Biotestamento, cattolici chiusi e liberali

I liberali considerano la legge sul testamento biologico una tipica legge per una convivenza fondata sulle scelte del cittadino. Essa regola con chiarezza la possibilità che un cittadino ,intenzionato a farlo, formuli una dichiarazione anticipata di trattamento sanitario riguardo la fine della propria vita. E’ convinzione dei liberali che un simile principio, oltre che civile, sia oggi condiviso dalla larghissima maggioranza dei cittadini, a prescindere dal volerne o meno usufruire. Ciò non toglie che vi siano anche i contrari, che per opporsi intendano adire le Corti di Giustizia. Attivarlo è un loro indiscutibile diritto.

I liberali viceversa confutano in pieno le argomentazioni addotte nella lettera al Presidente Mattarella scritta da importanti gruppi della cultura cattolica. Per provare il pregiudizio che secondo loro la legge recherebbe agli Istituti sanitari religiosi, sostengono che circa 230 strutture sanitarie cattoliche, non volendo applicare tale legge, perderebbero l’accreditamento dello Stato e quindi non potrebbero più operare. E scrivono “una simile conclusione si pone in contrasto con l’articolo 7 della Carta, e con gli Accordi concordatari che quella norma recepisce”. Un’argomentazione simile innanzitutto è un evidente tentativo di raggirare i cittadini e per di più è infondata nel merito tecnico.

E’ un tentativo di raggiro perché la legge non è impositiva e dunque i cittadini possono non applicarla. Così come possono non applicarla quei centri ospedalieri che abbiano scelto di non ricevere aiuti economici dallo Stato tramite convenzioni. Ma se la scelta è ricevere aiuti economici dallo Stato, allora si devono rispettare le procedure che lo Stato prevede. Ed è inoltre un’argomentazione tecnicamente infondata, poiché da decenni – fin dall’epoca del referendum contro il divorzio (1974) – la Corte Costituzionale ha chiarito che gli accordi concordatari non possono in alcun modo intaccare la sovranità dello Stato e i principi della Costituzione.

In conclusione, i liberali ritengono questo modo di argomentare usato da molte associazioni cattoliche un salto all’indietro nel convivere civile e un pericoloso rigurgito di tipo fondamentalista che mina ogni proposito di convivenza tra cittadini di culti diversi.

LIBERALI LIVORNESI

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