Ricordarsene sempre

Scritta per la rubrica Disputationes della rivista NON CREDO  n.50

Qui (n. 46) ho già definito la Jihad il convitato di pietra della nostra convivenza aperta. Gli attentati di agosto a Barcellona hanno ribadito che la partita non sarà breve. La sola risposta efficace all’attacco contro lo stile di vita laico e critico, è insistere sui principi della libertà individuale e delle istituzioni laiche. Purtroppo, il sistema mediatico li menziona ma non li pratica. Cela ai cittadini lo scontro rimuovendo le immagini traumatiche e attribuendo anche alle responsabilità occidentali la jihad (non volendo vederne i motivi profondi nella teoria fideistica e nel fanatismo correlato). Non tratta cosa siano la libertà individuale e le istituzioni laiche. Lo fa anche un giornale di area laica come l’Avanti (quello vero, non il titolo dell’ennesimo raggiro renziano), nell’enunciare un decalogo di idee contro il terrorismo islamico. Chiede cose quanto meno inadatte a irrobustire i principi del nostro stile di vita. Una legge che stabilisca come attrezzare strade e piazze con ostacoli al traffico. Il blocco di relazioni diplomatiche con paesi con fasce di contiguità al terrorismo. L’auspicare che l’Europa non perda tempo coi vincoli economici e si attrezzi alla guerra al terrorismo. Riconoscere che Oriana Fallaci aveva ragione nel denunciare la mancanza di volontà e di orgoglio nell’Occidente liberale di difendersi dalle aggressioni terroristiche e culturali. A parte che in Occidente, per retaggi religiosi ed ideologici, è insufficiente la consapevolezza di essere liberali nelle regole e nei principi, ancora una volta il socialismo democratico è appassionato ed emotivo ma trascura che la libertà individuale e le istituzioni laiche (anche quelle UE) si radicano nelle regole fondative e non nelle dichiarazioni celebrative. Il problema è sviluppare la cultura civica, che non è contro l’Islam e intende favorire i musulmani non fondamentalisti. Un impegno non lieve, considerato che, non avendo l’Islam gerarchie ecclesiali, le responsabilità restano individuali e quindi richiedono una maturazione ampia. Eppure una disponibilità esiste. Nei giorni dopo la strage, tanti adolescenti musulmani spagnoli hanno inalberato scritte “no nel mio nome”. Questa disponibilità non va lasciata cadere, se si vuole che si radichi l’importanza delle regole.

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