suo pensiero e ad essere volubile per poter fare notizia (il che è sopportabile negli artisti non in chi fa politica, specie liberale). Peraltro citi alcuni dati di fatto parecchio inesatti.

Permetti una divagazione sul primo di questi, che non tocca Sgarbi. Il Movimento per la riforma Elettorale all’inizio fu un’iniziativa non poco pletorica lanciata soprattutto da Segni e anche da Pannella con l’adesione di circa 150 persone ma non ricordo comprendesse Baslini. E questo è naturale perché il PLI (tempo prima, nel 1990 ) aveva presentato in Parlamento, solo tra i partiti, un progetto compiuto per l’introduzione generale del sistema elettorale con collegio uninominale a doppio turno. Tema sul quale Baslini aveva scritto un libro con Vegas nel 1983 (e Pannella aborriva questa soluzione perché puntava al turno unico, invasato dalla convinzione di poter arrivare a controllare il paese, arrivando così in seguito a far eleggere prima Scalfaro e poi Berlusconi). Invece Baslini fu promotore (anche con Valitutti, Biondi, il sottoscritto, in tutto un cinquantina di persone, Segni e Pannella inclusi, visto che quest’ultimo era stato costretto dalla Corte Costituzionale ad abbassare la cresta) dei successivi cosiddetti referendum elettorali, svoltisi poi nel ’93, vinti e prodromo della riforma elettorale.E ti prego di credere che quando parlo di Pannella mi riferisco a rapporti frequenti e stretti (rimasti tali per altri venti anni).

Venendo al caso Sgarbi, è vero che la Gioventù Liberale (tramite il Segretario Nazionale, Paolo Sottili) propose di candidare Jovanotti ma è del tutto falso che tra i contrari ci fu Antonio Patuelli, che anzi sostenne la candidatura con insistenza. Ed è del tutto falso che Patuelli accolse con favore la candidatura di Sgarbi. Oltretutto sul nome di Sgarbi le contrarietà furono assai più vaste. Alla fine, la Direzione le respinse ambedue con nettezza. E siccome Sottili aveva un atteggiamento equivoco, il Segretario Altissimo (che di Sottili era il capo corrente) lo apostrofò esplicitamente in Direzione dicendo “allora è chiaro che Sgarbi non deve essere candidato in Sardegna”. Ma Sottili, che non era uomo d’onore, tornò a Cagliari e disse che la Direzione centrale aveva approvato la candidatura Sgarbi. Ricorderai di certo che io alle riunioni della Direzione (anche di quella) ero fisicamente presente.

Di conseguenza non hanno fondamento le tue due frasi “Aver preferito Sgarbi a Jovanotti è stato uno dei più grandi sbagli del Partito Liberale” e “alla scelta degli esponenti del PLI di preferirgli Sgarbi”, dal momento che la Direzione del PLI non preferì mai Sgarbi a Jovanotti. Può aver la colpa di aver dato troppo peso ad un atteggiamento notabilare (d’altro canto era Presidente Zanone) ma non ha la colpa che gli vuoi dare tu.

Concludo dicendoti che secondo me, considerata la tua serietà e quella di Critica quale tribuna, penso sarebbe opportuno che trovassi il modo di tornare presto sull’argomento, confermando il giudizio complessivo su Sgarbi, e rettificando quello su Patuelli e sulla Direzione del PLI.

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