La Fortuna e il cittadino (versione ridotta)

FORTUNA BENDATA . Nell’antichità si evocava la Fortuna, una dea bendata come volontà divina ignota ma ineludibile.

L’INDIVIDUO MOTORE DEL CONVIVERE. Oggi, non si evoca più la Fortuna. E’ l’individuo il motore di condizioni di vita migliori. Se ne sono accorti solo i liberali, gli altri sono restati ancorati alle concezioni religiose od ideologiche. Così le dirigenze pubbliche hanno fatto una gestione di potere disattenta ai cittadini, con risultati via via più negativi.

I CITTADINI ITALIANI HANNO DETTO BASTA. Gli elettori hanno rifiutato quel modo di governare. Una scelta tesa a cambiare (come richiesto dall’esigenza liberale) ma slegata da un progetto sul come farlo e con quale tempistica (hanno vinto non liberali).

PERCHE’ E’ IMPORTANTE. Sarebbe antistorico restaurare il passato. Il cambiamento è positivo ma non può non constatare che le istituzioni democratiche comprendono milioni di cittadini e che tale dimensione esclude la democrazia diretta. La tecnologia informatica è indispensabile per contatti immediati tra cittadini lontani. Ma inevitabilmente introduce gestori tecnologici incontrollabili dagli individui. Peraltro non si adegua il funzionamento delle istituzioni rappresentative alle scelte dei cittadini, agitando le bandiere antiindividualiste, conservatrici o progressiste.

L’OPPORSI PREGIUDIZIALE AL GOVERNO NON E’ IL PROGETTO LIBERALE. Il governo in carica è sorto con un Contratto indefinito nei numeri e nelle procedure. Dopo 5 mesi emergono, insieme alle differenze, delle scelte. Il risanare le concessioni statali dalla rete di connivenze con i concessionari; lo stare più attenti ai rapporti costi benefici, peraltro in termini non precisati, delle grandi opere nei trasporti e nei flussi energetici internazionali; il rendere più stringente la sicurezza e l’accoglienza dei migranti attirati dalle ONG; espandere il bilancio dello Stato fuori dagli schemi UE.

AL LUPO AL LUPO. Durante i 5 mesi, l’opposizione dei restauratori ha gridato al lupo al lupo e basta. Ha confuso il reddito di cittadinanza con l’assistenzialismo (che aveva inventato) e la tassa piatta con il premiare i più ricchi (accusa ideologica). Con l’appoggio di campagne dei media sulla crisi di governo e sulla catastrofe economica imminenti (ad oggi neanche sfiorate). Il che ha rafforzato l’immagine governativa.

IL PROGETTO LIBERALE PER I CITTADINI. A parte spaccature, il governo potrà cadere solo dopo un chiaro progetto liberale per governare l’Italia. La difesa della democrazia non sta negli insensati richiami all’antifascismo ma nel costruire un progetto imperniato sulle scelte dei cittadini individui e concentrato sulla conoscenza, sulla ricerca, sul continuo ricorrere alla sperimentazione e all’intraprendere, sul concepire l’economia come frutto della innovazione dinamica dei cittadini e non delle direttive pianificate.

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