Non è uno schiaffo a Mattarella (a Marco Castelnuovo)

Da Raffaello Morelli a Marco Castelnuovo

La ringrazio per avermi risposto. Faccio solo notare di non aver mai scritto che l’ipotesi di un governo neutrale non è stata mai fatta balenare prima, Ho invece scritto, stando ai fatti e alle regole, che il Presidente non ha mai imposto alcunché ma esposto alcune articolate considerazioni, ripetutamente asserendo che la scelta spetta al Parlamento . La tempistica della risposta può essere naturalmente oggetto di valutazione, ma non per determinare la qualità della stessa.

Del resto, la Sua considerazione finale (che condivido al di là dell’esito effettivo) sul possibile esito della mossa del Presidente, mi pare indichi che il punto politico resta in ogni caso che l’aderire oppure no ad un governo neutro sia una scelta legittima (per di più inequivoca di fronte ai cittadini, pur se opinabile) ma non uno schiaffo al ruolo del Presidente.

Buon lavoro e a presto

A Raffaello Morelli da Marco Castelnuovo , mercoledì 9 maggio

Grazie per aver letto il mio pezzo e per la sua analisi.
Per me, resta uno schiaffo. Mi pare non credibile che il Presidente non abbia fatto balenare l’ipotesi del governo neutrale prima ai singoli partiti. Quindi sapevano a cosa andavano incontro e dire di no al governo neutrale così, subito, otto minuti dopo il discorso di Mattarella, è per me uno schiaffo.

Chissà che però la mossa di Mattarella non serva a velocizzare la nascita di un governo politico.
A presto

Marco

A Marco Castelnuovo da Raffaello Morelli , martedì 8 maggio 2018

Egregio Dottore,
da qualche anno Le scrivo ogni tanto per commentare un Suo articolo. In questo caso lo faccio riguardo a “Verso il voto ma quando?”. Un articolo che per lo più disegna un quadro oggettivo della situazione, ed anzi si chiude con una valutazione senz’altro condivisibile da chiunque imperni la politica sulle scelte dei cittadini (“in autunno si voterebbe con il Rosatellum. E questo in fondo, sarebbe il peggiore risultato per noi elettori”). Molto bene, ancor meglio precisando ulteriormente che neppure Mattarella, nel suo discorso impeccabile, ha citato l’argomento, evidentemente perché sarebbe risolubile solo da un governo politico.
Tuttavia, nel Suo articolo c’è un periodo che è un fulmine a ciel sereno. Il NO dei vincitori delle elezioni all’ipotesi del governo neutrale (NO che, come era del tutto prevedibile, M5S, Lega e FldI hanno immediatamente ribadito) sarebbe, secondo Lei, “uno schiaffo al Presidente e al suo sforzo di mettere i partiti di fronte alle proprie responsabilità”. Ora uno schiaffo è un gesto violento per insultare l’altro. Mentre in questo caso del presunto schiaffo non c’è traccia. In primo luogo per l’impostazione stessa del Presidente che ha sottolineato con forza, anche nella chiusura, come la scelta tra le alternative da lui prefigurate spetti ai partiti. Una simile impostazione del Presidente impedisce ogni indebita attribuzione al Presidente stesso di una volontà impositiva. E’ dirimente l’insistenza da lui avuta nel richiamare la possibilità che venga prima o dopo trovato un accordo per un governo politico.
Il fatto è che questo periodo fulmine pare corrispondere al clima esistente al Corriere. Che è espresso dall’articolo del Suo collega Antonio Polito, in particolare nel penultimo periodo del secondo paragrafo e nel primo del terzo paragrafo. Con una scelta che di sicuro dimentica la logica, Polito scrive tre cose infondate. Uno, i partiti hanno impedito la nascita di un esecutivo politico, quando è stato visibile a tutti che la maggioranza dei vincitori (che esiste nei seggi) è stata impedita dagli sconfitti, Berlusconi e Renzi, d’accordo o meno non muta la questione. Due, i partiti hanno impedito che nasca un governo politico (e allora, in via logica, significa ammettere che la maggioranza ci sarebbe e che Salvini non si è voluto staccare da Berlusconi). Tre, per la prima volta dal 1948, il voto popolare non ha esito (il che, in via logica, significa riconoscere che la maggioranza ci sarebbe e che Salvini non si è voluto staccare da Berlusconi). Allora, un giornalista non dedito alla propria politica avrebbe anche scritto che esistono i vincitori elettorali ma che i vecchi partiti non vogliono riconoscerli invasati dal ricordo di un passato che non tornerà più.
Grazie per l’attenzione e cordialit

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