Sulla nuova legge elettorale ora proposta (ad Antonio Pileggi)

Il NO al referendum del 4 dicembre 2016 è stato decisivo sotto tre aspetti. L’elevata partecipazione al voto popolare. La sconfitta del tentativo oligarchico di introdurre concezioni accentratrici. L’aver dimostrato che il robusto appoggio di larga parte di stampa e della TV nel diffondere il conformismo di governo non inganna i cittadini fino in fondo. Le ragioni di quel successo verrebbero violate se ora il Parlamento non le confermasse varando la nuova legge elettorale. I meccanismi elettorali possono legittimamente essere vari . Tuttavia è assolutamente necessario che vengano rispettati due principi cardine della libera democrazia rappresentativa.

Uno è l’inalienabile diritto del cittadino elettore , qualunque sia il sistema elettorale – un collegio uninominale maggioritario oppure circoscrizioni con liste concorrenti proporzionalmente – di poter votare sia una lista che il suo candidato preferito. Ciò comporta che, qualora siano previsti in contemporanea il collegio uninominale e le liste concorrenti, i due rispettivi voti devono restare distinti l’uno dall’altro; ed inoltre che, in ogni caso di voto mediante liste concorrenti, nessuna di esse può essere in alcun modo bloccata riguardo all’ordine di elezione. Non rispettare tale diritto significherebbe ledere la rappresentanza del cittadino.

L’altro decisivo principio è che, nel caso il sistema elettorale siano le circoscrizioni con liste concorrenti proporzionalmente, il criterio della rappresentanza può essere solo un po’ temperato da quello della governabilità ma non da questa dominato, se non si vuol limitare il normale confliggere democratico. Ciò comporta che nell’assegnare i seggi, i premi dovranno avere una soglia di assegnazione per scattare in una quantità ragionevole e l’esclusione potrà esserci sotto una soglia di pochi punti percentuali. Altrimenti il vantaggio riconosciuto alle formazioni che ottengono più suffragi – o con il premio in seggi ai vincenti o con l’esclusione di qualche lista – in alto favorirebbe troppo alcuni e in basso penalizzerebbe troppo alcuni altri. Il che ancora una volta lede la rappresentanza del complesso dei cittadini.

Sostenere il rispetto di tali due criteri discende dalla convinzione che va sempre combattuta la guerra contro le concezioni politiche delle visioni assolutistiche della vita. E dalla certezza che i meccanismi della libertà devono essere mantenuti funzionanti di continuo nel rispetto dei bisogni di partecipazione attiva dei cittadini nel quadro delle regole costituzionali.

Solo con una simile consapevolezza e il conseguente impegno, si può evitare il ripetersi del rischio di proposte subdolamente autoritarie, quali il partito della nazione o la sovranità senza cittadini.

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