Una considerazione aggiuntiva (a Franco Bechis)

Egregio Direttore,

il Suo pezzo su ” Vi racconto che hanno in testa Salvini e Di Maio” svolge diverse considerazioni interessanti e verosimili. Mi pare tuttavia che ne manchi almeno una. Vale a dire la consapevolezza che fare ora la crisi significherebbe correre subito alle elezioni anticipate. Infatti, i numeri parlamentari, viste posizioni del PD, non consentono altra maggioranza e le posizioni del Presidente della Repubblica precludono la manfrina del governo tecnico caro alle elites. Di Maio e Salvini hanno appunto in testa anche di evitare questo precipizio.

Di Maio perché rischierebbe un forte ridimensionamento e perché in ogni caso, stando al 26 maggio, la teorica maggioranza alternativa esistente dopo il 4 marzo 2018 (M5S + PD) non esistere più avendo ceduto quasi 12 punti ed essendo ferma subito sotto il 40% . Salvini perché non è certo che la coalizione di centro destra abbia la maggioranza assoluta dei seggi e perché in ogni caso lui dovrebbe subire un condizionamento fortissimo non solo dalle posizioni strutturate sulla destra sociale della Meloni ma persino dalle velleità reducistiche della FI di Berlusconi avvinto al sogno dell’Europa in mano ai popolari.

L’enfasi di larga parte dei mezzi di comunicazione sugli incombenti interventi orrifici dell’UE, appare al momento fuori luogo, perché l’Italia potrà sempre trattare un qualche miglioramento dei conti e perché nel frattempo l’assetto dell’Europa muterà, certo non in senso più sovranista ma in senso meno ragionieristico contabile.

In conclusione, fare la crisi sarebbe molto più costoso degli sforzi per evitarla.

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