Si può votare anche senza scegliere un simbolo ( a vari giornalisti de Il Tirreno)

mercoledì 28 febbraio 2018, da Raffaello Morelli e Mario Neri, Francesco Brancoi ed Alessandro Guarducci

Gentile Signor Nari,

Lei continua ad usare il sistema di eludere le questioni, del quale pare essere un virtuoso.

Le pare che il Suo articolo di domenica 25 non sollevi il rischio del votare solo nell’uninominale quando scrive “Se c’è un voto senza rischi, è quello dato unicamente al simbolo” e lo riprende nel catenaccio? Non scherziamo. Lei può essere convinto di ciò che la legge esclude, ma non può fingere di non esserlo.

Saluti
Raffaello Morelli

mercoledì 28 feb 2018,da Mario Neri a Raffaello Morelli

Gentile Morelli, da nessuna parte nell’articolo si parla di un rischio nel votare solo l’uninominale, proprio in nessuna. Lo rileggo.
Quanto a “menar il can per l’aia”, credo di trovarmi di fronte a un inarrivabile campione della disciplina. Inarrivabile
Saluti

mercoledì 28 febbraio 2018, da Raffaello Morelli a Mario Neri,a Francesco Brancoli e ad Alessandro Guarducci

Gentile Signor Neri,

la Sua risposta mena, come si dice, il can per l’aia. Io mi sono occupato solo dell’uninominale perché era il passaggio inesatto macroscopico dell’articolo da Lei firmato e che io ho letto essendo fra l’altro molto interessato alla materia e il promotore, a nome dei Circoli Einaudi e Modigliani, del forum svoltosi al Tirreno, nel quale sono pure intervenuto sullo stesso argomento (senza che Rossi obiettasse e senza la contrarietà di Floridia) .

Lei prova a spostare la questione sull’impostazione generale dell’articolo e cita altri servizi de Il Tirreno che non c’entrano. Io non ho fatto riferimento a questi altri aspetti, proprio perché la questione sta solo nella presenza di quella dichiarazione in termini assai ambigui (si riferisce al rischio nel votare solo all’uninominale o al rischio, facendolo , di non individuare con esattezza un simbolo preferito?). E siccome la forma del voto solo all’uninominale è prevista nella 165/2017 e nelle istruzioni ministeriali, è perfino surreale che Lei ne metta in dubbio la validità. Quanto aii dubbi costituzionali sul poter votare solo all’uninominale da Lei attribuiti ai due professori, mi permetta di dubitarne, dal momento che oltretutto non è stabilito dalla Costituzione l’obbligo del voto scegliendo un simbolo e per di più l’art. 67 sancisce il divieto di mandato e dunque il fulcro è l’eletto e non il gruppo parlamentare.

Resta dunque il fatto che sembra essere Lei dubbioso della portata innovativa (naturalmente solo sul punto) della 165/2017 e ciò può naturalmente scriverlo , ma non ammiccarci senza scriverlo e sollevando preoccupazioni per un rischio inesistente. Se a differenza de La Stampa e di altri, il Tirreno non intendesse effettuare la precisazione sulla piena legittimità e sicurezza del voto al solo uninominale, vorrà dire che non vuole svolgere la sua funzione informativa.

Con i migliori saluti

Raffaello Morelli

mercoledì 28 feb 2018, da Mario Neri a Raffaello Morelli:

Gentile signor Morelli,
è riuscito a scrivere quasi più di quanto sia riuscito a fare io ma occupandosi solo dell’uninominale. Ma lei l’articolo lo ha letto? Il dubbio sorge proprio perché entrambe le forme di espressione del voto valido che lei cita, e anche altre, sono contemplate dal servizio, peraltro corredato da una pagina intera (intera!) che riporta gli esempi più importanti di voto valido (dunque senza rischi) e voto nullo.
Inoltre, come saprà, non pochi studiosi, fra cui il prof. Rossi, nutrono perplessità sulla legittimità costituzionale del Rosatellum anche per la modalità di attribuzione del voto prevista per i casi in cui sia barrato solo l’uninominale. Dunque, per questo può essere considerato un voto a rischio. Non solo. Se ha partecipato al forum organizzato al Tirreno, ricorderà che Rossi e Floridia suggerirono il voto dato unicamente al simbolo come voto “sicuro” perché tradizionale, tipico della storia repubblicana, dunque quello grazie al quale l’elettore rischierà meno di incorrere in errore.
Ah, se dovesse esserle utile la pagina-tabellone con tutti gli esempi è rintracciabile sul nostro sito, prima e dopo il 4 marzo

http://m.iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2018/02/26/news/elezioni-occhio-agli-errori-guida-alle-regole-per-le-urne-video-1.16525651

mercoledì 28 febbraio 2018, a Francesco Brancoli, Alessandro Guarducci, Mario Neri

Care Lettere,

nell’articolo a firma Mario Neri pubblicato sul Tirreno del 25 febbraio, a pag.6, come Guida alle elezioni, dal titolo “candidato o simbolo?”, si riporta la seguente dichiarazione (ripresa anche nel catenaccio) attribuita ai prof. Emanuele Rossi, costituzionalista, e Antonio Floridia, responsabile Osservatorio elettorale della Regione Toscana : “Se c’è un voto senza rischi, è quello dato unicamente al simbolo”.

Ciò non è affatto vero, come indicano la legge 615/ 2017 e le istruzioni del Ministero. Infatti è del tutto senza rischi anche il voto dato al candidato all’uninominale e basta. Inoltre sono senza rischi anche le altre forme di voto indicate dal Ministero. Lo conferma pure quanto ha pubblicato lunedì sul Suo sito il quotidiano vostro cugino La Stampa e cioè “ Il voto espresso tracciato un segno sul nome del candidato uninominale collegato a più liste in coalizione viene ripartito tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti ne collegio. Così di fatto si rinuncia a scegliere una lista all’interno di una coalizione. Nel caso di un candidato collegato ad un’unica lista, il voto finisce interamente a quel partito”.

Si tratta di una questione con riflessi importanti sull’informazione ai lettori n merito alla modalità di esprimersi. Prima del 4 marzo, andrebbe perciò chiarito dal Tirreno che il concetto di voto senza rischio non è riferito alla modalità tecnica di esprimere il voto, bensì solo all’elettore che intenda fare una determinata scelta partitica, scelta che verrebbe resa meno netta qualora, applicando il nuovo sistema della legge 165/2017, egli votasse solo il candidato all’uninominale (salvo il caso figuri appoggiato da una sola lista, caso in cui il rischio non sussiste).

In mancanza di un simile chiarimento, la tesi che per evitare rischi bisogna dare il voto solo ad un simbolo, assumerebbe il carattere di un invito che non è previsto nella legge. Il che sarebbe in contrasto con le comprovate professionalità dei due professori e con il Vostro ruolo di dare notizie rispondenti al vero.

Con i migliori saluti

Raffaello Morelli

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