Prefazione a “Paganini Non Ripete – vol.2” , edizioni Rubbettino

Questi scritti della domenica illustrano bene la pratica del metodo liberale cui si attiene Pietro Paganini nel valutare ciò che avviene oggi e nel descrivere proposte di cura attuali. In Italia è raro trovare sostenitori di tale metodo. Perciò il clima politico culturale non è ameno come quello meteorologico. Di fronte ai problemi – nella vita sempre tanti – la tendenza di troppi è cercare una persona (il capo), un gruppo (la comunità degli “amici”), una concezione (il modello ideologico religioso) che risolva loro il problema e dia la soluzione confezionata. Di ricorrere al bagaglio di attitudini, di sapere, di iniziativa, personale e di altri cittadini normali, se viene in mente , viene assai dopo, quando è già passato il momento di agire. Così il clima politico culturale resta alla tempesta dello statalismo conformista.

L’autore argomenta l’urgenza di riscoprire la centralità delle relazioni tra tutti i cittadini nel redigere regole pubbliche (senza agevolare burocrazie e corpi intermedi) e di riscoprire il merito e la capacità nel comportarsi individuale rispetto alla concretezza dei problemi (il motore più potente per far risalire l’economia italiana a partire dall’utilizzo dei beni culturali irripetibili e dall’investire sull’informatica di avanguardia in Italia). E’ una tipica ricetta con gli ingredienti del cittadino inserito in una società davvero aperta tra individui tra di loro diversi, in confronto reciproco, con occhio attento agli avvenimenti nel resto del mondo. Una società aperta che in quanto tale non può irrigidirsi nel liberismo (che è incapace di vedere nell’umanità una dimensione non economica) dal momento che ha piena consapevolezza della diversità di ciascun essere umano e del fatto che la libertà non è un modello massificante.

Va pure apprezzato che Pietro Paganini argomenti in forma coerente allo spirito della cultura liberale che espone. La struttura dei suoi articoli mette il più possibile in evidenza le idee e le connessioni trattate, non concedendo nulla agli aspetti emotivi invece assorbenti nella politica quotidiana di qualunque ambito e mezzo comunicativo. I lettori che abbiano avuto occasione di vedere l’autore impegnato in un dibattito tv (cosa probabile dato che lo è molto spesso e su più reti) potranno confermare che i suoi discorsi appaiono i più incisivi in relazione ai problemi discussi. Gli altri partecipanti vocalizzano suoni di speranza per la soluzione dei problemi e non termini logici operativi per una proposta di soluzione del problema in esame.

L’impegno e la personalità di Pietro Paganini dimostrano che, nonostante la cattiva stampa del liberalismo in Italia (perché tuttora non perdonato per i cambiamenti risorgimentali e poi per l’opposizione critica ai miti ideologici delle masse contrapposte alla libertà dei cittadini), esso ha un’energia interiore così forte da restare in vita con nuovi giovani attivi sulla scena pubblica. Sono convinto che questa energia derivi dallo sforzo intrinseco al metodo liberale di stare sulla lunghezza d’onda del tempo che passa e quindi collegato allo sperimentare la realtà. Come gli scritti della domenica in questo libro.

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