Il dissidio M5S – PD (a Giovanni Orsina)

Caro Orsina,

nel Tuo articolo odierno, svolgi considerazioni realistiche su tre problemi oggi ineludibili per la destra. E ciò è utile per illustrare ai lettori lo stato politico.

Ci sono peraltro tre righe sul palazzo europeo (“Anche perché il Palazzo europeo è molto debole, a tal punto che con la tentata reincarnazione del governo Conte è alla seconda mossa azzardata in un paese fondatore della comunità, dopo quella che ha portato Macron all’Eliseo”) che indirettamente introducono per l’Italia un concetto che trovo non esatto. Perché mentre è in sostanza esatto asserire che Macron è figlio di una manovra del palazzo europeo (in appoggio a quello francese), non mi pare proprio che la tentata reincarnazione del governo Conte derivi da una mossa del palazzo europeo.

La tentata reincarnazione di Conte è frutto della scelta politica del M5S e dell’interessato di proseguire l’indirizzo iniziato con il contratto di governo post 4 marzo e chiuso all’ improvviso (da un accelerante ignoto) nel segno di un sovranismo restauratore dei governanti del passato. Il che ha fatto scattare l’appoggio della variegata alleanza Von der Leyen (salvo FI impantanata nelle ambiguità). A mio avviso fisiologicamente.

Trovo essenziale chiarire questa dinamica per capire il dissidio tuttora forte tra M5S e PD. Il M5S intende mantenere la linea del cambiamento del 4 marzo sviluppandola senza rinnegare i 14 mesi del governo Conte 1. Invece il PD continua a non accettare il voto del 4 marzo e i numeri parlamentari che ne sono conseguiti, per cui demonizza il Conte1 e vorrebbe far apparire la reincarnazione Conte2 una svolta epocale voluta dal Nazareno cui il M5S si aggrega disperato (tesi analoga a quella salviniana).

Questo mi pare il motivo per cui ieri pomeriggio Di Maio ha fatto l’uscita che ha indispettito tanto il PD. Non è sicuro se la reincarnazione riuscirà. Ma in ogni caso non potrà riuscire sulla linea PD della svolta epocale restauratrice sul versante opposto di quello provato dai sovranisti. Anche Conte dovrà tenerlo presente.

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