SULLO SCIOPERO DEGLI STUDENTI RIGUARDO IL RISCALDAMENTO CLIMATICO


Non va preso sottogamba lo sciopero degli studenti di venerdì 27 sul clima. Né sul metodo né sul merito, ambedue aspetti di grande rilievo e non positivi.

L’aspetto di metodo è che il ministro dell’Istruzione sponsorizza lo sciopero, in contrasto con la funzione della scuola. Che non è quella di agevolare spettacoli emotivi secondo la moda. La funzione della scuola è formare i singoli studenti. Sviluppare lo spirito critico individuale. Renderli capaci di conoscere il noto al momento. Dotarli del più ampio ventaglio di esperienze. Metterli in grado di affrontare i problemi della vita di ciascuno.

Stupisce molto che lo faccia un docente d’esperienza internazionale. Certo, lui cita la Montessori e don Milani ma non segue la loro lezione. Liberare l’anima dello studente non significa affatto schermarne la percezione delle difficoltà della vita. E lo stesso lo testimonia il severo rigore praticato a Barbiana. Lo sciopero degli studenti ha un senso su temi come attentati alla libertà, non rispetto dell’uguaglianza nei diritti, minare le condizioni economiche violando i patti. Qui sono chiari i soggetti responsabili e gli studenti, qualora lo vogliano, manifestano il loro no. Non ha invece alcun senso uno sciopero su un tema come il clima, ove le responsabilità includono tutti i cittadini e ove i rimedi sono in larga parte assai nebbiosi se non ancora ignoti (da cui la scorciatoia di imporre stili di vita detti virtuosi). Viene agitato un problema senza preoccuparsi di risolverlo. La vicenda non è una buona prova del M5S che vuol cambiare per aiutare il cittadino.

L’aspetto di merito è che Greta Thunberg non è spuntata all’improvviso nella lotta al pericoloso riscaldamento climatico. E’ il frutto di una campagna dell’Associazione svedese “Non abbiamo tempo” fondata nel 2016 da ricchi finanzieri, tra cui Ingmar Rentzhog. La 16enne Greta è figlia di attori svedesi di cui la donna è stata dichiarata eroina ambientalista (anno ’17). Dopo l’incontro ad una conferenza sul clima, ad agosto ’18 Rentzhog fece fotografare dall’Associazione Greta sola scioperante al Parlamento e postò su facebook. Quattro giorni dopo uscì un’autobiografia di Greta che mescola la crisi nervosa personale con quella del clima. L’indomani il più venduto quotidiano svedese fece una pagina sul libro. Evidente il fine della campagna. Influenzare la politica contro il riscaldamento climatico. E’ legittimo. Non lo è mobilitare gli studenti e farli sentire inarrestabili. Perché non contribuisce a risolvere la questione.

Lo sciopero del 27 non va preso sottogamba perché interessarsi al proprio destino non è risolutivo. La priorità è capire il meccanismo alla base e trovare il rimedio. Scioperare e non stare in classe, provoca due illusioni (che la scienza conosca fonte e tempistica del riscaldamento, che sia nota la terapia efficace) ed è un grave errore educativo (che studiare e sperimentare al fine di risolvere i problemi di vita, non sia decisivo).

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