La sinistra che lavora per la vittoria della Lega

Merita riflettere sul tentativo del Direttore della Scuola Normale di aprire a Napoli una succursale della Scuola. Il fatto in sé è noto (il prof. Barone ha deciso, dice avendo avvertito il Ministro dell’Istruzione, di clonare a Napoli la Normale usando un finanziamento ottenuto nella manovra parlamentare; la cosa ha suscitato l’opposizione del Sindaco di Pisa e del deputato pisano della Lega, cui si sono aggiunti gli studenti chiedendo le dimissioni di Barone, via via appoggiati dai professori e dai dipendenti; l’ipotesi è sparita dalla manovra; il direttore ha motivato per settimane la sua iniziativa ma alla fine, preso atto dello schieramento di tutte le componenti, ha dato le dimissioni). Forse non sono a tutti note, le reazioni dei politici di sinistra, della Regione e del gruppo Repubblica. Una robusta campagna centrata sul presunto scandalo: le dimissioni sono il primo caso nella storia bisecolare della Normale e sono un’ingerenza politica nell’autonomia della Scuola senza precedenti neppure sotto il fascismo. E’ ancor meno noto che la campagna è proseguita immutata anche dopo le dimissioni, e cioè dopo l’avvenuta saldatura formale con i voti di tutte le componenti interne alla Normale (studenti, dipendenti e docenti) sulla richiesta a Barone di dimettersi.

Tutto ciò può sembrare un episodio contingente. Ma è un altro contributo alla credibilità della Lega, siccome è chiara l’efficacia dell’iniziativa dei suoi esponenti. Ciò preoccupa tutti i cittadini non leghisti chiamati in primavera al voto, per le europee e in diversi comuni contigui. La cosa più preoccupante è che il mondo della sinistra ha il vezzo di attaccare sempre e comunque la Lega, nella convinzione che non servano progetti diversi e basti il vecchio armamentario dell’anatema contro la destra. Un anatema obsoleto, che non può più funzionare e infatti non funziona. Nel caso specifico, è folle gridare all’ingerenza della politica nell’autonomia universitaria, quando l’ex Direttore ha mostrato di intenderla come una prerogativa personale in barba ad ogni scambio tra colleghi su cui l’autonomia scientifica dovrebbe basarsi. Un simile comportamento a favore dell’elite è una riprova della sconsideratezza di politici traumatizzati dall’aver perso il potere, che difendono gli amici invece di sforzarsi di capire gli indirizzi dei cittadini. Ma governare significa rimuovere in concreto gli ostacoli che ci sono al momento in vario modo, economico o procedurale. Chi ne è convinto deve lavorare in questa direzione nonostante la sinistra lavori (non volendolo) per la vittoria della Lega conservatrice.

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