UN PROVVEDIMENTO NECESSARIO

Sulle concessioni autostradali il Governo ha ragione nel merito e nel metodo (anche se sarebbe stato preferibile un dibattito parlamentare più articolato che consentisse ai cittadini di comprendere meglio la questione). Al merito della scelta governativa non possono esser mossi appunti giuridico costituzionali. E neppure al metodo istituzionale mossi appunti di cultura democratico liberale.

Quanto al merito – al di là degli strilli del concessionario ASPI e del suo sindacato, la Confindustria, che lamentano un cambio di carte in tavola nel corso della partita – la nuova norma sull’esercizio delle concessioni rientra nel disposto vigente del Codice Civile. Stabilisce da tempo che la legge può imporre clausole che sono di diritto inserite nei contratti anche sostituendo antecedenti clausole difformi senza che ciò implichi la nullità del contratto. Quindi nessuna violazione dei diritti ASPI.

Quanto al metodo, il provvedimento non va neppure contro il metodo istituzionale Liberale. Lo rende chiaro la documentata (un anno di lavoro) relazione della Corte dei Conti sulla situazione fisico economica della rete autostradale (circa la metà gestita da ASPI), data in concessione (anche senza gara) con atti che concessionari e Ministero hanno mantenuto il più possibile segreti, forse perché  sono scritti “con sacrificio dell’interesse generale a favore di quello privato” (virgolette della Corte dei Conti). Un Governo attento ai diritti  e alle libertà dei cittadini deve fare norme più garantiste.

Chi evoca il liberalismo per criticare la scelta del Governo, sbaglia. Dimostra di conoscerlo poco. Il Liberalismo non è assenza di regole pubbliche per consentire ogni cosa (tipo un monopolio) e aiutare il più forte. Il Liberalismo, che è un metodo e non un’idea fissa del mondo, presuppone regole scelte dai cittadini che consentano a ciascuno di esprimersi nel rispetto di quelle stesse regole, per ognuno uguali. La migliore o peggiore convivenza tra cittadini è la verifica che quelle regole funzionino o meno. Perciò il liberalismo si fonda sul metodo individuale dello sperimentare e non sul proteggere gli interessi delle clientele o delle élites.

Le considerazioni che precedono sono avvalorate dalla lettera inviata dall’ASPI al governo. Annuncia che, in caso di varo del provvedimento, l’ASPI riterrebbe sciolta la convenzione non accettando che nella stessa venga inserita automaticamente la nuova previsione di legge.  In pratica si vorrebbe far prevalere la concessione sulla legge. Di fatto un rifiuto della democrazia liberale fondata sulle scelte dei cittadini.

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