Sull’Emilia specchio

Gentile Professoressa,

trovo interessante il Suo articolo sull’Emilia specchio dell’Italia, in cui svolge alcune considerazioni fondate, destinate a divenire centrali nel confronto politico reale. Su un punto sollevo qualche interrogativo. Dove Lei scrive che quanti si oppongono a chi vuol sovvertire lo status quo , lo fanno perché lo ritengono pericoloso per la sopravvivenza della democrazia liberale. Non è così, anche se il sovranismo è illiberale nel profondo. Per troppi di loro , il motivo è un altro: vogliono restaurare il predominio di una volta (che secondo loro sarebbe lo stile liberale del buongoverno conformista). Non a caso nella riga successiva, Lei scrive che “la contrapposizione tra Salvini e le Sardine costituisce una vivida immagine di questa spaccatura”. Ora, a parte non amare Salvini, il solo punto di contatto tra le sardine e i liberali, è il proporsi pacato. Però i liberali non concepiscono affatto l’esser pacati come la rinuncia al cambiare di continuo ed anzi aspirare alla restaurazione (cosa provata dalla circostanza che ad oggi le sardine non hanno detto una parola sul loro progetto).

Sul complesso di tali problemi ho scritto a metà dicembre un libro di piccolo formato (Progetto per la formazione delle Libertà) che, se interessata, può scaricare gratuitamente alla pagina  http://www.losguardolungo.it/biblioteca/progetto-per-la-formazione-delle-liberta/

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