Sul rivolgersi solo alla sinistra (a Anna Falcone e Tomaso Montanari)

In risposta alla comunicazione del rinvio dell’Assemblea da loro convocata per il 18 novembre in prosecuzione di quella precedente al Brancaccio nel mese di giugno 2017.

Il giorno dopo il referendum sulla proposta oligarchica Renzi Boschi per fortunata respinta dai cittadini, l’intero gruppo dirigente del Comitato “Per le libertà dei cittadini, NO AL PEGGIO” fece un documento per affermare che il risultato era una vittoria della cultura liberale.
Con ciò vogliamo richiamare la nostra convinzione circa la natura della crisi che pervade il Paese. E’ una crisi anche da voi avvertita quale clima crescentemente pesante che grava sulla convivenza civile sotto il profilo economico, certo, ma non solo né soprattutto. Sotto questo profilo ci auguriamo che, come del resto scrivete voi stessi, il vostro impegno continui per non disperdere l’intento di mobilitare i cittadini più sensibili a tale importantissimo problema civile.

Peraltro, con il richiamo ad un anno fa, desideriamo sottolineare che a nostro parere la terapia non sta nel sognare formule e movimenti salvifici per preservarci dall’insidia dei potenti. La terapia sta nel convincere i cittadini a dare la massima attenzione alle regole istituzionali e alle condizioni concrete per il relazionarsi tra  loro diversi individualmente, nelle reciproche attività rese possibili da quelle stesse regole. Crediamo basti questo per capire che, secondo noi, il vostro opportuno intento di mobilitare i cittadini per migliorare le condizioni di vita, resta essenziale; però è destinato a trovare ostacoli insuperabili se si affida esclusivamente al sogno della sinistra. La sinistra, nell’organizzare la convivenza (come è apparso sempre più chiaro), sottovaluta troppo il valore della libertà individuale tra i diversi rispetto a quello dell’uguaglianza. L’uguaglianza, quando viene estesa dall’irrinunciabile ambito dei diritti a tutti i parametri, conduce come minimo al conformismo, poi all’immobilismo e talvolta anche a danni più tragici per l’esistenza del cittadino. E al giorno d’oggi cade di continuo nella trappola di confondere la globalizzazione con il modo di intenderla interessato delle grandi oligarchie di ogni tipo, finendo di conseguenza nell’incapacità di utilizzarla al meglio e di sgonfiare le sacche di miseria fisica ed intellettuale indotte dal suo uso distorto.

Secondo noi, essendo questo delle regole e dei fatti imperniati sul cittadino diverso, il meccanismo mostratosi più efficace nell’esperienza storica, la sfida verte sullo smettere con l’accusare i partiti della sinistra e i suoi dirigenti di essere interpreti inadeguati del sogno – di conseguenza abbandonando appunto la strategia del sogno in sé – e, al posto di queste cose, sull’impegnarsi a costruire una collaborazione della sinistra con i liberali di idee e di comportamenti per concordare la costruzione dei progetti politici da realizzare attraverso il voto. Facciamo osservare, del resto, che, agevolati dalla minaccia oligarchica, questo è proprio quello che siamo tutti insieme riusciti a fare il 4 dicembre 2016 ottenendo una partecipazione da anni inusuale.

Formuliamo i migliori auguri per il vostro impegno e ci auguriamo di avere l’occasione di approfondire questi argomenti.

Antonio Pileggi    Raffaello Morelli

 

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