Non tentino ancora di raggirare i cittadini

Nel primo anniversario della vittoria della cultura liberale  al referendum sulla proposta oligarchica di riforma costituzionale, noi liberali , richiamandoci al forte lavoro di allora quali fondatori e animatori del Comitato NO AL PEGGIO, confermiamo che il nostro impegno politico continua ad esser concentrato sul far sì che lo scegliere le leggi e l’assumere le iniziative di governo, vengano determinati dalle decisioni del cittadino ed abbiano il fine di farlo esprimere  al massimo e di corrispondere alle sue esigenze.

Questa importanza riconosciuta al cittadino obbliga a dire che, con la nuova legge elettorale (165 / 2107) e con la poca differenza quantitativa tra i tre  gruppi politici più forti,  d’ora in poi la campagna elettorale non dovrà più svolgersi confrontandosi sulle coalizioni  e sugli schieramenti di partito bensì su quegli argomenti della crisi quotidiana, che nell’interesse dei cittadini andranno affrontati con urgenza nella prossima legislatura. Infatti la nuova legge elettorale non è maggioritaria, al contrario di quanto vorrebbe far credere  chi la ha voluta. Così la campagna elettorale condotta sulla contrapposizione di schieramento tra i tre principali attori (centro destra, M5S, PD)   è resa del tutto  improduttiva dal fatto certo che  la sera delle elezioni , anche al più votato dei tre,   mancheranno per forza non meno di una cinquantina di seggi alla maggioranza assoluta. Dunque gli accordi post voto saranno ineludibili  e perciò, per evitare che siano accordi di puro potere sopra la testa dei cittadini, è importante che   dalla campagna elettorale emergano  indicazioni precise circa le possibili convergenze; perciò la campagna va fatta sulle  identità e sulle proposte per il governo di ciascun soggetto politico, anche di contrapposto schieramento.

Non per caso nei giorni scorsi il Consiglio Nazionale PLI ha sottolineato la necessità che i sostenitori del metodo liberale secondo cui il cittadino è il  fulcro della politica,  quando si terranno le prossime elezioni alle idi di marzo, stiano tutti insieme con le loro diverse anime. Per farlo, promuovano anche alleanze tra chi intende confermare le ragioni profonde per irrobustire la democrazia rappresentativa , indichino i punti cardine per  curare la crisi italiana e selezionino candidati competenti. Il tutto senza concessioni ai giacobini o agli elitari. Su questa base possono esserci convergenze rigorose di identità differenti su un programma comune da rispettare. Adottando in larga parte la ricetta della libertà all’indomani dei risultati elettorali, l’Italia riacquisirà la  considerazione internazionale,  i cittadini vivranno meglio la propria vita e sarà evitato il pericolo del populismo provocato dalla paura della crisi attuale,  indotta dalla scarsa capacità di governare, che ha corroso la credibilità istituzionale.

La ricetta della libertà è riassumibile in 9 punti: 1) un intervento chirurgico per ridurre il debito, 2) far crescere l’Europa dei cittadini a passo a passo , 3) l’accoglienza ai migranti commisurata alle condizioni del territorio , 4) impegnare le istituzioni per garantire la dignità di ogni diverso cittadino con adeguate condizioni di vita oltre che negli uguali diritti legali, 5) allargare e potenziare lo sviluppo della coscienza critica del cittadino per conoscere sempre più e saper verificare la fondatezza delle notizie,   6)  controllare  a fondo  gli sprechi della macchina pubblica per ridurli al minimo,  7) non essere cedevoli verso chi, diffondendo tesi fondamentaliste, mina la tolleranza civile e la libertà di culto, 8) separare le carriere dei pm da quelle dei giudici, 9) mettere la cittadinanza attiva al centro dell’agire istituzionale e destinare il massimo delle risorse alla scuola e alla ricerca.

Stefano De Luca, Raffaello Morelli, Antonio Pileggi

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