Memoria e valutazioni

Lo storico Giovanni Oliva, dopo il rientro della salma di Vittorio Emanuele III, definisce “assolutamente legittimo il rientro”, ma definisce la richiesta di seppellirla al Pantheon fatta da parte dei Savoia, una cosa “fuori della storia… non avrebbe senso un recupero della memoria a posteriori”. Ora, si può discutere – lo farò tra poco – sulla specificità del luogo Pantheon, ma, sul piano della memoria in chiave politico culturale, ritengo non più possibile continuare a manipolarla dietro le convinzioni del convivere che si hanno oggi.

Da decenni i liberali esprimono un giudizio estremamente negativo sulla figura storica di Vittorio Emanuele III, motivato dai gravissimi errori che hanno costellato la sua azione di Sovrano fin da quando tramò per far entrare l’Italia nella prima guerra mondiale e pochi anni dopo negò l’autorizzazione chiestagli dal Governo di poter sbaragliare la marcia su Roma. Questo giudizio estremamente negativo non può tuttavia mutare la memoria dei fatti. Vittorio Emanuele III è stato Re d’Italia dal 1900 al 1946. Se la memoria cambiasse al cambiare dei governi e delle epoche, lo Stato punterebbe a cancellare i fatti reali sperimentati. Ora non v’è dubbio che un simile comportamento sia molto frequente – tuttora è seguito da impostazioni che sperano in ricette dimostratesi non funzionanti – ma come liberale ritengo assurdo continuare ad adottarlo. La memoria dei fatti storici è indissolubilmente legata agli avvenimenti e dunque al passar del tempo deve essere sempre oggetto di giudizio ma non può essere mai cancellata. E’ un carattere fondamentale della società libera e della consapevolezza civile.

C’è poi il problema del Pantheon. Foss’altro per questioni etimologiche, si può ritenere quel luogo inevitabilmente connesso ad una valutazione positiva di chi vi è sepolto (e quindi inadatto a Vittorio Emanuele III). E’ un’osservazione ragionevole, che però non inficia affatto l’esigenza liberale espressa prima. Infatti l’esigenza liberale di prendere d’atto di chi è stato Re d’Italia non produce l’obbligo di usare il Pantheon per farlo (dando l’impressione di implicare giudizi di valore). Essendo la salma di Vittorio Emanuele III rientrata in Italia, per corrispondere all’aspetto politico culturale si potrebbe opportunamente dare sepoltura alle salme dei primi tre Re del Regno d’Italia nel luogo deputato al ricordo delle vicende dell’Italia Unita, che è l’Altare della Patria. Il che manterrebbe stabilmente viva la memoria dei fatti, sia di quelli gloriosi che di quelli vergognosi, e con ciò interromperebbe la pratica, molto sbagliata, della memoria alla carta.

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