Omnibus e i risultati del voto (a Maria Teresa Meli)

Cara Meli,

ho visto stamani, in forte ritardo, la tasmissione Omnibus di ieri l’altro alla quale partecipavi. Siccome sei una giornalista di rilievo e quindi è importante che le tue informazioni siano più complete possibile, desidero richiamare la tua attenzione sul ragionamento di Pregliasco circa la probabilità che la sera del 4 marzo il centro destra abbia in automatico una maggioranza di seggi in parlamento. Si tratta di un ragionamento che, pur nella cautela formale, in sostanza non si fonda sui dati di fatto ma contribuisce a diffondere le speranze propagandistiche.

Al riguardo, oltre ad indicarti un mio pezzo più organico pubblicato su Il Tirreno nei giorni di Natale, basta fare un calcolo semplicissimo. La maggioranza assoluta alla Camera è 316. Ora attenzione, ammettiamo pure che il cdx prenda il 40% (mentre Pregliasco ha esposto nella stessa trasmissione un cartello che pone il cdx nel complesso al 34,6% , che arrotondo al 35% per tener conto anche del 2,5% indicato nel cartello come altre liste di cdx, concedendo che qualcuna superi singolarmente la soglia dell’1% ). In tale ipotesi assai favorevole, i seggi ottenibili dal cdx nei plurinominali saranno 154 , quindi ne serviranno altri 162 per arrivare a 316 . Poniamo che 4 vengano dalla circoscrizione estero, ne mancano ancora 158. I collegi uninominali sul territorio nazionale sono 231 e quindi il 69% di loro dovrebbe essere vinto dai candidati uninominali del cdx. Siccome la distribuzione del voti del cdx non è affatto uniforme, in pratica è statisticamente ai limiti dell’impossibile che perfino con il 40% (al quale oggi mancano ben 5 punti e non c’è il premio di maggioranza) il cdx riuscirebbe ad avere, la sera del 4 marzo, 316 parlamentari eletti.

La conclusione di questo ragionamento non è soltanto che una simile prospettiva è in pratica pressoché impossibile (questione che appassiona gli scommettitori). Il suo interesse sta soprattutto nel dimostrare l’insensatezza di una campagna elettorale fatta solo di promesse nella prospettiva di scegliere il vincitore numerico. Perché se nessuno il 4 sera avrà la maggioranza assoluta (quasi certezza), il vero problema delle elezioni diviene come si potrà poi trovare una maggioranza sui temi tra gruppi contrapposti frontalmente nella campagna. Una maggioranza occorrerà per governare le principali scelte o quanto meno per preparare un ulteriore ricorso alle urne con una nuova legge elettorale più rispettosa dei cittadini. Per completezza faccio anche osservare che la tanto agognata (negli ambienti bene delle alte burocrazie) maggioranza PD – FI non disporrà certamente della maggioranza numerica in Parlamento, salvo cataclismi elettorali che non paiono all’orizzonte. E del resto ritengo un errore grave voler arrivare al 4 marzo in un clima da crepuscolo degli Dei (che favorisce solo i populisti che non hanno mai governato l’Italia).

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